La salvezza e la vita in Cristo
“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.” (Tito 2:11-14 LND)
la grazia salvifica di Dio è apparsa…
Consideriamo per primo il v.11: “la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini.”
Che cos’è questa grazia? Chi sono tutti gli uomini, e in che senso la grazia è apparsa loro? Riflettiamo su queste domande per comprendere più a fondo la grandezza di questa dichiarazione divina.
la Grazia
Iniziamo considerando la grazia. La grazia consiste nella bontà di Dio, non meritata. In realtà, meritiamo solamente il male da Dio, perché per natura siamo tutti peccatori.
Dio benedice tutti gli uomini con benedizioni comuni, come il sole, la pioggia, e tramite tante altre cose belle che gli esseri umani possono godere senza aver fatto nulla per meritarle. Però, per grazia Sua, Dio ricolma alcune persone di benedizioni spirituali che durano per tutta l’eternità.
La grazia di Dio quindi è la bontà che Dio riversa senza limiti su uomini peccatori che meriterebbero solamente la punizione divina. La grazia più grande è la salvezza e tutto quello che vi è collegato.
La piena grazia di Dio produce la salvezza eterna. Vi leggo Colossesi 1:5,6, in cui il Vangelo viene chiamato “la grazia di Dio in verità”.
“5 a motivo della speranza che è riposta per voi nei cieli, di cui avete già sentito nella parola della verità dell’evangelo, 6 che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo e porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi, dal giorno in cui udiste e conosceste la grazia di Dio in verità,” (Col 1:5-6 LND)
Di conseguenza, la grazia è la bontà di Dio nei confronti di uomini peccatori che Egli salva, santifica e porta nella sua presenza per tutta l’eternità.
La grazia salvifica
Notate che il nostro versetto in Tito dichiara che la grazia salvifica di Dio è apparsa.
La grazia di Dio è una grazia salvifica, ovvero, è una grazia che salva. In che senso essa salva? E da che cosa salva?
1) ci salva dai nostri peccati
Più di qualsiasi altra cosa, è dai nostri peccati che la grazia di Dio ci salva. Per esempio, in Matteo 1, l’angelo annuncia la nascita di Gesù dichiarando:
“Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati”.” (Mat 1:21 LND)
Il nostro peccato è un giogo che ci lega e ci rende schiavi e che ci condanna eternamente. La grazia di Dio, per mezzo di Cristo, ci salva, non solo dalla condanna del peccato, ma dal peccato stesso, in modo tale che non siamo più schiavi del peccato. Perciò, è una grazia salvifica.
2) ci salva dall’ira imminente
La grazia salvifica di Dio non solo ci salva dai nostri peccati, ma ci salva anche dall’ira di Dio, la terribile ira che sta per essere riversata su tutti i peccatori. Leggiamo questo in 1Tess 1:10 e in Romani 5:9.
“e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire.” (1Te 1:10 LND)
“Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.” (Ro 5:9 LND)
La grazia di Dio, tramite Gesù Cristo, ci salva dall’ira imminente, la terribile ira che sarà rivelata nel giorno del giudizio, un’ira che sarà infinitamente terribile e che durerà eternamente. Quanto è importante annunciare la salvezza mentre c’è ancora tempo, affinché anche altri possano essere salvati da quest’ira.
per tutti gli uomini
Tornando al nostro versetto leggiamo che “la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini.” Si può anche tradurre questo passo nel modo seguente: “è apparsa per tutti gli uomini. Che cosa significa?
È evidente che questo versetto non intende dire che la grazia salvifica di Dio è apparsa letteralmente ad ogni uomo nel mondo, in quanto non ogni persona ha sentito il Vangelo. Allora, in che senso è apparsa a tutti gli uomini?
Per capire correttamente questa frase, bisogna conoscere bene la Bibbia. Prima della morte e della risurrezione di Cristo, la salvezza non fu annunciata a tutti gli uomini, ma solamente ai Giudei, tranne qualche rara eccezione.
