Visto che la rivelazione che abbiamo in Cristo, e tramite Lui in tutto il Nuovo Testamento, è superiore alla rivelazione che fu data ai tempi dell’Antico Testamento, siamo ancora più responsabili del modo in cui rispondiamo a questa rivelazione. Andiamo avanti nell’epistola di Ebrei, esaminando Ebrei 2:1-4:

“1 Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada. 2 Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, 3 come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata inizialmente annunziata dal Signore, è stata confermata a noi da coloro che l’avevano udita, 4 mentre Dio ne rendeva testimonianza con segni e prodigi, con diverse potenti operazioni e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà.
vv.1-2 Nel capitolo 1, ci è stato presentato il fatto che la rivelazione di Gesù Cristo è tanto superiore a quella data anticamente. Non significa però che la rivelazione dell’Antico Testamento fosse sbagliata, anzi, era del tutto valida perché proveniva da Dio. Tuttavia, si trattava di una rivelazione parziale e non chiara quanto la rivelazione fatta tramite Gesù Cristo.

Di conseguenza, la verità del v.2 costituisce la base per le esortazioni del v.1.

“Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione,” (Eb 2:2 LND)
Anche se la rivelazione data durante il periodo dell’Antico Testamento, giunta tramite angeli, era parziale, era comunque ferma, proveniva da Dio, e perciò era autorevole. Per questo, ogni trasgressione e disubbidienza ricevettero una giusta retribuzione. Fu punita qualunque disubbidienza a quella rivelazione.

Essendo la rivelazione tramite Cristo tanto superiore a quella del tempo dell’Antico Testamento, quanto più severamente sarà dunque punito chiunque non ubbidisce alla verità proclamata da Cristo.

Questa è la base delle esortazioni del v.1.

“Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada.” (Eb 2:1 LND)
Bisogna che ci atteniamo maggiormente, ossia bisogna che ascoltiamo e seguiamo con cura tutto quello che Gesù Cristo insegna direttamente nei Vangeli e tramite gli autori degli altri libri del Nuovo Testamento.

Non ci sarà scampo
Infatti, come dichiara il v.3, non ci sarà alcuno scampo se trascuriamo il vangelo proclamato da Gesù Cristo. Leggo il v.3:

“come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata inizialmente annunziata dal Signore, è stata confermata a noi da coloro che l’avevano udita,” (Eb 2:3 LND)
Se fu ferma la parola rivelata per mezzo degli angeli, quanto più lo è la parola rivelata tramite Gesù Cristo. Chi trascura questa parola, ovvero chi trascura la salvezza offerta tramite il Vangelo di Gesù Cristo, non troverà scampo. Arriverà il giudizio, e per lui non esisterà alcun modo di evitare la condanna eterna. L’unico modo di evitare la condanna eterna è tramite la salvezza offerta gratuitamente nel Vangelo. Trascurare questa salvezza vuol dire essere senza speranza.

È senza speranza non solo chi rifiuta il Vangelo ma anche chi trascura il Vangelo. Si può essere d’accordo con il Vangelo, e comunque trascurarlo. Chiunque trascura il Vangelo si troverà senza speranza.

Questa parola, questo Vangelo, è stata inizialmente annunciata dal Signore, dal Signore Gesù stesso;poi, dopo la sua risurrezione e ascensione in cielo, è stata confermata da coloro che l’avevano udita, vale a dire, dagli apostoli e da altri testimoni oculari.

La conferma dei testimoni
Notiamo come Dio ha confermato la veracità della testimonianza degli apostoli. Leggo i vv.3,4:

“3 come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata inizialmente annunziata dal Signore, è stata confermata a noi da coloro che l’avevano udita, 4 mentre Dio ne rendeva testimonianza con segni e prodigi, con diverse potenti operazioni e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà.” (Ebrei 2:3-4 LND)
Tramite gli apostoli, Dio compì miracoli e prodigi per dimostrare che il loro messaggio proveniva da Lui. Così, prima ancora che fosse scritto il Nuovo Testamento, si ebbe una chiara conferma che il vangelo proclamato dagli apostoli proveniva da Dio stesso.

Infatti, in 2Corinzi 12:11,12, l’apostolo Paolo, per dimostrare di essere un vero apostolo, parla del fatto di aver compiuto segni e prodigi in mezzo a loro. Ve lo leggo.

