Leggiamo 1Pietro 1:1,2. Vogliamo notare specificatamente le verità nel v.2 che riguardano l’elezione. Come ho spiegato nell’ultimo sermone, userò la parola preconoscenza al posto di prescienza.
“1 Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia, 2 eletti secondo la preconoscenza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.” (1Pi 1:1-2 NRV)
Nell’ultimo sermone, abbiamo considerato la verità che siamo stati eletti secondo la preconoscenza di Dio. Ora, voglio considerare la dichiarazione che siamo stati eletti mediante la santificazione dello Spirito.
L’elezione di Dio consiste nella sua decisione, nell’eternità passata, di salvare certe persone. Quella salvezza era una decisione, ma non era ancora una realtà. Quella salvezza fu resa possibile ed è diventata realtà tramite il sacrificio di Cristo Gesù sulla croce, e tramite la sua risurrezione. Però, quella salvezza doveva anche essere applicata a ogni persona che era stata eletta da Dio.
Quest’opera la fa lo Spirito Santo. La frase “eletti… mediante la santificazione dello Spirito”, descrive l’opera attraverso la quale lo Spirito Santo applica la salvezza ad una persona.
Per capire correttamente questa dichiarazione, dobbiamo capire la parola “santificazione”. La parola “santificazione” deriva dalla parola “santo”. “Santo” vuol dire “separato”. Dio è santo in quanto è totalmente separato da ogni malvagità e da ogni peccato. Dio è assolutamente e totalmente puro. Quando si usa la parola “santo” per descrivere una persona, significa che quella persona è separata dal peccato, visto che è stata riscattata da Dio ed è diventata un Suo personale possesso. Quella persona è separata e purificata per la gloria di Dio.
La santificazione è quell’atto o quel processo che rende una persona santa. Nella Bibbia, la parola “santificazione” viene usata in due modi. Solitamente, viene usata per descrivere il processo progressivo attraverso il quale un credente diventa sempre più santo nel corso degli anni. Usata in questo modo, la santificazione è il processo nel quale dobbiamo impegnarci con tutto il nostro cuore, per tutta la vita. Però la Bibbia rivela che anche se noi dobbiamo impegnarci, dietro le quinte, c’è Dio che è all’opera nel santificarci, in modo da presentarci davanti a Sé puri e senza macchia.
Un secondo modo che la parola santificazione viene usata nella Bibbia è quello di descrivere quell’atto, al momento della salvezza, in cui Dio trasforma un peccatore, e lo copre con la giustizia e con la santità di Cristo. Usata così, la santificazione non è un processo, bensì un atto istantaneo, compiuto totalmente dallo Spirito Santo.
Lo Spirito ci santifica in base all’opera di Cristo Gesù. Ci purifica l’anima, ci copre con la giustizia di Cristo. Così noi possiamo essere dei figli di Dio.
Come ho detto, la parola santificazione viene usata sia per parlare del processo che dura tutta la vita, sia nel senso di santificazione immediata, che rende la persona pura agli occhi di Dio.
Vi leggo qualche brano che usa la parola santificazione nel senso di un’opera immediata. Per esempio, in 2Tessalonicesi 2:13, l’Apostolo Paolo scrive, parlando di come Dio trasforma l’elezione in salvezza effettiva, proprio l’argomento che Pietro tratta nel nostro brano di oggi. Vi leggo le parole di Paolo.
“Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità.” (2Tess 2:13 NRV)
In questo brano, Paolo sta dicendo quasi la stessa cosa di Pietro, cioè che Dio ha scelto di usare la santificazione immediata, compiuta dallo Spirito Santo, per compiere la salvezza alla quale ci aveva eletto.
In 1Corinzi 1, leggiamo una descrizione dell’opera che Dio ha compiuto in noi nel momento in cui ci ha salvati. La salvezza qui viene descritta come “essere in Cristo Gesù.”
“Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, ossia giustizia, santificazione e redenzione;” (1Co 1:30 NRV)
Gesù è stato fatto per noi sapienza, ossia giustizia, perché Egli è la nostra giustizia. Egli è la nostra santificazione, in quanto siamo purificato per mezzo di Lui, ed Egli è la nostra redenzione.
Anche in Ebrei, leggiamo della santificazione che lo Spirito Santo compie in noi al momento della salvezza.
