Ora, vogliamo considerare le verità nei versetti da 8 a 12. Per avere un po’ di contesto, leggiamo dal v.6.
“6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. 8 Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime. 10 Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. 11 Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle. 12 E fu loro rivelato che non per sé stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi.” (1Pietro 1:6-12 NRV)
Nei vv. 8-12, Pietro parla dell’amore che i veri credenti hanno per Cristo, della loro grande gioia, e di quale sarà il fine della fede in Cristo. Inoltre, parla della grandezza della salvezza.
Per fede, non per visione

Leggiamo ancora i vv. 8,9, che parlano dell’amore che abbiamo per Cristo, e della grande gioia che la salvezza produce.
“8 Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.” (1Piet 1:8-9 NRV)
Ben due volte nel v.8, Pietro parla del fatto che non abbiamo visto Cristo. La vita di un vero cristiano è una vita di fede, non di visione. L’unico modo per godere la gioia della nostra salvezza è di fissare i nostri occhi su Cristo per fede, anziché fissare i nostri occhi su quello che vediamo intorno a noi.
Le benedizioni di Dio arrivano per mezzo della fede in Cristo. Beato chi ha vera fede in Cristo!
La prima volta che Gesù apparse, dopo la sua risurrezione, agli Apostoli mentre erano tutti insieme, Tommaso non si trovava con loro. Dopo, quando gli apostoli raccontarono a Tommaso che avevano visto Gesù, egli disse che finché non avrebbe toccato le ferite di Gesù con le sue mani, e non avrebbe visto Gesù personalmente, non avrebbe creduto.
Visto che Tommaso era uno degli Apostoli, doveva necessariamente vedere con i suoi occhi Gesù risuscitato, per poterne essere un testimone oculare! Così, dopo una settimana, Gesù apparse di nuovo agli Apostoli. E quella volta, Tommaso fu con loro. Gesù si presentò a Tommaso, e lo rimproverò per la sua mancanza di fede. Vi leggo:
“Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»” (Giov 20:29 NRV)
Beati tutti coloro che credono in Gesù senza averLo visto!
Chi crede in Cristo, crede in Cristo senza averLo visto fisicamente con gli occhi. La vera fede è un’opera di Dio, e la persona che crede sa, con certezza, che Gesù è Dio diventato uomo, sa che Gesù è venuto per offrirsi come prezzo di riscatto per il peccato, sa che Gesù è morto sulla croce, ma che poi il terzo giorno è resuscitato.
Chi crede in Gesù per la salvezza, sa di essere amato da Dio, perché ha visto l’amore di Dio manifestarsi mandando Gesù come sacrificio per il peccato. Perciò, chi crede in Gesù, ama Gesù. Come dichiara il versetto in 1Giovanni 4
“Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.” (1Gio 4:19 NRV)
Chi veramente crede in Gesù sa che la propria salvezza è stata comprata con il sacrificio di Cristo. Quindi, sa che il perdono, e l’eredità eterna, sono dovuti al sacrificio di Cristo. Riconosce l’immenso amore che Dio ha avuto per noi in Gesù.
E perciò, chi veramente crede in Gesù, ama Gesù. Noi amiamo, perché Dio ci ha amato per primo!
Allora, la verità che Pietro dichiara ai lettori di questa Epistola, è valida anche per ogni vero credente oggi. Benché non avete visto Gesù, voi lo amate!
Certamente, non sempre amiamo Cristo come dovremmo, come Egli merita. Questo è dovuto al fatto che a volte togliamo i nostri occhi dal contemplare la grandezza della nostra salvezza, e fissiamo lo sguardo sulle cose che ci circondano, come la falsa gloria che il mondo offre, o i piaceri del mondo, o le ricchezze del mondo. In altri momenti, fissiamo i nostri pensieri sui problemi e sulle sofferenze, dimenticando la verità che Pietro ci ha appena spiegato, cioè che è necessario che siamo afflitti da svariate prove, per raffinare la nostra fede.
Quindi, ogni vero credente ama Gesù Cristo, anche se spesso, non Lo ama come merita. Perciò, l’amore per Gesù Cristo è un frutto della vera salvezza. Più amiamo Gesù, più grande sarà la nostra gioia.
Credendo, esultiamo

Infatti, Pietro lega la fede con l’amore e con la gioia. Dichiara:
“Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa,” (1Piet 1:8 NRV)
Benché non vediamo Gesù, crediamo in Lui. Credendo in Lui, esultiamo di gioia ineffabile e gloriosa.
Notiamo che questa gioia non dipende dalle circostanze, e notiamo anche quanto è immensa!
