“13 Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all’azione, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo. 14 Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza; 15 ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, 16 poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».” (1Piet 1:13-16 NRV)
Oggi, vogliamo considerare attentamente le verità del v.13. Leggiamolo ancora. “13 Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all’azione, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo.”
La Nuova Diodati traduce più letteralmente dal Greco la frase “dopo aver predisposto la vostra mente all’azione”. Vi leggo: “Perciò, avendo cinti i lombi della vostra mente, siate vigilanti, e riponete piena speranza nella grazia che vi sarà conferita nella rivelazione di Gesù Cristo.” (1Piet 1:13 LND)
La prima esortazione è di cingere i lombi della vostra mente, che viene tradotta nella Nuova Riveduta con “dopo aver predisposto la vostra mente all’azione”.
Molto spesso, sia nell’AT sia nel NT, troviamo la frase “cingere i lombi” o “cingere i fianchi”. Nei tempi antichi, era normale portare lunghe vesti, per esempio, le tuniche. Queste tuniche avevano una cintura intorno ai lombi.
Per poter fare un lavoro attivo, o per poter correre, o per potere combattere come soldato, era necessario avvolgersi la parte inferiore della tunica e cingerla intorno ai lombi, liberando le gambe così all’azione. In quell’epoca, la frase “cingere i fianchi, o cingere i lombi” era ben conosciuta, sia come azione letterale, sia in senso figurato. Nel senso figurato, significava togliere ogni ostacolo, o tutto quello che poteva in qualunque modo ostacolare o rallentare la persona, per essere pronta all’azione.
Gesù usa questa frase in Luca 12:35, parlando dell’importanza di essere sempre pronti per il ritorno di Cristo.
“35 «I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese; 36 siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli appena giungerà e busserà.” (Luca 12:35-36 NRV)
La frase “I vostri fianchi siano cinti” parla di essere sempre prontissimi per Cristo, di non lasciare nulla nella vita che potrebbe ostacolarci minimamente nel nostro cammino verso Cristo, o che potrebbe ostacolarci dall’essere pronti ad accoglierLo con santità e con gioia al Suo ritorno.
Troviamo un concetto simile ma con parole diverse in Ebrei 12.1:
“Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta,” (Ebrei 12:1 NRV)
Qui, la frase “deponiamo ogni peso” che è un’azione che viene prima di “correre”, descrive l’impegno di togliere qualsiasi cosa nella nostra vita che potrebbe rallentarci nella corsa verso il cielo. Il significato è simile a quello di cingere i fianchi in modo che i vestiti non ostacolino le gambe.
Allora, quando Pietro dichiara: “avendo cinti i lombi della vostra mente”, è un’esortazione a togliere dai nostri pensieri tutto quello che potrebbe ostacolarci dall’essere sempre pronti a camminare bene. È un’esortazione che riguarda soprattutto i nostri pensieri.
In un certo senso, il campo di battaglia più grande nel nostro camino cristiano è il campo della nostra mente. Infatti la mente è il primo luogo in cui cadiamo nel peccato, perché è lì che fissiamo lo sguardo sul peccato o sui problemi anziché su Cristo, per poi conseguentemente cadere peccando con le nostre parole o con le nostre azioni. Ed è sempre nella mente che combattiamo per avere i pensieri giusti, cingendo i lombi della nostra mente. E quando togliamo i pensieri che ci ostacolano, fissando lo sguardo su Cristo, allora sì che abbiamo la vittoria spirituale.
È nella mente che dobbiamo combattere per demolire i ragionamenti falsi che si elevano orgogliosamente contro la conoscenza di Dio. È nella mente che possiamo essere presi con gli impegni mondani, con l’inganno delle ricchezze e con l’avidità delle altre cose, anziché con le ricchezze della nostra salvezza.
Però, per fare progresso nel cammino cristiano, per combattere la guerra in cui ci troviamo, per esultare di una gioia ineffabile e gloriosa, dobbiamo cingere i lombi della nostra mente. Dobbiamo legare tutti quei pensieri che potrebbero farci inciampare.
E come possiamo fare questo?

Che sia importante, anzi, essenziale cingere i lombi della nostra mente è chiaro! Però, a livello pratico, come possiamo farlo, giorno per giorno? È tanto facile essere presi con tanti pensieri che alla fine ci ostacolano da camminare bene! Come possiamo controllare i nostri pensieri, e legare i pensieri sbagliati o quelli che ci distraggono dalla verità?