“10 In virtù di questa «volontà» noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre. 11 Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati, 12 Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio,” (Ebrei 10:10-12 NRV)
Anche qui, la santificazione è quell’atto istantaneo che lo Spirito compie in noi, attraverso il quale applica i benefici del sacrificio di Cristo a noi, in modo da purificarci dal nostro peccato e dalla nostra condanna, in modo che possiamo avere libero accesso a Dio Padre. Questa santificazione è la nostra salvezza.
Quindi, tornando al nostro brano di oggi, nell’eternità passata, Dio ha eletto certe persone alla salvezza. Però, quella salvezza doveva essere ancora compiuta ed applicata a ciascuno di coloro che erano stati eletti, perché ogni persona nasce e cresce nel suo peccato. Dio è assolutamente santo, e non può accettare nella sua presenza una persona coperta di peccato. Perciò, al momento scelto da Dio, nella vita di ciascuno di queste persone, lo Spirito Santo vivifica quella persona, in modo che la persona risponde alla chiamata di Dio, si ravvede e crede veramente in Gesù come Unico modo per poter essere salvato. Lo Spirito Santo applica i meriti di Cristo a quella persona e la santifica, rendendola pura agli occhi di Dio. Quella persona passa dalla morte alla vita.
Eletti a ubbidire

Ma Dio non ci ha eletti solamente affinché potessimo passare dalla morte alla vita, dall’essere condannati all’essere giustificati. Ci ha eletti ad essere conformati all’immagine di Cristo Gesù. Quindi, la salvezza è solamente l’inizio di quello che Dio ha stabilito per noi. Leggiamo ancora il v.2, notando un aspetto centrale della vera salvezza.
“eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.” (1Pietro 1:2 NRV)
Dio ci ha eletti mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire. L’ubbidienza è una parte centrale della vera salvezza.
L’ubbidienza è il frutto della vera fede. In questo versetto, l’ubbidienza si riferisce specificatamente all’ubbidienza al comandamento di ravvedersi e credere al vangelo.
Infatti, il comandamento principale che Dio dà ai non credenti è quello di credere al Vangelo. Questo credere non è una semplice assenso intellettuale, bensì qualcosa che coinvolge tutta la persona. Quando una persona risponde al Vangelo, ubbidisce al comandamento di Dio di ravvedersi e credere.
Leggo due brani che parlano dell’ubbidienza in questo modo.
“28 Essi dunque gli dissero: «Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» 29 Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Giov 6:28-29 NRV)
L’opera che un non credente deve compiere è quella di credere in Gesù Cristo. Ubbidire al Vangelo comprende riconoscersi di essere peccatore, sotto la condanna di Dio, e riconoscere in Gesù l’unico modo per poter essere salvato.
In Romani 1, Paolo, parlando del suo apostolato, dichiara:
“per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato perché si ottenga l’ubbidienza della fede fra tutti gli stranieri, per il suo nome-” (Rom 1:5 NRV)
L’incarico di Paolo, come apostolo, fu quello di proclamare il giudizio di Dio e la salvezza in Gesù Cristo, per ottenere l’ubbidienza della fede fra gli stranieri, ovvero, per ottenere che le persone si potessero ravvedere per credere in Cristo Gesù quale Salvatore e Signore.
Quindi, l’ubbidienza di cui Pietro parla è l’ubbidienza al comandamento di ravvedersi e credere in Gesù Cristo.
Più avanti nello stesso capitolo, Pietro parla ancora di questa ubbidienza. Leggiamo il v.22.
“Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore,” (1Piet 1:22 NRV)
Questi credenti avevano purificato le loro anime con l’ubbidienza alla verità. In altre parole, quando ubbidirono al comandamento di credere in Gesù Cristo come Salvatore e Signore, furono salvati, o come abbiamo letto prima, santificati dallo Spirito Santo.
Chiaramente, la vera fede produce non solo un’ubbidienza al Vangelo, ma anche una vita di ubbidienza a Dio. Ma in questo versetto, l’ubbidienza è intesa come ubbidienza di fede al messaggio del Vangelo, e questa ubbidienza fa parte dell’opera di Dio di salvare una persona.
Eletti a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo

Quando una persona ubbidisce al vangelo, e si ravvede e crede in Cristo Gesù, quella persona viene perdonata e giustificata. Diventa un figlio di Dio. Passa dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce.