Fu soltanto dopo la risurrezione di Cristo che Dio cominciò ad offrire liberalmente la salvezza a tutti gli uomini, cioè ad ogni razza, nazione o popolo, senza che dovessero diventare Giudei. Questo fatto non fu rivelato prima della croce di Cristo, e perciò viene chiamato il mistero di Cristo, il che vuol dire che prima era nascosto.
Vi leggo Efesini 3:4-11, in cui Paolo parla di questo mistero, ossia della salvezza che prima era nascosta, e che ora è rivelata al mondo, la salvezza per qualsiasi uomo che si ravvede e crede in Gesù Cristo. Leggo.
“4 Nel leggere questo, voi potete capire quale sia la mia intelligenza del mistero di Cristo, 5 che non fu fatto conoscere nelle altre età ai figli degli uomini, come ora è stato rivelato ai santi apostoli e ai suoi profeti per mezzo dello Spirito, 6 affinché i gentili siano coeredi dello stesso corpo e partecipi della sua promessa in Cristo mediante l’evangelo, 7 di cui sono stato fatto ministro, secondo il dono della grazia di Dio che mi è stata data in virtù della sua potenza. 8 A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, 9 e di manifestare a tutti la partecipazione del mistero che dalle più antiche età è stato nascosto in Dio, il quale ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo; 10 affinché, per mezzo della chiesa, nel tempo presente sia manifestata ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, la multiforme sapienza di Dio, 11 secondo il proponimento eterno che egli attuò in Cristo Gesù, nostro Signore,” (Efesini 3:4-11 LND)
A noi, cresciuti nell’epoca del vangelo, la verità che il Vangelo è offerto a tutti, senza l’obbligo di diventare Giudei, sembra normale ma, per chi conosce l’Antico Testamento, si tratta di una rivelazione incredibile. È per questo che Paolo dichiara nel versetto che stiamo esaminando in Tito che la grazia di Dio è salvifica per tutti gli uomini. Di qualunque popolo provenga, qualsiasi uomo che si ravvede e pone la sua fede in Cristo Gesù sarà salvato. Non importa la sua nazionalità, non importa quanto sia stato peccatore. Gesù ci ha comandato di annunciare il vangelo ad ogni creatura, ovvero, a tutti gli uomini. La grazia di Dio in Cristo Gesù è salvifica per tutti gli uomini.
In parole semplici, e anche meravigliose, ciò significa che la grazia salvifica di Dio è anche per TE. Non importa quanto gravi siano i tuoi peccati. Non importa quanto nero sia il tuo cuore. La grazia salvifica di Dio è anche per te. La donna samaritana era stata con tanti uomini diversi, ma la grazia salvifica la rese una donna pura. Il pubblicano che pregava nel tempio sapeva di essere un grande peccatore, avendo probabilmente frodato varie persone da anni. Ma la grazia salvifica di Dio lo salvò in un attimo, ed egli tornò a casa sua giustificato. L’apostolo Paolo era un bestemmiatore e un grande peccatore, ma la grazia salvifica di Dio lo trasformò in un servo di Dio. E tu, caro amico o cara amica, chiunque tu sia, la grazia salvifica di Dio è anche per te se ti ravvedi e credi in Gesù Cristo.
Quello che la grazia insegna
Quando Dio salva qualcuno con la sua grazia, questa grazia non solo toglie la condanna, ma cambia il cuore di quella persona; inizia così l’opera della santificazione, per far diventare santa questa persona, in modo tale che può stare nella presenza di Dio per tutta l’eternità.
Leggiamo i vv.11-13che parlano di ciò che questa grazia insegna.
“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tito 2:11-13 LND)
La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare a quello che appartiene a una vita di peccato, per poi vivere in un modo nuovo.