Ripetutamente nella Bibbia Dio ci insegna il modo per avere la mente pronta a camminare in avanti. Non succederà per caso. Richiede un impegno specifico e costante. Elenco alcuni dei modi più importanti che possiamo applicare nella nostra vita quotidiana.
Prima di tutto, dobbiamo scegliere di riempire i nostri pensieri con le cose che riguardano Dio, come ci insegna il comandamento in Filippesi 4.8
“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Fil 4:8 NRV)
Quindi, dobbiamo esercitarci a pensare alle cose di Dio.
Anche Colossesi 3:1,2 ci aiuta ad avere la mente libera dalle cose che ci ostacolano, affinché possiamo correre bene la gara che abbiamo davanti.
“1 Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra;” (Col 3:1-2 NRV)
Dobbiamo cercare ed aspirare alle cose che riguardano Dio, non alle cose che sono sulla terra. Queste cose rispecchiano dov’è il nostro cuore e qual è il nostro tesoro.
Per vivere cercando le cose di Dio, dobbiamo anche pregare e chiedere a Dio di aiutarci ad avere i nostri pensieri rivolti a quelle cose. Non possiamo farcela da soli, ma noi non siamo soli. La preghiera è fondamentale! Nel Salmo 119, troviamo l’esempio di una preghiera nella quale Davide chiede a Dio di tenere il suo cuore fissato sulle cose di Dio.
“Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciare che mi allontani dai tuoi comandamenti.” (Sal 119:10 NRV)
Come lo fu Davide, anche noi abbiamo bisogno di pregare Dio chiedendoGli aiuto.
È anche importante memorizzare le Scritture, come leggiamo nel Salmo 119:11.
“Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te.” (Sal 119:11 NRV)
Se memorizziamo le Scritture, nascondendole nel nostro cuore, queste ci aiuteranno a non inciampare, a non cadere. Ci aiuteranno a legare i pensieri che potrebbero farci inciampare.
Ma non basta leggere e memorizzare la Scrittura, la Scrittura deve diventare il nostro diletto, e dobbiamo meditare sulle cose di Dio giorno e notte, come leggiamo nel Salmo 1.
“1 Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; 2 ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte.” (Sal 1:1-2 NRV)
Trovare diletto in qualcosa significa trovare la nostra gioia in essa. Significa che quella cosa è diventata il nostro tesoro. Certamente, se siamo abituati a meditare su quello che il mondo ci offre, o sui nostri problemi, non sarà naturale avere la Parola di Dio come proprio diletto. Però, se scegliamo di meditare sulla Parola giorno e notte, vedremo sempre di più la sua bellezza, perché la Parola ci farà conoscere di più Dio, e così, sarà sempre di più il nostro diletto.
Un’altra cosa che è molto importante per aiutarci ad avere la mente sempre pronta a camminare bene è di parlare insieme ad altri credenti delle cose di Dio, affinché con l’aiuto reciproco possiamo anche capire e considerare le varie situazioni della vita alla luce dell’eternità.
Per esempio, in Colossesi 3:16 leggiamo:
“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali.” (Col 3:16 NRV)
Dobbiamo riempirci la mente con la Parola di Dio, e poi, dobbiamo parlare gli uni con gli altri in base alla Parola.
Anche in Romani 15 troviamo la stessa esortazione.
“Ora, fratelli miei, io pure sono persuaso, a vostro riguardo, che anche voi siete pieni di bontà, ricolmi di ogni conoscenza, capaci anche di ammonirvi a vicenda.” (Rom 15:14 NRV)
Quindi, per cingere i lombi della nostra mente, ovvero, per legare i pensieri che potrebbero ostacolarci dal correre bene nella gara che abbiamo davanti a noi, abbiamo bisogno di impegnarci individualmente a riempire i nostri pensieri con le cose che riguardano Dio, abbiamo bisogno di pregare e di chiedere l’aiuto di Dio, e abbiamo bisogno di aiutarci a vicenda.
Questa è la prima esortazione di Pietro, alla luce della salvezza che abbiamo ricevuto.
Siate sobri

La seconda parte dell’esortazione di Pietro è legata alla prima. Non solo dobbiamo cingere i lombi della nostra mente, ma dobbiamo essere sobri.