Il versetto continua, e dichiara che la santificazione dello Spirito porta anche ad essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo.
Ricordiamo che Pietro era Giudeo, e conosceva molto bene l’Antico Testamento. Nel sistema che Dio aveva rivelato ai Giudei al tempo di Mosè, quando un uomo portava un sacrificio per il suo peccato, quell’uomo, in modo simbolico, veniva cosparso del sangue di quel sacrificio, per essere purificato. Inoltre, anche i vari utensili del Tempio venivano cosparsi di sangue per purificarli. Quindi, il concetto di “cospargere di sangue” era molto conosciuto, e rappresentava la purificazione della persona o dell’oggetto che veniva cosparso, in base al sangue sparso.
Nell’Antico Testamento, la persona veniva letteralmente cosparsa di sangue dei sacrifici animali, che era un “tipo” del sangue del Cristo che doveva arrivare. Quel simbolo che era solo un “Tipo” del vero sacrificio nell’Antico Testamento, e diventò realtà con la croce di Cristo.
Ora che Cristo è morto una volta per sempre, ed è risuscitato e regna in cielo, non serve più che uno sia letteralmente cosparso con sangue. Infatti, dal tempo della morte e risurrezione di Gesù, “l’essere cosparso” è un termine simbolico, che rappresenta i benefici del sacrificio di Cristo che vengono applicati alla persona. Siamo purificati per mezzo del suo sacrificio.
Due versetti che parlano di come il sangue di Cristo ci purifica sono Ebrei 12:24 e Matteo 26.28.
“a Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell’aspersione che parla meglio del sangue d’Abele.” (Ebrei 12:24 NRV)
In Matteo 26, Gesù stesso stava parlando del suo sacrificio sulla croce, mentre istituiva la cena del Signore.
“perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati.” (Mat 26:28 NRV)
In Ebrei 10, abbiamo una spiegazione che è stato il sacrificio di Cristo a purificarci, dandoci la libertà di entrare nella presenza di Dio.
“19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, 20 per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, 21 e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, 22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.” (Ebrei 10:19-22 NRV)
Lo spargimento di sangue rappresenta la morte di Gesù, il suo sacrificio, che è l’unica base sulla quale Dio offre il perdono per il peccato. Quindi, quando uno chiede a Dio il perdono, deve chiederlo in base al sacrificio di Gesù Cristo. “Essere cosparsi con il suo sangue”, in modo simbolico, significa che i benefici del suo sacrificio vengono applicati a quella persona.
Il nostro perdono e salvezza sono applicati per mezzo della santificazione compiuta dallo Spirito Santo, sulla base dello spargimento di sangue di Gesù Cristo. Ecco perché possiamo dire che Gesù Cristo è la nostra salvezza e la nostra giustizia!
E poi, durante il cammino cristiano, quando pecchiamo giorno per giorno, è il beneficio del sacrificio di Cristo che ci permette di trovare perdono ogni qualvolta confessiamo i nostri peccati a Dio di cuore. Quindi, anche in questo senso, siamo cosparsi del sangue di Cristo, ovvero, riceviamo i benefici della sua morte.
la Trinità nella salvezza

In questo versetto, c’è una verità molto importante, che potremmo facilmente mancare di riconoscere se non stiamo attenti. In questo versetto, Pietro ci parla del ruolo di ciascun membro della Trinità nella nostra salvezza. Leggiamo il versetto ancora, notando questo aspetto.
“eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.” (1Pietro 1:2 NRV)
Dio è Uno solo, però, in Tre Persone, ognuna pienamente Dio. Questa è la Trinità. Chiaramente, essendo uomini finiti, noi non siamo in grado di capire a fondo il Dio infinito. Però, un brano come questo ci aiuta a capire il ruolo di ogni Persona della Trinità.
Notiamo per prima cosa che la nostra salvezza è stata il piano di Dio Padre. Siamo stati eletti secondo la preconoscenza di Dio Padre. Il proponimento di salvarci viene da Dio Padre nell’eternità passata.
Poi, in ordine di tempo, Gesù Cristo è diventato uomo ed è venuto sulla terra per offrirsi come sacrificio sulla croce, per pagare la condanna del peccato. In altre parole, ha sparso il suo sangue. La nostra salvezza è per mezzo del sacrificio e della risurrezione di Gesù Cristo.
