Cosa intendiamo per “prova la nostra fede”?
La prova della nostra fede è un problema o una difficoltà in cui non vediamo la risposta. Vuol dire non vedere quello che Dio sta facendo. Se vedessimo la risposta ad una situazione particolare, allora non servirebbe più la fede. Per esempio, se ho una bolletta da pagare, e so che la prossima settimana mi arriva lo stipendio, allora, non dovrò esercitare la fede. Cioè, so già in che modo riceverò i soldi per pagare la bolletta. Invece, se ho una bolletta da pagare, e non ho uno stipendio per pagarla, o se la bolletta è più salata di quanto io mi possa permettere di pagare, allora, non vedo la risposta alla mia situazione. In questo caso, la mia fede viene messa alla prova. Posso allora porre la mia fede in Dio per la mia necessità. Questo è un esempio di prova della mia fede. Esercitiamo la fede quando non vediamo la soluzione.
Ma la fede non è solamente una questione di bisogni materiali. Anzi, le prove delle fede più comuni sono le prove che hanno a che fare con il nostro stato spirituale.
Ricordate quale fu la prova più grande per Abraamo? Egli aveva aspettato per anni un figlio, il figlio che Dio gli aveva promesso. Finalmente, quando Abraamo aveva ormai 100 anni, arrivò il figlio così tanto desiderato. Quando Isacco era ancora giovane, Dio comandò ad Abraamo di prendere Isacco, e di camminare con lui per tre giorni, per poi offrirlo in sacrificio su una montagna che Dio gli avrebbe indicato. Ricordiamo che Dio aveva promesso ad Abraamo che tramite suo figlio Isacco Dio avrebbe provveduto un grande popolo, e che tramite Isacco Dio avrebbe benedetto il mondo intero. Allora, come poteva Abraamo credere a queste promesse di Dio, se doveva offrire Isacco come olocausto?
Ricordiamo quello che leggiamo di Abraamo in Ebrei 11:19:
Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. Ebrei 11:19
La fede di Abraamo fu duramente provata. Abraamo non aveva ancora alcun segno visibile che Dio avrebbe salvato la vita di Isacco. Però, per fede, credeva che Dio avrebbe comunque mantenuto la sua parola. Questo è un esempio di prova della fede.
Salmo 13

Nella vita cristiana, un tipo di prova della fede è quando Dio ci permette di passare un tempo in cui non vediamo la mano di Dio. Preghiamo, ma non vediamo risposte. Gridiamo a Dio per ricevere aiuto, ma sentiamo solo silenzio dal cielo. Queste sono dure prove per la nostra fede, però, sono prove importanti, che fanno parte del piano perfetto di Dio per noi.
La Bibbia parla molto di questo tipo di prova. Ascoltiamo il Salmo 13, per capire come il Salmista pregava in mezzo ad una prova di questo tipo.
1 Salmo di Davide. Fino a quando, o SIGNORE, mi dimenticherai? Sarà forse per sempre? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? 2 Fino a quando avrò l’ansia nell’anima e l’affanno nel cuore tutto il giorno? Fino a quando s’innalzerà il nemico su di me? 3 Guarda, rispondimi, o SIGNORE, mio Dio! Illumina i miei occhi perché io non m’addormenti del sonno della morte, 4 affinché il mio nemico non dica: «L’ho vinto!» e non esultino i miei avversari se io vacillo. 5 Quanto a me, io confido nella tua bontà; il mio cuore gioirà per la tua salvezza; 6 io canterò al SIGNORE perché m’ha fatto del bene.
Questo Salmo è un’importante insegnamento su come vincere le prove della nostra fede. In questo Salmo, Davide si trova in acque profonde. Prega Dio, ma non trova risposta da Dio. Cerca qualche segno della presenza di Dio, ma non trova nulla. Egli chiede: Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai? Sarà forse per sempre?
In che condizioni erano il cuore e l’anima di Davide? Egli aveva l’ansia nell’anima, e l’affanno nel cuore, tutto il giorno. Davide stava attraversando una forte prova della sua fede. Dio non si fece vedere da Davide, proprio per provare la sua fede.
Allora, quello che mi colpisce non è la prova, ma è la risposta di Davide. Davide vedeva i problemi, senza vedere la soluzione. Vedeva l’afflizione, senza vedere il Dio che conforta.
Nonostante tutto questo, Davide aveva fede in Dio. Notiamo ciò che dichiara nel v.5:
Quanto a me, io confido nella tua bontà; il mio cuore gioirà per la tua salvezza; 6 io canterò al SIGNORE perché m’ha fatto del bene.
Durante questa prova, Davide non aveva alcun segno chiaro della presenza di Dio. Però, aveva le promesse di Dio! Davide non vedeva Dio, ma si ricordava della persona di Dio. Perciò, nonostante la dura prova, Davide poteva confidarsi nella bontà di Dio. Davide non guardava solo alla mancanza di risposta, egli guardava in avanti, fiducioso che il Signore l’avrebbe benedetto nel futuro. Infatti, Davide fu soccorso da Dio dopo la prova.
Torniamo a Giacomo, per considerare ancora le verità di questo brano.
2 Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia pienamente l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.
Le prove della nostra fede non sono mai piacevoli, però, possiamo considerarle una grande gioia. La gioia non viene dalla sofferenza che la prova può provocare, ma dal sapere quello che la prova produce. La prova produce la costanza, e la costanza opera in noi per farci diventare perfetti e completi in Cristo.
È molto importante capire che non dobbiamo avere gioia per la prova in sé, ma per quello che la prova produce. La prova della nostra fede, avviene in quelle situazioni in cui non vediamo e non sentiamo la risposta di Dio, né sentiamo la presenza di Dio. In questi momenti, Dio ci costringe a camminare per fede, per rinforzare e fortificare la nostra fede e produrre in noi la costanza.
Queste prove dimostrano il carattere genuino della nostra fede. Sono strumenti per purificare e rafforzare la nostra fede.
Nelle ultime settimane, noi abbiamo piantato i semi di tanti ortaggi in dei piccoli contenitori. Chi lavora con le piante sa che l’unico modo per avere una pianta forte è permettere a quella pianta di subire delle difficoltà. Una piante che cresce sempre in condizioni perfette, senza troppo caldo, senza vento, ricevendo costantemente le annaffiature, non avrà la resistenza di una pianta che cresce con delle difficoltà.
Il corpo umano è simile. Quando un bimbo prende una malattia, il suo corpo produce anticorpi. Così, da grande, il suo organismo sarà in grado di combattere quelle malattie. Invece, un bimbo che cresce protetto da ogni malattia, quando sarà grande non avrà gli anticorpi per tante malattie, e se dovesse ammalarsi potrebbe subire molti più danni rispetto all’altro caso. Le prove fisiche rafforzano il corpo.
Questi esempi ci aiutano a capire meglio come le prove della nostra fede producono in noi una fede più forte, e così producono la costanza.
la costanza