“11 Sono diventato insensato vantandomi, voi mi ci avete costretto, poiché avrei dovuto essere raccomandato da voi, perché non sono stato per nulla inferiore ai sommi apostoli, benché io non sia niente. 12 Ora i segni dell’apostolo sono stati messi in opera fra voi con grande pazienza, con segni e prodigi e con potenti operazioni.” (2Cor 12:11-12 LND)
Quindi, il destino eterno di una persona dipende da cosa fa del Vangelo. Se qualcuno rifiuta il Vangelo, sarà condannato a un’eternità di tormento, e per lui non ci sarà scampo nel giudizio. Allo stesso modo, se qualcuno non rifiuta ma trascura il Vangelo, sarà comunque condannato al tormento eterno. Solamente chi abbraccia il Vangelo con tutto il suo cuore sarà perdonato e salvato.

Perciò, è giusto che ciascuno di noi si ponga le due domande seguenti: Che cosa faccio con il Vangelo? È la base della mia vita? La salvezza è riservata a chi crede di cuore al Vangelo e pone la sua fede in Gesù Cristo.

La gloria di Cristo! vv. 5-9
Il brano continua e, nei versetti 5-9 vediamo ancora di più in che modo Gesù Cristo è assolutamente superiore agli angeli. Ricordate che l’epistola agli Ebrei dimostra volta dopo volta in che modo Gesù Cristo è superiore a tutto e a tutti. Leggo dal v.5.

5 Infatti non è agli angeli che egli ha sottoposto il mondo a venire, del quale parliamo, 6 ma qualcuno ha testimoniato in un certo luogo, dicendo: “Che cosa è l’uomo, perché tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo perché lo consideri? 7 Tu lo hai fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, tu lo hai coronato di gloria e di onore e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani; 8 tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi”. Infatti, nel sottoporgli tutte le cose non ha lasciato nulla che non gli fosse sottoposto. Tuttavia al presente non vediamo ancora che tutte le cose gli sono sottoposte, 9 ma vediamo coronato di gloria e d’onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti.
Dio Padre non ha sottoposto il mondo a venire agli angeli, bensì a Gesù Cristo, il Signore. Ricordando poi che uno dei titoli di Gesù è “figlio dell’uomo”, leggiamo ciò che dichiara l’autore, citando il Salmo 8.

“Che cosa è l’uomo, perché tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo perché lo consideri? 7 Tu lo hai fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, tu lo hai coronato di gloria e di onore e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani; 8 tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi”
Per un po’ di tempo, per quanto concerneva la sua posizione, e non per quanto concerneva la sua essenza, Gesù Cristo fu inferiore agli angeli. Ossia, quando venne sulla terra per vivere da uomo, Gesù si spogliò della sua gloria. Quindi, per quanto riguardava la sua posizione, era inferiore agli angeli. Ora che Gesù ha compiuto la salvezza sulla croce ed è risuscitato, Dio Padre lo ha coronato di gloria e di onore, e lo ha costituito sopra le opere delle sue mani: in altre parole, Gesù Cristo è sovrano su tutto l’universo.

Gesù Cristo si è abbassato per salvarci, ma poi è stato innalzato al posto di massimo onore nell’universo.

Ogni cosa è ora sotto i piedi di Gesù Cristo, il che vuol dire che Gesù Cristo è il sovrano di tutto. Infatti, leggiamo in Filippesi 2:

“5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.” (Fil 2:5-11 LND)
Ogni ginocchio si piegherà davanti a Gesù Cristo, ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è il Signore. Gesù Cristo sarà glorificato da ogni creatura in tutto l’universo. Questo porterà gloria anche a Dio Padre.

Fermatevi a pensare con me. Queste non sono semplici parole. Letteralmente, ogni persona di tutta la storia del mondo piegherà le ginocchia davanti a Gesù Cristo e riconoscerà a voce che Egli è veramente il Signore dei signori. Ogni persona che hai conosciuto, ogni persona che ha ignorato Gesù, ogni persona che ha rifiutato di sottomettersi a Gesù in questa vita, sarà costretta ad inginocchiarsi davanti a Gesù prima di essere mandata nel tormento eterno se non ha riconosciuto Gesù come il Signore della propria vita durante la vita terrena. Non esiste nessun uomo nella storia del mondo che sia minimamente simile a Gesù Cristo, perché Gesù Cristo è sia uomo sia Dio!