La gioia nella vita cristiana è fondata sulla fede in Gesù Cristo e quindi, non dipende dalle circostanze. Questa è una verità meravigliosa! Se la nostra gioia fosse legata alle circostanze, allora, molto spesso sarebbe impossibile avere gioia, o almeno, una grande gioia.
Però, la nostra gioia NON è legata alle circostanze, ma è saldamente fondata sulla grandezza della nostra salvezza in Cristo, perché nessuna afflizione o prova può sminuire la grandezza della nostra eredità eterna. Siamo forestieri, e la nostra eredità è conservata, e noi siamo custoditi dalla potenza di Dio!
Perciò, qualsiasi siano le nostre circostanze, possiamo esultare con una gioia ineffabile e gloriosa. Ricordiamo che la parola “esultare” significa “gioire profondamente”, e deriva da una parola che significa “saltare di gioia”. Quindi, descrive una gioia molto più grande di una gioia normale.
Per aiutarci a capire che la gioia che possiamo avere in Cristo è infinitamente più grande di qualsiasi gioia che il mondo potrebbe darci, Pietro la descrive, dicendo: voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa.
La parola “ineffabile” significa qualcosa di inesprimibile, cioè per la quale non esiste nessuna parola che la possa descrivere. La gioia in Cristo è così immensa e così profonda che non ci sono parole umane adeguate per riuscire a descriverla pienamente. Questa gioia può soddisfare totalmente il cuore e la mente e l’anima.
Non solo, ma è una gioia gloriosa. Nella Bibbia, la parola “gloria” è sempre e strettamente legata a Dio. Qualunque cosa gloriosa riguarda Dio. Ed è così con la gioia che possiamo avere in Cristo! La sua origine è lo Spirito Santo, perché la gioia è un frutto dello Spirito. Il suo oggetto è Cristo Gesù, perché è la gioia che un credente trova in Cristo. Quindi, è una gioia gloriosa.
Quindi, in Cristo possiamo avere una gioia ineffabile e gloriosa, qualsiasi siano le nostre circostanze.
Il fine della salvezza

Oltre a poter gioire con una gioia ineffabile e gloriosa, Pietro ci ricorda che credendo in Cristo Gesù, riceveremo il fine della salvezza, cioè la salvezza delle anime. Questa è l’eredità che è conservata per noi in cielo. Chi ha vera fede in Cristo Gesù passerà l’eternità nella presenza di Dio, con la gioia di vederLo nella sua gloria, per adorarLo e ringraziarLo e goderLo per sempre.
Questa è l’eternità che aspetta ogni vero credente! Questa salvezza è una certezza, perché dipende dall’opera di Dio, e non dal nostro merito. Se dovesse dipendere da noi, non sarebbe mai una cosa sicura, e non potremmo mai avere gioia, perché non potremmo mai avere alcuna certezza di riuscire ad arrivarci, anzi, considerando la santità di Dio e il nostro peccato, sarebbe impossibile arrivarci.
Invece, la salvezza è sicura, perché è fondata su quello che Dio ha decretato nell’elezione, sull’opera di Cristo sulla croce e sull’opera dello Spirito Santo che ci hanno fatto rinascere e credere.
La grandezza della salvezza vv.10-12

Per aiutarci a comprendere di più quanto la nostra salvezza è immensa, Dio guidò Pietro a spiegarci, nei prossimi versetti, come Dio si servì dei profeti per parlare anticipatamente della nostra salvezza. Leggiamo i vv. 10-12.
“10 Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. 11 Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle. 12 E fu loro rivelato che non per sé stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi.” (1Pietro 1:10-12 NRV)
Per tanti secoli prima di Cristo, Dio parlò, in varie occasioni, tramite i profeti, della grazia che avrebbe usato con noi, salvandoci per mezzo del sacrificio di Cristo.
Questo brano ci rivela un fatto incredibile, cioè, che fu lo Spirito di Cristo stesso che parlò tramite quei profeti. Avete notato quello che Cristo rivelò a quei profeti? Leggiamo il v.11.
“Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle.” (1Piet 1:11 NRV)
Lo Spirito di Cristo faceva riferimento, ovvero, rivelò ai profeti, le sofferenze di Cristo e le glorie che dovevano seguire queste sofferenze.
Gesù stesso rivelò ai profeti le sofferenze che Egli avrebbe dovuto subire, e poi le glorie che le avrebbero seguite.