Letteralmente, la parola “sobrio” significa “non ubriaco”. Però, nel NT, viene usata più spesso nel senso metaforico, per descrivere lo stato di essere spiritualmente attenti e svegli, con gli occhi aperti. Ci troviamo in una guerra spirituale, circondati da tanti pericoli. Non dobbiamo mai mettere giù la guardia. Non dobbiamo mai smettere di essere vigilanti. Dobbiamo restare sempre spiritualmente svegli, o come dice Pietro qui, sobri, per non cadere né a destra, né a sinistra dalla retta via. Ci sono tanti modi nei quali possiamo inciampare. Dobbiamo stare sempre sobri.
Più volte nella Bibbia troviamo l’esortazione di essere sobri. Per esempio, Paolo usa la parola “sobri” due volte in 1Tessalonicesi 5.
“5 perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri;” (1Tes 5:5-6 NRV)
“Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore e preso per elmo la speranza della salvezza.” (1Te 5:8 NRV)
Noi credenti non siamo più della notte, né delle tenebre. Quelli che sono delle tenebre camminano senza rendersi conto dei pericoli che ci sono nella vita. Ma noi non siamo più delle tenebre. Dobbiamo camminare in modo sobrio, per riconoscere ed evitare i tanti pericoli che ci sono nel cammino cristiano. Dobbiamo camminare con gli occhi aperti.
Pietro usa la parola “sobrio” ancora due volte in 1Pietro, prima nel capitolo 4 e poi nel 5.
“La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera.” (1Pi 4:7 NRV)
La fine di tutte le cose è vicina. Sta per arrivare quel momento quando Gesù ritornerà, per distruggere il mondo e per giudicare tutti. Non viviamo più per le cose che passano, ma viviamo per le cose eterne! Dobbiamo essere sobri, per dedicarci alla preghiera! Il tempo è breve!
Poi, nel capitolo 5, Pietro ci esorta ad essere sobri, visto e considerando il grande pericolo in cui ci troviamo.
“Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare.” (1Pi 5:8 NRV)
I pericoli intorno a noi sono reali e sono gravi. Perciò, dobbiamo essere sobri. Dobbiamo tenere gli occhi aperti, e prendere ogni decisione considerando che esiste la possibilità di cadere e di soffrirne le conseguenze. Dobbiamo essere sobri! Solo così potremo evitare le brutte cadute!
Quindi, tornando al brano di oggi, alla luce di tutto quello che abbiamo ricevuto, alla luce della nostra eredità che è conservata per noi in cielo, alla luce del fatto che siamo stranieri, forestieri, in un mondo che non è più nostro, dobbiamo togliere dai nostri pensieri tutto quello che non serve, che potrebbe essere un ostacolo nella gara che abbiamo davanti a noi, e dobbiamo essere sobri, riconoscendo la serietà di ogni nostra decisione, in quanto ci saranno conseguenze eterne per ogni nostra decisione.
Abbiate piena speranza

Continuando nel v.13, Pietro ci dà una terza esortazione su come dobbiamo vivere. Vi leggo ancora il v.13.
“Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all’azione, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo.” (1Pi 1:13 NRV)
La terza esortazione che Dio ci dà tramite Pietro è di avere piena speranza nella grazia che ci sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo.
“Avere piena speranza nella grazia che ci sarà rivelata” significa “vivere con gli occhi del cuore pienamente fissati in avanti”. Significa edificare tutto il nostro tesoro in cielo. Il nostro tesoro è costituito da tutte quelle cose in cui speriamo. Chi non ha Cristo spera nelle cose legate a questo mondo. Per esempio, si spera nelle ricchezza, o si spera nel divertimento, o si spera in una vita con pochi problemi, o si spera in qualche altro tesoro sulla terra. Quindi, chi è senza Cristo spera nelle cose di questo mondo.
Invece, chi è un forestiero su questo mondo, perché per mezzo di Cristo ha un’eredità conservata in cielo, dovrebbe porre tutta la sua speranza nel ritorno di Cristo, o come dichiara qua, nella grazia che gli sarà recata al momento della rivelazione di Cristo.
Certamente, abbiamo già ricevuto la grazia di Dio, ma riceveremo la pienezza della grazia al ritorno di Cristo. Perciò, un vero credente dovrebbe porre tutta la sua speranza nella grazia che sarà rivelata al momento della rivelazione di Cristo Gesù.
Solamente così potremo essere pronti quando Cristo ritornerà, solamente così potremo evitare di cadere, solamente così potremo camminare in modo degno di essere chiamati figli di Dio.