La parola greca che nel versetto che abbiamo visto viene tradotta delle volte con “costanza” e anche spesso viene tradotto con “pazienza”, e qualche volta viene tradotta con “perseveranza.”
Significa rimanere costante, nonostante la prova. Vuol dire non vacillare, ma continuare a camminare nella stessa direzione, mantenendo un cuore integro, rifiutando di peccare.
La costanza vuol dire guardare a Dio, anche quando non vediamo ciò che Egli sta facendo. Costanza vuol dire camminare sia quando vediamo il traguardo, sia quando ci troviamo nella nebbia, e non vediamo davanti a noi. Cioè, abbiamo la cartina, che ci mostra la strada. Delle volte, quando c’è un’aria limpida, possiamo vedere le montagne in lontananza, e vedere il nostro traguardo. Però, molto spesso c’è foschia, e non possiamo vedere il traguardo. Dio ci chiama ad andare sempre avanti, per fede, per quanto possa essere buia o difficile da vedere la destinazione.
Risultato: perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti

Le prove della nostra fede producono costanza, e la costanza compie la sua opera in noi, portandoci ad essere perfetti e completi, di nulla mancanti.
La parola originale che qui viene tradotta con “perfetti”, è la parola greca “telios”, che vuol dire maturo, completo. Si usa per parlare di un frutto che è completamente maturo. Parlando di credenti, non vuol dire perfetti, nel senso di senza peccato, ma piuttosto vuol dire maturi, persone in cui ogni parte della vita è gestita secondo la volontà di Dio. Quanto è meraviglioso essere perfetti e completi in questo senso. Come arriviamo a questo punto? Tramite le prove che Dio ci fa attraversare.
Quando una donna desidera tanto un figlio, prova tanta gioia nel poter avere le difficoltà della gravidanza, e i dolori del parto, non perché le piacciano i dolori del parto, ma perché sa che è attraverso quei dolori che arriva la benedizione di avere un figlio.
Allora, quando consideriamo le prove che Dio ci permette, la gioia che possiamo trovare non è per la prova in sé, ma per quello che Dio sta facendo in noi per mezzo della prova. Egli ci sta facendo maturare, preparandoci per la sua presenza per tutta l’eternità. Per questo risultato possiamo gioire.
Se qualcuno manca di saggezza