Che incredibile verità! Era Cristo stesso che rivelò ai profeti quello che Lui avrebbe dovuto soffrire per salvarci. Quando Gesù venne sulla terra, sapeva esattamente quello che lo aspettava. Eppure, venne senza esitare, perché fu sempre pronto a compiere pienamente la volontà del Padre, e perché il suo amore per i peccatori era immenso.
Quindi i profeti, per mezzo delle rivelazione che Cristo diede loro, parlarono anticipatamente delle sofferenze e poi della gloria di Cristo.
Ci sono tante profezie delle sofferenze e della gloria di Cristo. Per esempio, vi consiglio di leggere il Salmo 22, che descrive in modo dettagliato la sofferenza di Gesù sulla croce.
Anche il Salmo 69 parla molto delle sofferenze di Cristo, come anche il Salmo 88:1-18.
Un altro brano molto conosciuto è Isaia 53.
“1 Chi ha creduto a quello che abbiamo annunziato? A chi è stato rivelato il braccio del SIGNORE? 2 Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci. 3 Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 4 Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! 5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. 8 Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? 9 Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella sua bocca. 10 Ma piacque al SIGNORE di stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani.” (Isa 53:1-10 NRV)
Le profezie raccontano a fondo le sofferenze di Cristo. Un’altra profezia è in Zaccaria 13:7.
“«Insorgi, o spada, contro il mio pastore, contro l’uomo che mi è compagno!» dice il SIGNORE degli eserciti. «Colpisci il pastore e siano disperse le pecore! Io volgerò la mia mano sui piccoli.” (Zaccaria 13:7 NRV)
Ci sono tante altre profezie, ma anche solo questo breve elenco ci aiuta a capire che Cristo è venuto sulla terra, sapendo esattamente quello che avrebbe dovuto subire.
Però ci sono anche tante profezie che parlano della gloria che doveva seguire le sofferenze di Cristo. Anche qua, ne elenchiamo e leggiamo solamente un piccolo campione.
Il Salmo 22:22-31 parla della gloria di Cristo che segue le sue sofferenze. Anche il Salmo 110:1-6 parla della sua gloria.
“1 Il SIGNORE ha detto al mio Signore: «Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi». 2 Il SIGNORE stenderà da Sion lo scettro del tuo potere. Domina in mezzo ai tuoi nemici! 3 Il tuo popolo si offre volenteroso quando raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell’alba la tua gioventù viene a te come rugiada. 4 Il SIGNORE ha giurato e non si pentirà: «Tu sei Sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedec». 5 Il Signore, alla tua destra, schiaccia dei re nel giorno della sua ira, 6 giudica i popoli, ammucchia i cadaveri, stritola la testa ai nemici in un vasto territorio.” (Sal 110:1-6 NRV)
Isaia 9 parla della gloria del Cristo, la gloria che appartiene solamente a Dio, perché Cristo Gesù è Dio.
“6 (9-5) Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, 7 (9-6) per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del SIGNORE degli eserciti.” (Isa 9:6-7 NRV)
Mentre la prima parte di Isaia 53 parlava delle sofferenze del Cristo, la seconda parte parla della sua gloria. Vi leggo i vv.11,12.
“11 Egli vedrà il frutto del suo tormento interiore, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. 12 Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi, egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha dato sé stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.” (Isa 53:11-12 NRV)
Leggo anche da Daniele 7.
“13 Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d’uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui; 14 gli furono dati dominio, gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto.” (Dan 7:13-14 NRV)
Anche Zaccaria 14:9
“Il SIGNORE sarà re di tutta la terra; in quel giorno il SIGNORE sarà l’unico e unico sarà il suo nome.” (Zac 14:9 NRV)
Questo è un esempio di come Gesù rivelò ai profeti le sue sofferenze e la sua gloria.
È importante considerare quanto terribili furono le sofferenze di Cristo. Oltre alla sofferenza fisica, e al fatto di essere odiato e disprezzato, Gesù dovette perfino subire l’ira di Dio verso il peccato. Visto che Gesù sapeva in anticipo quanto terribile sarebbe stata la sua sofferenza, come riuscì a sopportare tutto?
Gesù riuscì a sopportare le sofferenze perché ricordò che per quanto le sue sofferenze erano in quel momento immense, non erano paragonabili alla gloria che avrebbe goduto dopo. Infatti, Gesù riuscì a sopportare le sofferenze proprio perché guardò in avanti alla gloria, come leggiamo in Ebrei 12:1,2
“1 Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:1-2 NRV)
Gesù sopportò la croce, guardando oltre, alla gioia che gli era posta dinanzi.