Questo è un principio che lo troviamo applicato quotidianamente nella vita di tutti i giorni. Infatti, se ci riflettiamo, per andare avanti in un’impresa, nonostante le difficoltà, è necessario avere speranza nei risultati dell’impresa. Se uno non ha speranza, si perderà d’animo, e non avrà il coraggio di continuare.
Per esempio, se un agricoltore non avesse speranza nel raccolto, sicuramente si perderebbe d’animo, e non avrebbe la forza di affrontare le tante difficoltà che ci sono in quel campo della vita.
Se un esercito non avesse speranza nella vittoria, non avrebbe il coraggio di continuare a combattere nella guerra.
Se uno studente non avesse speranza di superare l’esame, non avrebbe la motivazione di continuare a studiare.
Se un atleta non avesse speranza di riuscire a vincere, si stancherebbe dell’allenamento.
In quasi ogni impresa importante della vita, l’unico modo per andare avanti è di avere speranza nel traguardo dell’impresa.
Se questo è vero per quanto riguarda le imprese terrene, quanto di più è vero per ciò che riguarda il nostro cammino verso il cielo. Nel nostro pellegrinaggio in questo mondo, che ha per meta il cielo, è essenziale avere piena speranza nella grazia che ci sarà recata al momento della rivelazione di Cristo.
Dobbiamo fissare il nostro cuore in avanti. Dobbiamo desiderare ardentemente il ritorno di Cristo, sulla grazia che ci sarà recata in quel momento. Solamente così troveremo la forza di continuare, solamente così potremo esultare con una gioia ineffabile e gloriosa!
La grazia che ci sarà recata

Visto che questo brano ci esorta ad avere piena speranza nella grazia che ci sarà recata al momento della rivelazione di Cristo Gesù, vorrei dire qualche parola su questa grazia. Quante povere sono le parole umane per descrivere questa grazia che supera ogni nostro pensiero!
Nei vv. 8,9 di 1Pietro 1, abbiamo letto:
“8 Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.” (1Pi 1:8-9 NRV)
Il fine della fede, la meta, l’adempimento della nostra fede, sarà la salvezza delle anime. Se siamo in Cristo, siamo già salvati, però, la manifestazione della nostra salvezza si attuerà pienamente nel futuro. Abbiamo già la grazia di Dio in abbondanza, ma al ritorno di Cristo, ci sarà recata la pienezza della Sua grazia. Vedremo Cristo nella Sua gloria, e saremo glorificati insieme a Lui. La benedizione di essere figli di Dio sarà manifestata a tutto il mondo, come leggiamo in 1Giovanni 3:1,2:
“1 Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è.” (1Giov 3:1-2 NRV)
Sarà più meravigliosa di quanto possiamo concepire.
In 2Tessalonicesi 1 leggiamo un brano che parla di come, al ritorno di Cristo, Dio punirà coloro che attualmente ci affliggono, e avremo la gioia di glorificare Cristo. Leggo dal v.7, che dice che Dio darà:
“7 a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 8 in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. 9 Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, 10 quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perché è stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi.” (2Tess 1:7-10 NRV)
Anche questo fa parte della grazia che ci sarà recata alla rivelazione di Cristo. Vedremo Cristo nella sua piena gloria, e il nostro cuore sarà totalmente soddisfatto in Lui.
In Romani 8, Paolo ci spiega che una parte della grazia consisterà nell’essere glorificati con Cristo. Non siamo capaci di comprendere a fondo la profondità di questo concetto, ma quel momento supererà qualsiasi gioia o privilegio che potremmo mai avere su questa terra. Vi leggo:
“Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.” (Romani 8:17 NRV)
In qualche modo, saremo glorificati con Cristo. Anche questo fa parte della grazia che ci sarà recata al ritorno di Cristo.
Un’altra parte della grazia che ci sarà recata è che i nostri corpi saranno trasformati per diventare gloriosi, come il corpo di Cristo. Anche questo succederà al momento della rivelazione di Cristo.
“51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. 53 Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.” (1Cor 15:51-53 NRV)
Non siamo in grado di capire a fondo che cosa significhi avere un corpo incorruttibile ed immortale, ma saremo così, insieme a Cristo.
La grazia più grande di tutto sarà quella di vedere Gesù Cristo in tutta la sua gloria, per poi restare sempre con Lui. Leggiamo di questa stupenda promessa, fra l’altro, in 1Tessalonicesi 4.
“16 perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.” (1Tessalonicesi 4:16-17 NRV)
Saremo sempre con il Signore. Non serve capire come sarà il cielo, la cosa importante è che saremo sempre con il Signore.