Leggiamo i vv.5-8
5 Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, 8 perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie.
La saggezza di cui la Bibbia parla non è ciò che il mondo considera saggezza. Il mondo considera sagge tante persone che la Bibbia dichiara essere stolte.
La saggezza e l’intelligenza non sono la stessa cosa. Una persona può sapere molte cose, ed avere grande una conoscenza in certi campi, e comunque essere una persona stolta. Infatti, tante persone si vantano per la loro intelligenza, non sapendo di essere stolte.
Saggezza vuol dire sapere usare intelligenza per il fine migliore. Saggezza, perciò, significa saper vivere in modo da rimanere vicino a Dio e godere le benedizioni di Dio. Allora, usare l’intelligenza per guadagnare tanti soldi, essendo superiori ai propri concorrenti, non è saggezza, poiché lo scopo non è quello di glorificare Dio. Anzi, è una grande stoltezza non vivere per Dio, perché vuol dire investire la propria vita per qualcosa che non dura e che si perderà per eternità.
La Bibbia parla molto della saggezza. Qualche versetto:
Proverbi 1:7 Il timore del SIGNORE è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l’istruzione.
Salmi 119:100 Ho più saggezza dei vecchi, perché ho osservato i tuoi precetti.
La saggezza viene dall’ascoltare, credere e ubbidire alla Parola di Dio.
Allora, tornando al brano in Giacomo, quando ci troviamo in prove svariate, spesso il nostro cuore è afflitto, e perdiamo di vista Dio e le sue promesse. Quando tutto ti sembra buio, quando ti trovi in un vicolo cieco, e non riesci ad uscire, allora, hai bisogno di saggezza. Hai bisogno di ricordare ed applicare le verità di Dio. Molto spesso, le prove più difficili che possiamo affrontare non sono le prove fisiche, né le prove causate da situazioni difficili. Le prove più difficili nella vita spesso sono prove nelle quale lottiamo contro pensieri negativi e falsi. Dobbiamo lottare contro quei pensieri meditando sulle verità di Dio.
Per esempio, questa settimana, un mio caro amico, un pastore che vive in America, mi ha scritto, chiedendomi di pregare per lui. Dio sta benedicendo grandemente la chiesa dove egli è pastore. Però, si trova afflitto da pensieri di paura, di ansietà, di preoccupazione. Questa prova ha la tendenza a paralizzarlo. Allora, questa prova non è una prova esteriore, è una prova interiore. È più dura e più difficile delle prove esteriore.

Cosa serve a questo fratello per poter superare questa dura prova? Serve la saggezza. Deve ricordare le promesse e le verità di Dio. La prova consiste in pensieri che non sono veri. Satana mette in testa dei pensieri che ci fanno avere dubbi e paure. Cerca di farci credere che siamo soli, che Dio è lontano da noi, che dobbiamo noi, con la nostra forza, affrontare la situazione. Queste sono tutte menzogne. Satana usa sempre le menzogne contro di noi.
Per combattere le menzogne, è importante la saggezza di ricordare e aggrapparci alle verità di Dio. Per ogni menzogna che Satana ci mette in testa, Dio ci dà la verità. Dobbiamo pensare alle verità, e aggrapparci ad esse. Dobbiamo rendere ogni pensiero ubbidiente a Cristo, e non accettare alcun pensiero senza esaminarlo per vedere se quadra con le verità della Bibbia.
Spesso, nelle prove, manchiamo di saggezza. Dimentichiamo la sovranità di Dio, e dimentichiamo che Dio ha il completo controllo della nostra situazione. Manchiamo della saggezza di riposarci in Cristo, sapendo che Egli ha compiuto tutto. Manchiamo della saggezza di riconoscere che Dio ci tratta con amore, e che le prove che Egli manda non sono per il nostro male, ma sono sempre per il nostro bene. Manchiamo della saggezza di ricordare che seguire Cristo vuol dire portare la nostra croce e seguire Lui, e che delle volte, la nostra croce comprende svariate prove.
Quando ci troviamo mancanti nella saggezza, la vera saggezza, abbiamo il privilegio di chiederla a Dio, che risponderà abbondantemente. Quando chiediamo a Dio la vera saggezza, la saggezza di sostenere le nostre prove, la saggezza di fidarci della sua perfetta cura, anche quando non vediamo cosa sta facendo, Dio risponde. Egli dà la saggezza che ci serve. Egli ce la dà abbondantemente.
A questo punto, Giacomo spiega che non dobbiamo chiedere dubitando. Cioè, non dobbiamo dubitare la veracità di Dio. Non dobbiamo dubitare il potere di Dio di poter rispondere. Non dobbiamo dubitare che Dio vuole rispondere, perché Egli dichiara che darà la saggezza a chi la chiede.
Possiamo avere tanti dubbi che riguardano noi stessi, ma non dobbiamo dubitare Dio. Dio è fedele. Dio è verace. Possiamo fidarci completamente di Dio.
Dubitare di Dio, cioè, dubitare dell’affidabilità di Dio, dubitare della sicurezza delle promesse di Dio, è grave. Chi dubita di Dio non riceverà da Dio. Però, chi è figlio di Dio non dubita di Dio. Può avere dei dubbi, può avere confusione, ma nel suo cuore, sa che Dio è fedele.
È importante allora che impariamo a chiedere a Dio l’aiuto che ci serve, per credere alla verità, e non ai nostri pensieri. Dio è pronto a darci saggezza. Chiediamogliela.
vv.9-11 tutti uguali davanti a Dio

