>“4 Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 6 Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso».” (1Pietro 2:4-10 NRV)
Abbiamo già considerato l’insegnamento di accostarci a Lui, che è la pietra vivente. Quindi, il primo privilegio che questo brano menziona è proprio quello di ci accostare a Cristo, con fede ed umiltà, sapendo che saremo accolti da Lui. Passiamo ora al v.5, per capire degli altri benefici.
“anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.” (1Pi 2:5 NRV)
Siamo pietre viventi

Noi che abbiamo una vera fede in Cristo, siamo pietre viventi. Siamo edificati, da Cristo, per formare una casa spirituale. In queste poche parole è nascosta una verità immensa.
Siamo pietre viventi. Eravamo morti nei nostri peccati. Ora invece, essendo in Cristo, siamo viventi! Prendiamo vita da Lui. Dio ci ha fatto rinascere, ci ha generato. In Giovanni 15, Gesù dichiara di essere la vite, e noi siamo i tralci. Come i tralci prendono la loro vita totalmente dalla vite, così la nostra vita deriva totalmente da Cristo. Usando l’immagine che Cristo è la pietra vivente, allora, noi siamo pietre viventi.
Una casa spirituale

Non siamo solo tante pietre viventi separate. Dio ci ha messo insieme per formare una casa spirituale. Il versetto dice: “anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale”. Nel Greco (come pure in italiano), il verbo qua tradotto con “siete edificati” è passivo. Non siamo noi ad edificare noi stessi, è Cristo che ci edifica. Infatti in Matteo 16:18 Gesù dichiara:
“…su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno del morti non la potranno vincere.” (Mat 16:18 NRV)
È Cristo stesso che ci edifica per formare una casa spirituale, la Chiesa. È una casa vivente, e Cristo è il Capo. Noi siamo le pietre, ed Egli è il Costruttore.
Anche Ebrei 3:6 parla di questa casa che siamo noi.
“ma Cristo lo è come Figlio, sopra la sua casa; e la sua casa siamo noi se manteniamo ferma sino alla fine la nostra franchezza e la speranza di cui ci vantiamo.” (Ebr 3:6 NRV)
Siamo la casa di cui Cristo è il Capo. Quindi, Cristo è sia il nostro fondamento, sia il nostro Capo.
Che cos’è una casa spirituale? È il Tempio, in cui dimora Dio stesso! Per esempio, leggiamo in 1Corinzi 3, 6 e 2Corinzi 6.
“16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi.” (1Co 3:16-17 NRV)
“Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi.” (1Co 6:19 NRV)
“E che armonia c’è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: «Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo».” (2Co 6:16 NRV)
Noi siamo il Tempio di Dio. Dio stesso dimora in noi. Nell’Antico Testamento, Dio comandò a Mosè di costruire il Tabernacolo, che poi in seguito diventò il Tempio. Il Tempio era, in un certo senso, la dimora di Dio, il luogo scelto da Dio per manifestare la sua gloria al mondo. Però, pochissimi avevano accesso al Tempio, infatti, solamente i sacerdoti, che erano i discendenti di Aaronne, potevano entrarci. Però, nemmeno loro potevano entrarci liberalmente. Solamente a chi toccava per sorte poteva entrare nel luogo santo per compiere i sacrifici quotidiani. E poi, solamente il sommo sacerdote poteva, una volta all’anno, entrare nel luogo santissimo, per offrire il sacrificio di espiazione. Quindi, l’accesso al tempio era estremamente limitato.
Invece noi siamo il tempio di Dio in Cristo, e abbiamo libero accesso a Dio, per mezzo di Cristo, a tutte le ore, e tutti i giorni. Non solo possiamo entrare nel Tempio di Dio, ma per mezzo di Cristo, facciamo parte del Tempio di Dio. Questo è un immenso privilegio. Dio stesso dimora in noi.
Un sacerdozio santo

Se proseguiamo a considerare il versetto, leggiamo:
“anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.” (1Pi 2:5 NRV)
Non solo siamo una casa spirituale, il Tempio di Dio, ma siamo anche un sacerdozio santo. Ricordiamoci che al tempo dell’Antico Testamento solamente i sacerdoti avevano il diritto di entrare nel luogo santo del Tempio. Però, per poter svolgere questo ministero, dovevano essere santi. Qualsiasi contaminazione rendeva un sacerdote squalificato, e non poteva entrare nel Tempio per svolgere il servizio santo.
Noi abbiamo il privilegio di essere un sacerdozio santo. Siamo santi perché siamo stati lavati dallo Spirito Santo, in base al perdono che abbiamo in Cristo, e così, abbiamo libero accesso a Dio. Mentre i sacerdoti dell’Antico Testamento avevano un accesso molto limitato, il nostro accesso è costante e ci permette un rapporto personale e perfino intimo con Dio stesso. Questo accesso dipende dal fatto che siamo un sacerdozio santo, per mezzo di Cristo.
Infatti, nel Nuovo Testamento, più volte, i credenti vengono chiamati i “santi”. Siamo visti come santi da Dio, non per merito nostro, perché non abbiamo alcun merito, ma per merito di Cristo.
Per offrire sacrifici spirituali