Quello poi che era stato il decreto di Dio e che è stato compiuto da Cristo Gesù, al momento stabilito da Dio per ciascuno degli eletti, è stato applicato a ciascuno di loro attraverso l’opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo infatti applica l’opera di Cristo ad una persona, e così, quella persona è santificata, giustificata, e diventa un figlio di Dio.
Quindi, ogni membro della Trinità ha un ruolo fondamentale nella nostra salvezza. Il Padre stabilisce il piano della salvezza ed elegge chi salverà, il Figlio ha compiuto la salvezza morendo sulla croce, e lo Spirito Santo applica quella salvezza a coloro che Dio ha eletto alla salvezza. Quando ringraziamo Dio per la salvezza, è buono ringraziarLo per l’opera del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.
Grazia e pace

A questo punto del brano, avendo parlato di come questi credenti erano stati salvati, Pietro passa ad un saluto, che in realtà, più che un saluto, è una preghiera, come era l’usanza in quell’epoca. Faremo bene a considerare e ad usare anche noi questa preghiera. Leggo di nuovo il v.2.
“eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.” (1Pietro 1:2 NRV)
Il saluto con il quale Pietro conclude questo versetto, e inizia questa Epistola, è: “grazia e pace vi siano moltiplicate.”
Questo saluto è una forma di preghiera, cioè, Pietro prega che Dio moltiplichi la sua grazia e la sua pace in questi credenti. Quando consideriamo gli argomenti per cui preghiamo, faremo bene a considerare gli esempi di preghiere che troviamo nella Bibbia, per imparare meglio come pregare.
In questa preghiera, Pietro chiede più grazia e più pace per questi credenti. Quando comprendiamo meglio la stupenda verità della grazia e della pace che abbiamo in Cristo, le parole grazia e pace diventano fra le più belle parole nel mondo.
La grazia è la bontà piena di misericordia che Dio usa verso gli uomini per portarli a Cristo, e per farli crescere nelle virtù cristiane, in modo da conformarli all’immagine di Cristo, così che possano passare l’eternità nella presenza di Dio e goderLo per sempre. L’uomo merita solo il male da Dio, ma, per mezzo della grazia, Dio usa bontà. La grazia è la fonte di ogni bene che riceviamo da Dio. La grazia di Dio è infinita ed eterna. La grazia, quindi, è quella qualità di Dio che è la fonte di ogni atto e di opera buona che Lui fa nei nostri riguardi. Riceviamo la grazia di Dio ogni giorno.
La grazia di Dio ci arriva in tanti modi. Ci arriva tramite la lettura delle Scritture, e tramite la nostra meditazione sulle verità che abbiamo letto. Ci arriva tramite l’insegnamento, e tramite l’esortazione e l’incoraggiamento che riceviamo gli uni dagli altri. Ci arriva per mezzo della preghiera, ci arriva direttamente dallo Spirito Santo, e ci arriva tramite i fratelli e le sorelle che Dio ha messo nella nostra vita. Quindi, è importante avvalerci di tutti i mezzi che Dio usa per moltiplicare la sua grazia in noi.
Uno dei tanti frutti della grazia è la vera pace. Nel mondo, la pace è l’assenza di conflitto o di scontro. Ma la pace da Dio è qualcosa infinitamente più ricca e profonda e meravigliosa. La pace di Dio è quella tranquillità dell’anima che arriva quando una persona sa di avere la salvezza per mezzo di Gesù Cristo, e perciò non ha alcuna paura di Dio, perché conosce l’amore che Dio ha per lei in Cristo Gesù. Una persona con questa pace, la vera pace, è tranquilla, qualsiasi siano le sue circostanze, perché sa che Dio è in controllo e opera per il suo bene.
Pace significa avere un cuore tranquillo, anche in mezzo alle grandi prove. Un Salmo che parla di questo tipo di pace è il Salmo 46. Leggo i primi versetti.
“1 Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà. 2 Perciò non temiamo se la terra è sconvolta, se i monti si smuovono in mezzo al mare, 3 se le sue acque rumoreggiano, schiumano e si gonfiano, facendo tremare i monti.” (Sal 46:1-3 NRV)
Quando c’è la pace di Dio, nemmeno le prove più profonde possono turbare il cuore, perché un figlio di Dio sa che è amato e curato dal Sovrano Signore dei signori, che regna su tutto l’universo.