La parola che qui viene tradotta con “insegnare” è un verbo che vuol dire “addestrare o educare” e viene usata altrove per descrivere il modo in cui un genitore educa il proprio figlio. Più essere solo un insegnamento intellettuale, questo verbo descrive un insegnamento pratico, accompagnato da disciplina quando è necessario, per portare il figlio all’ubbidienza. Quindi, la grazia ci insegna o, potremmo dire, ci educa, ci addestra, affinché sappiamo come vivere.
Rinunziare
Vediamo prima ciò a cui dobbiamo rinunziare, leggendo ancora i vv. 11,12.
“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente,” (Tito 2:11-12 LND)
La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze.
La parola “rinunziare” è la stessa che viene usata in greco quando Pietro negò di conoscere Gesù. È un termine forte, che significa negare categoricamente. Quindi nel contesto di questo versetto, vuol dire negare queste cose, nella nostra vita, ovvero non lasciare alcun posto, nella nostra vita, per queste cose.
Il fatto che dobbiamo rinunziare a queste cose significa che esse fanno parte della nostra natura umana, e, potremmo dire, che danno anche una certa soddisfazione alla nostra carne. Perciò, rinunziarvi richiede un vero impegno insieme a perseveranza.
Quindi, dobbiamo impegnarci, con la forza del Signore, a rinunziare a certe cose. Ma a che cosa dobbiamo rinunziare?
all’empietà
La prima cosa a cui dobbiamo rinunciare è “l’empietà”. Il termine greco impiegato in questo versetto non è la solita parola che troviamo per “empietà” o “malvagità”. La parola che viene usata qui vuol dire mancanza di riverenza, o non essere pio, ed ha un significato contrario ad una vita vissuta con riverenza verso Dio. Quindi, significa vivere senza vera riverenza.
Per capire meglio cos’è l’empietà, è utile comprendere il significato di riverenza. Avere riverenza nella vita vuol dire mostrare un grande onore per Dio, in ogni cosa, vuol dire avere un santo timore di Dio, e vivere costantemente in modo da onorare Dio e imitarLo nella sua santità.
Quindi, empietà significa non vivere così. La mancanza di riverenza, ovvero l’empietà, è un grave peccato, che suscita l’ira di Dio, come leggiamo in Romani 1:18:
“Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia,” (Rom 1:18 LND)
L’empietà è una cosa che Dio odia, e che Egli punirà nella sua ira.
L’empietà si manifesta in tanti modi, come ad esempio nel cercare di innalzare se stessi, anziché innalzare Dio. Non dare a Dio il primo posto nella propria vita è un altro esempio di empietà, perché significa privare Dio della riverenza che Egli merita.
Parlare in un modo che non onora Dio o non onora gli altri è anche una manifestazione di empietà, come ad esempio le battute, gli scherzi, e i piccoli commenti di disprezzo. Dobbiamo rinunziare totalmente a tutte queste cose. Purtroppo, la nostra società è piena di empietà e perciò rinunziarvi vuol dire rinunziare a quella che spesso è stata finora la nostra abitudine.
Quindi, la grazia di Dio ci insegna a rinunziare ad ogni forma di empietà, ad ogni forma di vita che non consiste in riverenza verso Dio. È una vera battaglia, ma non dobbiamo combatterla nella nostra forza, ma con la forza di Dio, che opera potentemente in noi.
mondane concupiscenze
Oltre a rinunziare all’empietà, la grazia di Dio ci insegna a rinunziare anche alle mondane concupiscenze, cioè ai desideri terreni. Qui si tratta di ogni tipo di desiderio umano che è contrario alla volontà di Dio. Troviamo una descrizione di queste concupiscenze in 1Giovanni 2:15,16.
“15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. ” (1Giov 2:15-16 LND)
La concupiscenza della carne comprende tutti i desideri peccaminosi carnali, come ad esempio desiderare il sesso fuori del matrimonio, sia a fatti, sia con il pensiero. Anche la pigrizia è una concupiscenza della carne, così come mangiare o bere senza autocontrollo.
La concupiscenza degli occhi è il desiderio di possedere. Viviamo in un mondo in cui è normale desiderare sempre nuove cose. La grazia di Dio ci insegna a rinunziare a questo tipo di passione.