Perciò, la grazia che abbiamo già ricevuto è immensa, e supera qualsiasi tesoro che questo mondo potrebbe mai offrirci. Eppure, per quanto questa grazia sia immensa, il meglio deve ancora arrivare. La pienezza della grazia arriverà al momento della rivelazione di Gesù Cristo, e godremo quella grazia per tutta l’eternità!
Perciò è essenziale avere piena speranza in quella grazia. È essenziale che viviamo in attesa di quella grazia, tenendoci puri e pronti per l’arrivo del nostro Sposo. Solo così potremo vivere vittoriosamente mentre aspettiamo Cristo.
Il matrimonio ci aiuta a comprendere il nostro rapporto con Cristo.
Una sposa che ha piena speranza nel matrimonio che aspetta, si tiene totalmente pura e casta in attesa di quel giorno. Vuole evitare qualsiasi rapporto o attività che potrebbe minimamente renderla impura per il suo Sposo, o che potrebbe ostacolare i suoi preparativi. Riempendo il suo cuore con pensieri di tutte le gioie e le benedizioni che avrà quando finalmente inizierà la vita con il suo amato Sposo, quella sposa riesce già a godere, pur se in maniera ridotta, la benedizione che l’aspetta. In questo modo lei non ricerca la sua gioia nelle cose intorno a sé, ma tiene i suoi occhi fissati in avanti, su quello che sta per ricevere.
Se è così per una sposa sulla terra, quanto di più noi dobbiamo farlo, noi che abbiamo come nostra meta la certa speranza dell’eternità nella presenza di Dio stesso, noi che abbiamo la piena speranza nella grazia che ci sarà recata al momento del ritorno di Cristo. Viviamo così, mentre aspettiamo Cristo!
Applicazione

Perciò, cari fratelli e sorelle, come dobbiamo vivere, mentre aspettiamo il ritorno di Cristo? Dobbiamo guardare indietro, ma anche in avanti. Dobbiamo guardare indietro, per meditare sull’immensità dell’opera di Dio in noi. Dio ci ha eletti, ci ha fatto rinascere, ci ha dato un’eredità eterna, ci custodisce con il Suo potere. Dobbiamo meditare spesso su tutto questo. Le benedizioni che abbiamo ricevuto nella nostra salvezza valgono più di tutta la ricchezza del mondo, quindi, è giusto pensare moltissimo su tutti i benefici che abbiamo in Cristo.
Allo stesso tempo, è importante guardare sempre in avanti. Dobbiamo fissare lo sguardo sulla grazia che ci aspetta al momento della rivelazione di Cristo. Dobbiamo sperare in quella grazia, e far sì che sia il nostro tesoro. Dobbiamo tenerci puri e pronti per l’arrivo di Cristo.
Per vivere così, dobbiamo cingere i lombi della nostra mente, ovvero, dobbiamo togliere tutto quello che potrebbe in qualche modo ostacolarci nella corsa cristiana. Dobbiamo togliere quelle cose e quei pensieri che ci tolgono l’attenzione dalle cose di Dio. Però, non possiamo solamente togliere qualcosa lasciando un vuoto. Quindi, dobbiamo riempire i nostri pensieri con le verità di Dio. Noi abbiamo bisogno di leggere, di memorizzare e di meditare la Parola di Dio. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, per stimolarci a pensare alle cose di Dio reciprocamente. E abbiamo bisogno di pregare, chiedendo a Dio di aiutarci ad avere un cuore fissato su Cristo.
Dobbiamo anche essere sobri, vigilanti, attenti. Siamo in una guerra. I pericoli sono veri, sono gravi, e sono tanti. Dobbiamo essere sempre in guardia. Non stanchiamoci della guerra, ma troviamo in Dio la nostra forza, per combattere bene. Il nostro riposo sarà con Cristo!
Quindi, possiamo gioire con una gioia ineffabile e gloriosa, pensando a chi siamo in Cristo e alla grazia che ci aspetta quando Egli apparirà. Avendo questa speranza, e sapendo dei pericoli che ci sono intorno a noi, restiamo sobri, e pensiamo alle cose che ci aiutano ad essere pronti ad accogliere Cristo. Alla luce dell’eternità, il tempo che rimane su questa terra è breve. Non stanchiamoci! Viviamo in attesa del nostro Signore! Abbiate piena speranza nella grazia che ci sarà recata alla rivelazione di Cristo Gesù!