Leggiamo i vv.9-11, per capire un’altra verità importante.
9 Il fratello di umile condizione sia fiero della sua elevazione; 10 e il ricco, della sua umiliazione, perché passerà come il fiore dell’erba. 11 Infatti il sole sorge con il suo calore ardente e fa seccare l’erba, e il suo fiore cade e la sua bella apparenza svanisce; anche il ricco appassirà così nelle sue imprese.
Le prove arrivano su ogni credente: ricco, povero, giovane, vecchio. Dio non fa favoritismi. Egli manda delle prove a tutti, perché le prove sono il mezzo che Dio usa per perfezionare la nostra fede. Tutti i figli di Dio devono attraversare delle prove profonde della loro fede. Ricordiamo, però, che Gesù ha passato ogni tipo di prova. È stato tentato in ogni cosa, senza peccare, e quindi, sa consolare e sa aiutarci.
Quando un fratello è di umile condizione, ad esempio se è povero, oppure quando è portatore di un handicap fisico, o mentale, non deve vergognarsi. Invece, può esultare della sua elevazione, in quanto anche lui è un figlio di Dio. Egli è amato dal Creatore di tutto. Egli ha un’eredità eterna. Che importa, essere visto bene dal mondo, quando si considerano le benedizioni eterne in Cristo? I problemi e le prove durano ben poco, e sono poco importanti, paragonate all’eternità. Allora, anche chi si trova in una situazione umiliante può esultare nella gloria che ha in Cristo.
Invece, a chi è ricco Giacomo ricorda di non essere orgoglioso, ma di ricordare che tutto quello che il mondo considera importante dura poco. È come il fiore nel deserto, che spunta dopo la pioggia, e poco dopo si secca per il calore del sole. Le ricchezze, e tutto quello che il mondo considera importante, dura ben poco. Allora, un credente che ha quello che il mondo considera importante dovrebbe ricordare che tutto ciò passerà. Anziché gloriarsi della sua ricchezza, o bellezza, o qualche altra cosa di terreno, dovrebbe umiliarsi per quelle cose, ed essere fiero del fatto che è un figlio di Dio. Dovrebbe riconoscere che quello che importa è superare le prove, e guardare a Dio in ogni circostanza.
v.12 la benedizione

Per concludere questo brano, leggiamo il v.12
Giacomo 1:12 Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo amano.
Beata la persona che sopporta la prova. Beata vuol dire felice, con quella felicità interiore che solo Dio può dare. Beato l’uomo che sopporta la prova. Beata la persona che continua a guardare a Dio durante la prova della sua fede. Beata la persona che si aggrappa alla verità di Dio, e continua a credere a Dio, non perché vede una soluzione immediata, ma per fede.
La mia preghiera per ciascuno di noi è che possiamo guardare a Dio durante le nostre prove. Prego che possiamo ricordare che le prove che attraversiamo sono prove della nostra fede. Servano per fortificare la nostra fede. Dio sa quello che sta facendo nella nostra vita. Egli sa prendersi cura di noi. Quando affrontiamo una prova, è importante che scegliamo di credere alla verità. Non dobbiamo dare spazio ai dubbi, alle menzogne, ai pensieri negativi che cercano di insinuarsi nella nostra mente. Dobbiamo scegliere di pensare a Dio, e di ricordare le promesse e le verità di Dio. Sarà la verità che ci fortificherà, e ci permetterà di superare la prova vittoriosamente.

La prova è dura, ma dopo la prova della vita, abbiamo la corona della vita che ci aspetta. Quando riceveremo la corona della vita dal Signore, capiremo che le prove che sembravano così dure durante la vita non sono minimamente paragonabili alla gioia di stare nella presenza di Dio per tutta l’eternità!
Fratelli e sorelle, abbiamo delle prove, e avremo ancora prove finché siamo su questa terra. Ma non lasciamo che le prove ci scoraggino. Dio è al comando. Possiamo reputare una vera gioia quella di trovarci in svariate prove, sapendo che Dio sta operando in noi, producendo in noi una fede più forte, e tramite essa la costanza, e tramite la costanza Dio ci sta facendo diventare perfetti e completi in Cristo. Consideriamo l’opera di Dio, a rallegriamoci per le prove che Egli manda.
Preghiera: ringrazio Dio per le prove della nostra fede, considerando quello che producono in noi.