Un terzo tipo di mondana concupiscenza è l’orgoglio della vita. Per natura, l’uomo vuole farsi grande, vuole sentirsi importante agli occhi degli altri. Questo è un modo di voler ricevere gloria dagli altri, anziché vivere per la gloria di Dio solo.
Ci sono tanti modi diversi in cui una persona manifesta il suo orgoglio.
Alcuni cercano di farsi importanti diventando più bravi di altri in qualche sfera. Tanti vogliono possedere una qualsiasi cosa materiale che sia più bella o più buona di ciò che hanno gli altri, identificandosi con quella cosa. Tante donne si identificano con la bellezza esterna e tramite questa cercano di sentirsi importanti. Nell’ambito cristiano, uno può cercare di avere una maggiore conoscenza della Bibbia per vantarsene o può impegnarsi di più in vari campi per farsi notare dagli altri. Sono tutti esempi di orgoglio della vita.
La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare ad ogni forma di mondana concupiscenza.
Una vera battaglia
Rinunziare a queste cose è una vera battaglia, perché fanno parte della nostra natura nella carne. Però, sono contrarie alla nostra nuova natura spirituale in Cristo. Quindi, è un combattimento duro, che dobbiamo combattere con la forza di Dio in noi, come leggiamo in Colossesi 3:5:
“Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria;” (Col 3:5 LND)
Ciò che dobbiamo far morire è in noi, sono le nostre membra, la nostra carne. Quindi dobbiamo far morire o, come dice Paolo in Tito, “rinunziare” alla nostra carne. L’unico modo di avere vittorie in questa guerra è di combattere con perseveranza nella forza del Signore.
La grazia di Dio ci insegna a rinunziare alle concupiscenze mondane e all’empietà.
Stai rinunziando a queste cose?
Rinunciamo al male per vivere seguendo il bene
Quando Dio ci comanda di togliere un peccato dalla nostra vita, Egli ci spiega anche qual è il bene da mettere al suo posto. E così anche in questo brano, la grazia di Dio ci insegna che cosa dobbiamo mettere al posto dell’empietà e delle mondane concupiscenze o, come viene detto qui, ci insegna come vivere la nuova vita in Cristo.
Leggo ancora Tito 2:11-13. Notate come la grazia salvifica ci insegna a vivere ora.
“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tito 2:11-13 LND)
La grazia di Dio, nella salvezza, ci insegna a vivere nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza del ritorno di Gesù Cristo.
Consideriamo innanzitutto cosa significa vivere sobriamente, giustamente e piamente.
Vivere sobriamente (moderatamente)
La grazia salvifica di Dio ci insegna a vivere “sobriamente”, secondo la traduzione della Nuova Diodati. Nella Riveduta, troviamo la parola “temperatamente”, e nella NRV incontriamo il termine “moderatamente”.
La parola greca che qui viene tradotta con “sobriamente” è una parola che vuol dire letteralmente “con mente sana, sobriamente, moderatamente, discretamente”.
Questo termine descrive qualcuno che ha autocontrollo in ogni aspetto della vita. Questa persona tiene sotto controllo ogni desiderio e non esagera in alcun campo della sua vita. Non solo evita il peccato, ma vive moderatamente in tutto ciò che non è peccato.
Per vivere una vita simile è necessario avere autodisciplina, giorno per giorno, con lo scopo di fare tutto alla gloria di Dio.
Giustamente
Oltre a vivere moderatamente, il credente è chiamato a vivere giustamente. In questo brano, il termine “giustamente” riguarda principalmente il nostro rapporto con il nostro prossimo.
Vivere giustamente vuol dire, fra l’altro, essere giusti, onesti ed integri con tutte le persone intorno a noi, chiunque siano, e in ogni situazione. Questa qualità è molto rara nel mondo di oggi, ma la grazia di Dio ci insegna a vivere proprio così, perché ciò rispecchia la giustizia di Dio.