Quindi, il saluto di Pietro è una preghiera a Dio che la grazia e la pace siano moltiplicate a loro. La grazia si manifesta nelle opere di Dio nella vita di un credente. Quindi, pregare che la grazia sia moltiplicata significa chiedere che queste opere continuino e aumentino, giorno per giorno, fino a quando un credente è in questo mondo. È anche importante pregare che la pace si rinnovi ogni giorno, in modo che il cuore sia sempre tranquillo, qualsiasi siano le prove che potrebbero arrivare.
Cari fratelli, anche noi abbiamo bisogno che la grazia e la pace di Dio verso di noi ci siano moltiplicate. Perciò, quella che fu la preghiera di Pietro, e anche di Paolo, di Giovanni e degli altri Apostoli, dovrebbe essere anche la nostra preghiera. Preghiamo così, anche noi, sia per noi stessi, sia gli uni per gli altri! Preghiamo ogni giorno che la grazia e la pace si moltiplicano in noi!
Conclusione

Con questo saluto di Pietro, abbiamo considerato i primi due versetti di questa epistola, pieni di verità ricchissime e di immenso valore. Il riflettere su queste verità dovrebbe darci gioia giorno per giorno, fino a quando siamo pellegrini in questo mondo. In mezzo agli impegni di ogni giorno, riflettiamo sull’opera eterna che Dio ha compiuto in noi.
Nell’ultimo sermone, abbiamo considerato che siamo forestieri qui sulla terra, perché abbiamo l’immenso privilegio di avere la nostra cittadinanza in cielo. Il motivo per cui siamo cittadini del cielo è perché siamo gli eletti di Dio, scelti da Lui prima della creazione del mondo, in base alla sua decisione di amarci. Poi, quello che era il Suo proponimento della nostra elezione, prima ancora che esistessimo, Dio lo ha applicato a noi quando lo Spirito Santo ci ha santificato, ovvero, ci ha reso santi agli occhi Suoi, applicando la giustizia di Cristo a noi, e facendoci diventare figli di Dio, tutto in base all’opera di Gesù Cristo.
Quando Dio ha operato in noi e ci ha vivificati, abbiamo ubbidito al Vangelo, ravvedendoci e credendo in Cristo per la giustificazione.
Essendo ora figli di Dio, Dio continua a far abbondare in noi la Sua grazia, affinché possiamo godere la Sua pace. È importante pregare che la grazia di Dio ci sia sempre moltiplicata, come è importante utilizzare i vari mezzi che Dio usa per trasmetterci la sua grazia. Così, possiamo anche conoscere la pace di Dio in ogni situazione.
A dire il vero, le verità che abbiamo visto in questi versetti sono fra le più profonde della vita. Abbiamo considerato che Dio ci ha eletto alla salvezza già nell’eternità passata. L’eterno Dio ha scelto di amarci e di salvarci quando noi non esistevamo ancora. Poi, Cristo Gesù ha lasciato la Sua gloria in cielo per diventare un uomo, per dare la Sua vita come sacrificio, per pagare il prezzo della nostra salvezza. Al momento stabilito da Dio nella vita di ciascuno, lo Spirito Santo ci ha vivificato, ed ha applicato i meriti del sacrificio di Cristo a noi, santificandoci. Ci ha dato un nuovo cuore, che ha creduto in Cristo, ubbidendo al Vangelo. Siamo stati cosparsi del sangue di Cristo, ovvero, Cristo ha preso il nostro peccato, e siamo stati coperti con la giustizia di Cristo. Ora, siamo cittadini del cielo, ora, abbiamo libero accesso al Padre! Ora, siamo veramente figli di Dio!
Oh che possiamo gioire nella nostra salvezza! Oh che possiamo camminare in novità di vita, in santità, mentre aspettiamo il nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo! Oh che possiamo comportarci come cittadini del cielo, durante questo nostro soggiorno in questa terra!
Preghiamo che la grazia e la pace di Dio ci siano moltiplicati ogni giorno! Impegniamoci ad utilizzare ogni mezzo che Dio ci ha dato per questo! Amen.