I sacerdoti nell’Antico Testamento non dovevano mai apparire davanti a Dio con mani vuote. Nemmeno noi dobbiamo mai apparire davanti a Dio con mani vuote. Quei sacerdoti dovevano sempre presentare sacrifici a Dio. Anche noi abbiamo la responsabilità, che è anche un immenso privilegio, di presentare sempre dei sacrifici al Signore. Però, i nostri sacrifici non sono come i loro sacrifici. Loro offrivano principalmente il sangue di animali per espiare il peccato. Ora, Gesù ha pagato la condanna per il peccato, e perciò non c’è più bisogno di offrire sacrifici per il peccato. Infatti, essendo stato già pagato il prezzo appieno, cercare di offrire un altro sacrificio per il peccato sarebbe un’offesa a Dio. Leggiamo in Ebrei 10 che non serve più un’offerta per il peccato.
“In virtù di questa «volontà» noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre.” “Ora, dove c’è perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato.” (Ebrei 10:10,18 NRV)
Gesù ha dato Sé stesso come sacrificio per il peccato, e perciò, non c’è più bisogno di un’offerta per il peccato. Allora, quali sono i sacrifici che possiamo portare a Dio?
Il nostro brano in 1Pietro ci spiega che offriamo sacrifici spirituali! È estremamente importante che comprendiamo quali sono questi sacrifici spirituali, in modo che possiamo svolgere quello che è il nostro servizio sacro, e offrire i sacrifici che sono graditi a Dio.
Offriamo noi stessi come sacrifici viventi

Romani 12:1 ci dichiara qual è il sacrificio principale che dobbiamo offrire a Dio. Leggiamolo.
“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale.” (Rom 12:1 NRV)
Dobbiamo offrire noi stessi, i nostri corpi, come sacrifici viventi a Dio. Questo è il nostro culto spirituale. La parola qui tradotta con “culto”, nella Nuova Diodati è tradotta con “servizio”. È una parola che il più delle volte nella Bibbia viene tradotta con “servizio”. Come i sacerdoti nell’Antico Testamento servivano all’altare del tempio, così, anche noi serviamo Dio, offrendo noi stessi come sacrifici spirituali.
È giusto offrire noi stessi totalmente a Dio, perché siamo stati comprati a caro prezzo, e perciò apparteniamo totalmente a Lui. Presentarci come sacrifici viventi vuol dire vivere alla luce del fatto che siamo totalmente il suo possesso, siamo preziosi a Lui. Vuol dire cercare di gradire a Dio in ogni decisione. Vuol dire cercare la sua gloria, non la nostra preferenza, in ogni situazione.
Sacrifici di lode e di ringraziamento