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Però, voglio avvertirvi. Vivere giustamente in un mondo corrotto e disonesto molto probabilmente vi porterà ad essere frodati e maltrattati. Quasi sicuramente. Se tu vivi giustamente, sarai molto probabilmente frodato. Qualcuno vedrà il tuo modo di vivere come una debolezza in tee sarà più furbo di te, perché tu non cercherai nemmeno di essere furbo, e perciò tu perderai! Gloria a Dio! Perderai quello che avrebbe soddisfatto la tua carne, perché avresti potuto essere più furbo di chi cerca di frodarti. Avresti potuto vincere qualcosa che però avresti poi perso per tutta l’eternità. Vincendo in quel modo avresti perso in ciò che invece avresti potuto conservare per tutta l’eternità!
Devi decidere quale tesoro vuoi: o uno che perderai sicuramente, o uno che durerà eternamente.
Se parliamo di camminare giustamente, c’è stato un uomo che ha cercato con tutto il cuore di camminare giustamente e che vi è riuscito. È riuscito a camminare giustamente in tutti i suoi rapporti. Poi è stato flagellato, bastonato, gli hanno sputato addosso e lo hanno perfino crocifisso. Lui aveva deciso di vivere giustamente, e vi è riuscito. E ha perso tutto! Ed io voglio seguire le sue orme, perché ha vinto tutto. Ha vinto tutto.
Vivere giustamente vuol dire non temere gli uomini, ma temere Dio. Significa non vivere in base a ciò che potrei perdere o avere ora, ma vivere alla luce di quello che avrò eternamente, per tutta l’eternità.
Quindi, vivere giustamente riguarda i nostri rapporti con gli altri.
Piamente (in modo santo)
La grazia di Dio ci insegna a vivere sobriamente per quanto riguarda noi stessi, giustamente per quanto riguarda i nostri rapporti con gli altri, e ci insegna a vivere piamente per quanto riguarda il nostro rapporto con Dio. Vivere piamente vuol dire vivere con riverenza verso Dio.
Vivere così va molto oltre il semplice fatto di evitare i peccati, vuol dire cercare di onorare Dio in ogni decisione, cercando sempre la sua volontà, e non la nostra preferenza, in ogni decisione.
Significa riconoscere che stiamo nella presenza di Dio in ogni momento, e perciò comportarci in modo da non offenderLo.
Quindi
Quindi, la grazia di Dio ci insegna a rinunziare a tutto quello che è peccato e a vivere moderatamente, con noi stessi, giustamente con gli altri e piamente con Dio.
v.13 Aspettando la beata speranza
Mentre viviamo così, dobbiamo aspettare il ritorno di Cristo. Leggiamo ancora il brano.
“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tito 2:11-13 LND)
La grazia di Dio ci insegna ad aspettare la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù.
Che cosa vuol dire aspettare? Questo è un verbo attivo, ossia vuol dire avere gli occhi e il cuore fissati su ciò che uno aspetta. Così si comporta, ad esempio, la moglie innamorata che aspetta il marito che deve tornare dalla guerra, così vivono i genitori che aspettano il figlio che è stato rapito e che ora sta per essere liberato, questo è l’atteggiamento della sposa che aspetta il giorno del suo matrimonio.
In quali situazioni aspettiamo qualcosa con un desiderio così ardente? Quando è che aspettiamo con un cuore simile?
Noi aspettiamo qualcosa con un cuore così solamente quando ciò che aspettiamo è il tesoro del nostro cuore!
Allora, aspettiamo in questo modo la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Gesù Cristo quando Gesù Cristo è il nostro tesoro!!
Tu, aspetti Gesù Cristo così? Gesù Cristo è il tuo tesoro?
come avere Gesù come tesoro
Spesso, non abbiamo Gesù come tesoro e perciò non lo aspettiamo così. Quando Gesù non è il nostro Tesoro è perché non abbiamo ancora capito quanto Egli è meraviglioso e glorioso e che solamente Gesù può soddisfare il nostro cuore.