Quanto è assurdo cercare la salvezza non in Gesù Cristo, ma altrove! È assurdo cercare aiuto altrove, e non in Gesù Cristo! Non esiste altro Salvatore, non esiste altro Signore.

Noi siamo stati creati per la gloria di Gesù Cristo. Se riceviamo Gesù Cristo come Signore e Salvatore, Lo glorifichiamo in questa vita e anche per l’eternità. Chi non si ravvede e non riceve Gesù Cristo come Signore e Salvatore in questa vita, glorificherà Gesù Cristo come giudice, quando sarà costretto ad inginocchiarsi davanti a Lui prima di essere gettato nel lago di fuoco per essere tormentato per tutta l’eternità. Esorto tutti ad inginocchiarsi davanti a Gesù Cristo già da ora, per averLo come Salvatore.

Gesù, il Salvatore
Infatti, questo brano continua parlando di Gesù Cristo come Salvatore. Leggo dal v.10.

10 Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l’autore della salvezza. 11 Infatti colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno per questo motivo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 dicendo “Farò conoscere il tuo nome ai miei fratelli, io ti celebrerò in mezzo all’assemblea”. 13 E di nuovo: “Io confiderò in lui”. E ancora: “Ecco me e i figli che Dio mi ha dato”.
Gesù Cristo, Dio eterno, è diventato uomo per poter essere il Salvatore. Per questa ragione, Egli può chiamare fratelli coloro che Egli salva. Per essere il Salvatore, era necessario che Gesù Cristo soffrisse. Quando il brano dichiara, nel v.10, che Gesù fu reso perfetto per mezzo della sofferenza, il termine “perfetto” non vuol dire che prima Gesù fosse imperfetto. Piuttosto, questa parola ha il significato di “completo”. Per essere il Salvatore, Gesù doveva diventare uomo e soffrire come uomo. Grazie a Dio, Gesù Cristo ha fatto questo per noi. Che immenso privilegio essere chiamati fratelli da Gesù Cristo quando Egli ci salva, perché tramite la salvezza, Egli ci fa veramente diventare figli di Dio!

Figli di Dio: pensateci! Quale privilegio, nella vita, è minimamente paragonabile a quello di essere un figlio di Dio? Quale privilegio nella nostra vita durerà oltre la morte? Nessun privilegio nella nostra vita può essere confrontato con il privilegio di essere un figlio di Dio, realtà che durerà per tutta l’eternità.

Liberati dal potere della morte
Come Salvatore, Gesù Cristo si è rivestito di carne e sangue per poterci liberare per sempre dal timore della morte. Anche se non tutti ammettono di aver paura della morte, anche se alcuni, stoltamente, non si rendono conto del pericolo che corrono, tutti coloro che sono senza Dio dovrebbero avere un grande timore della morte. Infatti, l’uomo non può in alcun modo scampare alla morte. L’uomo più potente, l’uomo più intelligente, l’uomo più furbo, l’uomo più ricco, tutti devono arrivare alla morte e perderanno ciò a cui si sono aggrappati in questa vita. Grandi e piccoli, ricchi e poveri, buoni e cattivi, la morte arriverà per tutti. Non c’è scampo!

Gesù Cristo è Colui che libera dal timore della morte. Leggo dal v.14.

14 Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, 15 e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita.
Gesù Cristo è diventato uomo senza smettere di essere Dio, per distruggere Satana. Gesù, con la sua morte e la sua risurrezione, ha vinto Satana, e ha liberato tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita. In altre parole, chiunque riceve Gesù Cristo come Salvatore e Signore, viene liberato dalla condanna della morte. Infatti, in Giovanni 11, leggiamo ciò che Gesù disse a Marta, poco prima di risuscitare Lazzaro dalla morte.

“25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?”.” (Giov 11:25-26 LND)
Gesù offre la vera liberazione dalla morte. Chi ha Gesù Cristo come Salvatore ha la vittoria sulla morte. Come dichiara 1Corinzi 15:

“51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, 53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. 54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: “La morte è stata inghiottita nella vittoria”. 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.” (1Corinzi 15:51-57 LND)
Chi ha Gesù Cristo come Salvatore e Signore ha la vittoria sulla morte. Colui che non ha Gesù Cristo, la morte lo porterà subito al giudizio, alla condanna e alla punizione eterne. Chi invece ha Gesù Cristo come Salvatore potrà stare per sempre nella presenza di Dio.