Un aspetto importante di vivere così è di abbondare in ringraziamenti e in lodi a Dio. Leggiamo in Ebrei 13:15
“Per mezzo di Gesù, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome.” (Ebr 13:15 NRV)
Avendo libero accesso a Dio, Dio ci comanda di utilizzare quell’accesso per offrire, continuamente, un sacrificio di lode, cioè avere delle labbra che confessano il suo nome. Dobbiamo lodare Dio in continuazione, giorno per giorno, sia nei momenti pesanti, sia nei momenti belli.
Un’altra forma di sacrificio che abbiamo il privilegio di poter offrire a Dio è il ringraziamento. Nell’Antico Testamento, c’erano diversi sacrifici di ringraziamento a Dio.
Poi, nel Nuovo Testamento, ripetutamente siamo comandati di ringraziare Dio continuamente. Vi leggo qualche versetto.
“Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui.” (Col 3:17 NRV)
In qualunque cosa facciamo, dobbiamo ringraziare Dio. Tu, ringrazi Dio continuamente? Leggo anche da Filippesi 4:6
“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.” (Fil 4:6 NRV)
Dobbiamo ringraziare Dio in ogni cosa, anche nelle difficoltà, ed anche quando portiamo richieste a Dio nei momenti difficili. Tu vivi così? Poi in 1Tessalonicesi 5:18, c’è un chiaro comandamento.
“in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” (1Tess 5:18 NRV)
La volontà di Dio per noi è di rendere grazie in ogni cosa. Quindi, NON rendere grazie è un peccato. Non ringraziare Dio in ogni situazione è un peccato. Attenzione! Questo versetto non dice di ringraziare Dio PER ogni cosa. Dice di ringraziarLo IN ogni cosa. Non dobbiamo ringraziare Dio per la prova, ma possiamo ringraziarLo di cuore per la sua cura e per la sua presenza in mezzo alla prova, e per quello che Egli sta facendo in noi tramite quella prova. E così che dobbiamo fare!
Leggo anche Efesini 5:18-20.
“18 Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, 19 parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; 20 ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo;” (Efe 5:18-20 NRV)
Anche qui, Dio ci comanda di ringraziare continuamente per ogni cosa Dio Padre. Continuamente! Tu vivi così?
Quindi, il nostro sacerdozio consiste nel presentare noi stessi, totalmente, a Dio. Abbiamo sia il privilegio che la responsabilità di offrire sacrifici graditi a Dio, continuamente. Dobbiamo offrire noi stessi, i nostri corpi, come dei sacrifici viventi.
A livello pratico, questo significa sacrificare i nostri diritti e le nostre preferenze, per vivere alla gloria di Dio. Offrire i nostri corpi in sacrificio vivente vuol dire fare tutto per la gloria di Dio.
Inoltre, come sacerdoti santi, dobbiamo offrire lode a Dio in tutto. Il comandamento in Ebrei 13:15 è di offrire un sacrificio di lode continuamente! Dobbiamo lodare Dio continuamente! Dobbiamo anche ringraziarLo continuamente. Basta meditare su chi è Dio, sulle sue opere, e su quante grandi opere ha fatto per noi, e avremo motivi di lodare e di ringraziare Dio per tutta l’eternità.
Questa è la nostra responsabilità, ed il nostro privilegio!
Graditi a Dio

Rileggiamo 1Pietro 2:5, per capire un’altra verità meravigliosa.
“anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.” (1Piet 2:5 NRV)
I nostri sacrifici spirituali possono essere graditi a Dio. Anzi, devono essere graditi a Dio, però, se da una parte è indispensabile offrirGli dei sacrifici graditi, dall’altra, il fatto che Gli possono essere graditi è un privilegio immenso.
Ricordatevi che un vero credente ama Dio, perché per mezzo dell’opera di Dio nel suo cuore, ha capito l’amore che Dio ha per lui in Gesù Cristo. Un vero credente trova gioia nel fatto che Dio lo ha fatto diventare un vero figlio di Dio, e quindi, trova gioia nell’avere Dio come Padre.
Allora, come un bambino ha grande gioia quando il suo genitore è contento per aver ricevuto dal piccolo un regalo che lui stesso ha costruito, quanto di più un credente trova immensa gioia nel cuore quando scopre che Dio è contento con i sacrifici che il credente Gli ha dato.
Infatti, per un vero credente, che ha perciò lo Spirito Santo, non c’è gioia più grande di poter offrire a Dio sacrifici che Gli sono graditi.
Se ci pensiamo, è assolutamente incredibile che noi possiamo offrire a Dio dei sacrifici che Gli sono graditi. Egli è il Sovrano Creatore di tutto l’universo. Tutto il mondo appartiene a Lui. Nulla Gli manca. Egli è perfetto in tutto. Noi invece siamo imperfetti in tutto.
Allora, come può essere che i nostri sacrifici spirituali possono essere graditi a Dio? Come possiamo noi, così tanto imperfetti, noi che stiamo ancora lottando contro il peccato, che siamo pronti a cadere ogni giorno, come possiamo noi offrire qualsiasi cosa gradita a Dio?
Se dipendesse da noi, sarebbe totalmente impossibile. Però, non dipende da noi. Infatti, il versetto spiega la meravigliosa verità che rende possibile quello che sarebbe per noi impossibile.
Per mezzo di Gesù Cristo