Per avere Gesù come tesoro, dobbiamo impegnarci a conoscerLo di più. Cioè, Gesù è maestoso e glorioso e soddisferà il nostro cuore totalmente. Il problema è che spesso non Lo guardiamo, abbiamo gli occhi altrove. Dobbiamo guardare a Gesù, e impegnarci a conoscerLo. Allora, non potremo fare a meno di aspettare il suo ritorno con grande desiderio.
Quindi, se non hai un cuore che desidera il ritorno di Cristo è perché hai urgentemente bisogno di conoscere di più Gesù Cristo.
La beata speranza
Leggo ancora il v.13. Notate come viene descritto il ritorno di Cristo.
“aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tito 2:13 LND)
La speranza che abbiamo del ritorno di Cristo è una beata speranza, ed è legata all’apparizione della gloria di Gesù Cristo.
Questa speranza sarà pienamente soddisfatta con l’apparizione di Cristo Gesù! Notiamo poi che l’apparizione di Cristo sarà l’apparizione della sua GLORIA! Alla sua prima venuta, la gloria di Cristo era in gran parte nascosta al mondo. Invece, quando Cristo Gesù ritornerà, Egli ritornerà in una grandissima gloria, che sarà visibile ad ogni persona.
Notate poi come Cristo viene descritto.
“aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tito 2:13 LND)
In questo versetto, Gesù viene chiamato: “il grande Dio e Salvatore nostro, Cristo Gesù!” Nel greco, c’è solo un articolo davanti a “Dio e Salvatore”. Gesù Cristo è DIO. Egli è pienamente divino, Egli e il Padre sono UNO. Cristo Gesù è DIO incarnato. Gesù Cristo è anche Salvatore. Solo Dio stesso può salvarci dai nostri peccati.
Il nostro grande Dio e Salvatore sta per ritornare nel mondo, per giudicare il mondo e per salvare coloro che Lo aspettano di cuore, coloro che hanno ricevuto il perdono e sono stati giustificati per mezzo della fede nel suo sacrificio e nella sua risurrezione.
Chi ha questa speranza ha una beata speranza.
Tutte le speranze legate a questo mondo sono limitate nel tempo e nel loro valore. Le speranze del mondo deludono. Questo perché tutto ciò in cui speriamo sulla terra sarà perso per sempre, e non potrà mai veramente soddisfare la nostre anime;, questo vale anche per le cose buone che Dio ci dà, come il matrimonio, i figli, o altro. Per quanto siano benedizioni di Dio, esse non possono soddisfare il cuore. Possono farci vedere di più la grazia di Dio. Ma non sono sufficienti. Serve Cristo Gesù. Solo chi spera in Cristo non sarà mai deluso, solo chi spera in Cristo vedrà il suo cuore soddisfatto.
La beata speranza è così meravigliosa che sarà infinitamente più grande di ciò che possiamo immaginare ed essa durerà per tutta l’eternità.
L’opera di Cristo
Però, in realtà era impossibile per noi avere questa speranza perché i nostri peccati ci tenevano separati da questa speranza. Gesù Cristo ha fatto l’impossibile per provvederci la salvezza. Leggo il v.14.
“il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.” (Tito 2:14 LND)
Per poterci salvare dalla nostra condanna e darci una beata speranza, Cristo ha “dato se stesso” per noi. Per poterci salvare, Egli doveva pagare il prezzo più alto, doveva dare se stesso, e lo ha fatto “per noi”, per peccatori come noi! Che dono infinito!
Cristo ci ha riscattati “da ogni iniquità”. Prima della salvezza, eravamo schiavi del peccato. Ora, in Cristo, siamo stati liberati, non siamo più schiavi. Cristo ci ha riscattati da OGNI iniquità! Un vero credente deve abbandonare OGNI peccato, di ogni tipo. Cristo ha dato se stesso per purificarsi un popolo che gli appartenga. Cristo Gesù è il Santo Dio e vuole un popolo SANTO. Infatti, senza santità, nessuno vedrà Dio.