Quindi, chi ha Gesù Cristo come Salvatore è libero dal timore della morte. Quando morirà, sarà il momento più meraviglioso della sua vita, perché entrerà nella presenza di Dio stesso, e da quel momento, il suo cuore sarà pienamente soddisfatto, per sempre.

Che immenso beneficio, che stupenda benedizione, per chi ha Gesù Cristo come Signore e Salvatore!

Gesù si prende cura dei suoi
Proseguendo nel capitolo di Ebrei, scopriamo che non solo Gesù ci ha salvati dalla morte, ma anche che Egli ha cura dei suoi.

16 Infatti egli non si prende cura degli angeli, ma si prende cura della progenie di Abrahamo. 17 Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo. 18 Infatti, poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati.” (Eb 2:1-18 LND)
Prima di tutto, è importante capire che la progenie di Abrahamo è costituita da coloro che hanno fede in Gesù Cristo, perché Abramo fu salvato per fede. Questo ci è rivelato in modo chiaro in Galati 3:29:

“Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abrahamo ed eredi secondo la promessa.” (Gal 3:29 LND)
Gesù si prende cura della progenie di Abramo. Gesù si prende cura di coloro che hanno fede in lui. Gesù, il sovrano Signore dei signori, il Creatore di tutto, cura personalmente ogni figlio di Dio.

Chi potrebbe fare meglio di Gesù stesso? Egli può curare perfettamente coloro che hanno fede in lui.

Perché cercare di curarci da soli, quando non ne siamo capaci? Camminiamo per fede e conosceremo la cura perfetta di Gesù Cristo!

Per poterci curare, Gesù è diventato come noi.

Leggo ancora i vv.17-18:

“17 Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo. 18 Infatti, poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati.” (Eb 2:17-18 LND)
Gesù Cristo è diventato uomo, Gesù Cristo ha sofferto come uomo, Gesù Cristo è stato tentato in ogni cosa come uomo, però senza peccare; perciò, Gesù Cristo può curarci in ogni situazione e ogni prova. Egli è un misericordioso e fedele sommo sacerdote. Egli è misericordioso, e tratta con grande misericordia coloro che vengono da lui umilmente. Egli è il sommo sacerdote, in altre parole, Gesù è l’unico mediatore fra Dio e l’uomo. Non esiste altro mediatore, Gesù stesso è il mediatore. Per l’uomo, l’unico modo di arrivare a Dio è tramite Gesù Cristo. Dobbiamo andare direttamente da Cristo, perché Gesù Cristo è diventato uomo per essere il nostro mediatore. Gesù conosce a fondo ogni sofferenza e ogni tipo di tentazione, perciò Gesù Cristo può venire in nostro aiuto quando siamo tentati.

Applicazione
Eccoci arrivati alla fine di questo capitolo di Ebrei. Finora, in Ebrei, abbiamo visto Gesù Cristo nella sua gloria, nella sua misericordia, nella sua potenza, nella sua divinità e, ora, in questo capitolo, nel suo ruolo di Salvatore dei peccatori.

Dopo un capitolo simile, è importante porre la domanda: chi è Gesù Cristo per te? Non basta quello che sai intellettualmente di Lui, importa chi è per te personalmente.

Esorto ciascuno di voi ad essere sicuro di avere Gesù Cristo come Signore e Salvatore. Se tu sai che Gesù è il tuo Signore e Salvatore, allora ti invito vivamente a meditare sulla grandezza della tua salvezza, che è grande per la grandezza del tuo Salvatore.

Se invece non hai ancora Gesù Cristo come Signore e Salvatore o non sei sicuro della tua condizione, sappi che non puoi arrivare alla salvezza con le tue forze né migliorando la tua vita. Dio è così santo che nessun uomo potrebbe mai arrivare a Lui con il proprio impegno. È Dio che fa arrivare la salvezza fino a noi quando riconosciamo di essere peccatori sotto la Sua condanna, ci ravvediamo, e riconosciamo in Gesù Cristo il nostro Signore e Salvatore!