Leggiamo ancora il versetto.
“anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.” (1Piet 2:5 NRV)
I nostri sacrifici spirituali possono essere graditi a Dio solamente per mezzo di Gesù. Gesù prende quello che offriamo a Dio, che da solo sarebbe rigettato subito da Dio, e lo rende gradito a Dio.
Ricordiamoci che il nostro libero accesso a Dio è dovuto al fatto che siamo coperti con la giustizia di Cristo. Se dovessimo apparire davanti a Dio per merito nostro, saremo distrutti immediatamente. Invece, in Cristo, abbiamo libero accesso a Dio, in ogni ora, per tutta la vita, e per tutta l’eternità.
Similmente, i nostri sacrifici spirituali sono graditi a Dio solamente se sono offerti per mezzo di Cristo. Sono i meriti di Cristo che rendono i nostri sacrifici graditi a Dio.
E così, come per ogni altra benedizione, l’immenso privilegio che Dio gradisce i nostri sacrifici spirituali lo abbiamo ottenuto per mezzo di Cristo. Ogni nostro bene, ogni grazia di Dio che riceviamo, la riceviamo per mezzo di Cristo. Gesù Cristo non solo ci ha procurato il perdono dai nostri peccati, ma Egli è la fonte di ogni altra benedizione che abbiamo. Tutto quello che riceviamo da Dio, lo riceviamo per mezzo di Cristo. Un altro modo di dire questo è che tutta la grazia che Dio ci dà, ce la dà in Cristo.
È importante capire questa verità, per poter gioire in essa. Viene dichiarato più volte, per esempio, in Efesini 1:5,6.
“5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio.” (Efe 1:5-6 NRV)
Dio ci ha concesso la sua grazia nel suo amato Figlio. Gesù Cristo è la fonte di ogni nostra benedizione.
E fra tutte le benedizioni che abbiamo, una molto grande è quando Dio accetta i nostri sacrifici spirituali. E questo è solamente per mezzo di Cristo. Che gioia quando il Creatore dell’universo gradisce quello che noi, uomini imperfetti, Gli diamo! Grazie a Dio per Gesù Cristo!
Quindi: Non lamentiamoci

Quando consideriamo le verità bibliche, è importante arrivare a capire come si applicano in pratica, affinché il nostro modo di pensare e di comportarci possa cambiare. Cioè, se le verità che impariamo non ci cambiano, è tutto inutile. Se le verità non ci cambiano, ci rendono degli ipocriti. Quindi, quando Dio ci fa capire più a fondo certe verità, dobbiamo valutare come possiamo applicarle alla nostra vita.
Allora, abbiamo appena considerato che Dio ci ha fatto diventare dei sacerdoti santi, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Cristo Gesù? Abbiamo capito che quei sacrifici comprendono sia la lode in continuazione che il ringraziamento in continuazione.
Qual è un’applicazione di questa verità?
Un’applicazione della verità di offrire lode e ringraziamento in continuazione è, fra altro, quella che uno non si lamenterà mai!
Considerate questo. Lodare Dio continuamente è totalmente contrario al lamentarsi o all’avere un atteggiamento di critica.
È impossibile offrire continuamente ringraziamenti se ti stai lamentando. È impossibile lodare Dio se stai parlando in modo negativo. È impossibile offrire te stesso come sacrificio vivente se stai criticando gli altri.
Quando arrivano delle situazione difficili, o ingiuste, o che non ci piacciono, se abbiamo un cuore che loda Dio in ogni circostanza, e che trova sempre un motivo per ringraziare Dio, non avremo spazio nel nostro cuore per il lamento. Invece, riconosceremo la bontà di Dio, anche se in quel momento non comprendiamo quello che Lui sta facendo tramite quelle circostanze.
È impossibile ringraziare Dio di cuore se ti stai lamentando. Quindi, via da noi ogni lamento e ogni mormorio! Abbondiamo nel ringraziamento e nella lode! Il nostro Dio ne è degno!
Chi crede non resterà confuso