Zelanti nelle opere buone
Cristo ci ha riscattati da ogni iniquità affinché vivessimo una nuova vita. Questo versetto ci spiega per quale tipo di vita Egli ci ha salvati.
Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. (Tito 2:14 NRV)
Chi è stato riscattato appartiene a Cristo, e non appartiene più a se stesso. Nel mondo, si sente spesso dire “è la MIA vita, posso viverla come voglio io!” Invece, chi è in Cristo è stato acquistato a caro prezzo, e non appartiene più a se stesso. Chi è in Cristo è chiamato a vivere totalmente per Cristo Gesù.
Infatti, questo versetto spiega per quale tipo di vita Gesù ha salvato le persone. Leggo il v.14
Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. (Tito 2:14 NRV)
Ogni vero credente deve capire che appartiene a Gesù Cristo, e che è stato salvato per essere zelante nelle opere buone.
Che cosa vuol dire “zelante”? Essere zelanti significa avere una grande passione per qualcosa, essere molto ferventi. Quasi ogni persona è zelante in qualcosa. C’è chi è zelante nel divertimento. C’è chi è zelante nel cercare di possedere sempre più cose materiali o più soldi. C’è chi è zelante in qualche sport. C’è chi è zelante nel promuovere una causa in cui crede, come per esempio i verdi che vogliono salvaguardare l’ambiente. Tanti sono zelanti solamente nel vivere per loro stessi o per la propria famiglia. C’è anche chi è zelante nella musica o per i film. C’è chi è zelante nel passare del tempo in internet, o in qualche hobby. Si può essere zelanti in tanti campi.
E tu, per che cosa sei zelante?
Se tu sei salvato, sappi che Gesù Cristo ti ha salvato dalle tenebre, ti ha riscattato, affinché tu sia zelante nelle opere buone, opere che recano del bene agli altri e portano gloria a Dio.
L’unica vita che vale è una vita in cui si è zelanti per le opere buone, una vita in cui si vive per la gloria di Dio. Non sprecare la tua vita in qualcosa di nessun valore eterno, dedicati a vivere per la gloria di Dio, essendo zelante nelle opere buone.
conclusione
O cari fratelli e amici: la cosa più grande di tutta la vita è la grazia salvifica di Dio. Chi ha veramente creduto in Cristo Gesù è ricolmo della grazia di Dio. O che possiamo riconoscere di più la grandezza della grazia salvifica di Dio nella nostra vita! Essa è più grande di qualsiasi altra benedizione in questa vita.
Questa grazia non solo ci salva, ma ci insegna anche come vivere. Innanzitutto, ci insegna a rinunziare all’empietà, cioè a tutto quello che è contrario ad una vita di riverenza verso Dio. Inoltre, ci insegna a rinunziare alle mondane concupiscenze, tra cui la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, e l’orgoglio della vita.
Al posto del male, questa grazia ci insegna a vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e piamente.
Ovvero, con autocontrollo in ogni sfera della vita, comportandoci con giustizia in ogni rapporto con gli altri, e vivendo con vera riverenza verso Dio in ogni campo della nostra vita.
Questo vale per noi che abbiamo già ricevuto la grazia salvifica di Dio.
È se tu non hai ancora ricevuto la grazia salvifica di Dio, sappi che questa grazia è per tutti gli uomini, è per il peggior peccatore che esista, è una grazia salvifica, che può salvare anche te.
Questa grazia può salvare chiunque e può salvare anche te perché Gesù Cristo ha dato se stesso come prezzo di riscatto.
Quindi, se finora non hai accolto la grazia salvifica di Dio, sappi che sei sotto giudizio, sappi che dopo la morte c’è il giudizio e guarda a Gesù come all’unico Salvatore. Poni la tua fede in Lui e conoscerai anche tu la meravigliosa grazia salvifica di Dio in Cristo Gesù.
O che ognuno di noi possa veramente aspettare la beata speranza e l’apparizione del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. Amen!