Carissimi, questo è esattamente quello che dobbiamo fare anche noi. Dobbiamo guardare oltre alle brevi prove ed afflizioni di questa vita, dobbiamo fissare il nostro sguardo sulla gioia eterna che sarà nostra per tutta l’eternità nella presenza di Dio. Così facendo, potremo esultare anche oggi con una gioia ineffabile e gloriosa.
Il nostro privilegio

I profeti scrissero quello che lo Spirito di Cristo comandò loro di scrivere, però, essi stessi non capirono a fondo quello che scrissero. Cioè, ad ognuno di loro fu dato una piccola parte del grande quadro, ma Dio non permise loro di vedere tutto il quadro insieme. Quel privilegio fu riservato a noi che viviamo dopo la risurrezione di Cristo.
Questo è il significato del v.10.
“Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata.” (1Pi 1:10 NRV)
I profeti indagarono e fecero ricerche, ma Cristo non rivelò loro il quadro completo della salvezza per grazia per mezzo di Cristo.
Però, Cristo rivelò loro che le cose che scrivevano non erano state decretate per loro, ma per noi, come Pietro spiega nel v.12.
“E fu loro rivelato che non per sé stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi.” (1Piet 1:12 NRV)
Oh che possiamo comprendere di più la grandezza della salvezza che abbiamo in Cristo Gesù! La nostra salvezza fu il piano di Dio dall’eternità passata. Né i profeti né gli angeli furono permessi di comprendere a fondo questa salvezza, né di vedere la piena gloria della nostra salvezza in Cristo prima del tempo. Infatti, la gloria della salvezza venne manifestata nella Chiesa, il popolo di Dio, come leggiamo in Efesini 3:10
“affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio,” (Efe 3:10 NRV)
È per mezzo della chiesa, di coloro che Dio sta salvando oggi, che i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscono la grandezza della sapienza di Dio, manifestata nella salvezza per mezzo di Cristo Gesù!
Più comprendiamo questa verità, più dobbiamo chiederci: chi siamo noi, che abbiamo ricevuto il privilegio non solo di capire la salvezza per mezzo di Cristo, la sua piena rivelazione che fu tenuta nascosta perfino ai profeti e agli angeli, ma di essere i beneficiari di questa salvezza? Nessun onore o privilegio terreno è minimamente paragonabile a questo nostro privilegio! Oh che possiamo comprendere di più l’infinita grandezza della nostra salvezza!
Allora

E allora, come dobbiamo vivere, avendo l’eredità eterna con Cristo, e avendo la rivelazione dello Spirito Santo di comprendere la salvezza che abbiamo in Cristo? Come dobbiamo vivere, mentre camminiamo come forestieri in questo mondo, che non è il nostro, aspettando la nostra eredità? Come dobbiamo vivere, alla luce delle tante afflizioni che fanno parte del nostro cammino in questo mondo di tenebre?
Oh cari, possiamo esultare con una gioia ineffabile e gloriosa, se viviamo per fede! Perciò, teniamo i nostri occhi fissati su Cristo Gesù, il nostro Salvatore e Signore! Camminando per fede, conosceremo sempre di più l’amore di Dio per noi in Cristo Gesù. Conoscendo sempre di più il suo amore per noi, ameremo noi Cristo sempre di più. E così, la nostra gioia sarà completa in Cristo, mentre aspettiamo il fine della nostra fede, la nostra eredità eterna!
Se Dio ha reso possibile questa gioia immensa, perché così spesso non l’abbiamo? Perché non sempre amiamo Cristo come dovremmo! Come possiamo cambiare?
Manchiamo la profonda gioia che Dio ci offre ogni volta che togliamo il nostro sguardo da Cristo, per fissare gli occhi sulle difficoltà di questa vita.
In quei momenti, le difficoltà e le afflizione sembrano immense, mentre i benefici in Cristo sembrano lontani e piccoli. Il problema sta nel non vedere le cose in modo chiaro.
Ciò che ci serve è smettere di riempire i nostri pensieri con i nostri problemi, e ritornare a fissare lo sguardo su Cristo Gesù.
Vi invito a fare proprio quello. Oggi, questa settimana! Guardate a Cristo! Pensate alla salvezza che abbiamo in Lui! Allora, troverete di nuovo grande gioia in Lui! Allora, il vostro cuore sarà pieno di amore per Colui che ha dato Se stesso per salvarci, per Colui che è la nostra eredità!
Esultiamo con gioia ineffabile e gloriosa, aspettando il ritorno del nostro Signore, Salvatore e Dio, Gesù Cristo! Amen.