Prima di lasciare questo brano, vogliamo notare un’altra verità assolutamente stupenda. C’è una dichiarazione qua che può darci un’immensa gioia e pace anche nelle prove più profonde della vita.
Abbiamo considerato, nell’ultimo sermone, che Gesù Cristo è la pietra angolare per chi è un vero credente.
Ora, vogliamo considerare una meravigliosa promessa per chi crede in Gesù così. Leggiamo insieme 1Pietro 2:6
“Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso».” (1Piet 2:6 NRV)
Una verità di questo versetto, che viene citata più volte nella Bibbia, è che chiunque crede in Cristo non resterà confuso. Questo succede perché Gesù Cristo è una speranza sicura. La parola tradotta qui con “confuso” significa “disonorato, vergognato, o rigettato”. Chi crede in Cristo, ovvero, chi trova il suo rifugio in Cristo Gesù, non sarà vergognato al ritorno di Cristo. Quando Gesù arriverà per giudicare il mondo, chi avrà creduto in Lui non sarà confuso, non sarà disonorato, non sarà rigettato.
Anziché essere disonorato, o rigettato, chi crede in Cristo, potrà rallegrarsi e gioire grandemente all’apparizione di Cristo.
Per capire meglio questa verità, vi leggo 1Giovanni 2:28, in cui la parola “vergogna” deriva dalla stessa radice della parola che in 1Pietro 2:6 viene tradotta con “confuso”. Vi leggo.
“E ora, figlioli, rimanete in lui affinché, quand’egli apparirà, possiamo aver fiducia e alla sua venuta non siamo costretti a ritirarci da lui, coperti di vergogna.” (1Giov 2:28 NRV)
Questo versetto dichiara che chi rimane in Cristo non sarà vergognato al suo ritorno. Usando il termine che troviamo in 1Pietro 2, leggiamo così: non sarà confuso.
Rimanere in Cristo è un altro modo per descrivere il fatto di veramente porre la fede in Lui. Ricordate che la vera fede non è solo credere intellettualmente ai fatti che riguardano Cristo. La vera fede è di affidare tutto quello che uno è a Gesù, la propria vita e tutta l’eternità. Quindi, veramente rimanere in Cristo non è una questione di credere una certa dottrina, o seguire una certa religione. Riguarda il fidarsi di Cristo in ogni campo della vita.
Allora, che stupenda verità è questa, che chi veramente rimane in Cristo, ovvero chi crede in Lui non sarà confuso, non sarà deluso, non sarà vergognato quando Gesù ritornerà per giudicare il mondo. Al contrario, ogni vero credente avrà grandissima gioia.
Infatti, chi rimane in Cristo vivrà per Cristo, e così, sentirà Gesù dichiarare, al giudizio:
“Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.” (Mat 25:23 NRV)
Chi veramente crede in Cristo, avrà un’immensa gioia quando Gesù Cristo ritornerà. Invece, chi non crede di cuore in Cristo resterà terribilmente confuso, sconcertato e terrorizzato al Suo ritorno, come leggiamo in Apocalisse 6:14-17
“14 Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e ogni isola furono rimosse dal loro luogo. 15 I re della terra, i grandi, i generali, i ricchi, i potenti e ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e tra le rocce dei monti. 16 E dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello; 17 perché è venuto il gran giorno della sua ira. Chi può resistere?»” (Apocalisse 6:14-17 NRV)
Al ritorno di Cristo, ci saranno solamente due reazioni. Coloro che veramente avranno vissuto per fede in Cristo avranno un’immensa gioia. Al contrario, tutti coloro che non avranno vissuto per vera fede in Cristo avranno un immenso terrore, che sarà l’inizio di un’eternità di tormento. Non ci sarà alcuna via di mezzo. O si apparterrà al primo gruppo, o al secondo. L’eternità di ognuno dipenderà da chi è Gesù per lui.
Applicazione

Allora, oggi, abbiamo iniziato a considerare alcuni dei benefici che abbiamo in Cristo. Chi ha Gesù Cristo come il suo tesoro, chi crede veramente in Cristo, chi vede in Gesù la pietra vivente sulla quale edificare la vita, quella persona sarà benedetta per tutta l’eternità.
Quella persona è una pietra vivente. Viene edificata da Dio per fare parte del Tempio di Dio, per far parte di una casa spirituale. Dio stesso dimora in questo Tempio. La gloria di Dio risplende tramite il suo popolo.
Inoltre coloro che credono veramente in Cristo sono un sacerdozio santo, ed hanno l’immenso privilegio di offrire sacrifici santi a Dio.
Il mondo corre dietro a tanti presunti privilegi. Però, sono tutte cose vane, che saranno dimenticate per tutta l’eternità. Invece per mezzo di Cristo, possiamo offrire sacrifici santi al Signore di tutto l’universo. E la cosa più stupenda è che questi sacrifici spirituali saranno graditi da Dio, per mezzo di Cristo Gesù. Non c’è privilegio più grande!
Allora, alla luce di tutto questo, come dobbiamo vivere?
Prima di tutto, vi consiglio di prendere del tempo, come famiglia, o con altri per chi non è sposato, per parlare di chi siamo in Cristo. Parliamo di tante cose che non edificano, che non portano alcuna utilità nella nostra vita. Non lasciate che il telegiornale decida quale sia l’argomento a tavola. Parlate di quello che edifica! Non c’è cosa più edificante di quella di parlare di Cristo Gesù, e di chi siamo in Lui.
Poi, parlate insieme su come potete lodare Dio di più continuamente, e come potete ringraziarLo di più. Cercate di riconoscere i modi di parlare e di agire che ostacolano la lode e il ringraziamento. Quando riconoscete qualcosa, confessatelo, per crescere nel vostro cammino in Cristo.
Infine, avendo i privilegi che abbiamo considerato oggi, abbondiamo nel ringraziamento, oggi, e giorno per giorno, sapendo che ci attenderà una grande gioia al ritorno di Cristo!