Leggiamo insieme Filippesi 4:8,9.

8 Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. 9 Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi. (Filippesi 4:8-9)

Consideriamo il versetto 8, che è un insegnamento molto importante. Se cambiamo l’ordine grammaticale, diventa più facile capire. Ascoltiamo:

Pensate a tutte le cose vere, a tutte le cose onorevoli, a tutte le cose giuste, ecc. Il verbo in questo versetto è: “pensate”. Questo verbo è un imperativo, ovvero, un comandamento da Dio. Non è un suggerimento. Questo è un ordine del nostro Padre celeste. Come un buon padre terreno darebbe un ordine al figlio per proteggerlo dal male, questo è un ordine dal nostro Padre.

Quindi, tutto ciò che questo versetto insegna è essenziale nella vita cristiana.

La frase greca qui tradotto come “siano oggetto dei vostri pensieri” è composta da due parole: tauta logizesthe. Tauta vuol dire “queste cose”. Logizesthe è la seconda persona plurale, imperativa, del verbo logizomai. Questo verbo viene tradotto nel NT come: ragionare, ritenere, mettere in conto, considerare, addebitare, e anche pensare. Quindi, una traduzione diretta sarebbe: “pensate a queste cose.”

Il senso di questo verbo va oltre al rivolgere semplicemente qualche pensiero. Questo comandamento, anzi, vuol dire meditare diligentemente su queste cose, e considerarle attentamente. Ci chiama a riempire i nostri pensieri di queste cose. Infatti, i comandamenti di Dio non sono da seguire solo qualche volta, ma con tutto il nostro cuore. Quindi, quando Dio ci comanda di pensare e considerare, ovvero meditare, sulle cose in questo versetto, dovremmo fare diventare queste cose il centro dei nostri pensieri, ora dopo ora, giorno dopo giorno.

Ora, consideriamo queste cose che dovrebbero riempire i nostri pensieri. Questo elenco non solo ci aiuta a capire a cosa dovremmo pensare, ma ci aiuta anche a capire a cosa NON dovremmo pensare. In altre parole, dovremmo riempire i nostri pensieri con le cose elencate in quest’elenco, ed evitare le cose contrarie a queste cose.
le cose vere

La prima cosa che dovrebbe riempire i nostri pensieri, sono le cose vere. Cari, nel mondo d’oggi, molto di ciò che si pensa non è vero. Il mondo è pieno di tante menzogne, e di promesse vuote. Per esempio, il mondo insegna che la bellezza, il sesso, il divertimento, e le cose materiali possono soddisfare. Questa è una menzogna. Queste cose possono dare una soddisfazione superficiale, ma non possono mai soddisfare il cuore. Perciò, per pensare alle cose vere, bisogna riconoscere che molte delle cose a cui pensa il mondo sono false.

Pensare alle cose vere vuol dire pensare alle cose come Dio le ha annunciate. Ad esempio, nel mondo, si crede che le conseguenze delle proprie azioni non dureranno per sempre. Ci si illude di poter poi trovare qualche modo di evitare le conseguenze delle scelte sbagliate. Perciò, credendo questo, si arriva a credere che non esista il giudizio severo di Dio.

Infatti, questa è stata la prima menzogna che Satana ha detto all’uomo. Dio aveva annunciato che se l’uomo avesse mangiato il frutto proibito, avrebbe subito la morte. Invece il serpente, tentando Eva, le disse che non era vero, che non sarebbe morta. Ma egli mentiva, e così fu introdotta la morte in Adamo ed Eva.

La verità è che le conseguenze esistono. Se scegliamo di peccare, perderemo delle benedizioni.

Tutto ciò che Dio dichiara è verità. Perciò, pensare alle cose vere vuol dire pensare alle verità di Dio che troviamo nella Parola di Dio. Dovremmo impegnarci a pensare specificamente e spesso alle verità di Dio. Dovremmo pensare spesso agli attributi di Dio. Dovremmo pensare alle meravigliose promesse di Dio.

In Efesini 1, Paolo prega per i credenti, affinché Dio apra i loro occhi per conoscere delle verità importanti. Conoscerle avrebbe permesso loro di pensare e considerare queste verità. Ascoltiamo la preghiera, perché anche noi abbiamo bisogno di conoscere queste verità, e di pensare ad esse.

16 non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, 17 affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; 18 egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, 19 e qual è verso di noi, che crediamo, l’immensità della sua potenza. (Efesini 1:16-19)

Mentre stiamo parlando delle cose vere, dobbiamo porci una domanda importante. Se dobbiamo pensare alle cose vere, allora, è giusto è sbagliato pensare molto ai nostri problemi?

Se riflettiamo attentamente, sebbene sia vero che abbiamo certi problemi, il modo in cui noi pensiamo ai nostri problemi spesso NON è vero. Per esempio, se fisso i miei pensieri su un problema, ma non tengo a mente che Dio è con me e che Egli ha permesso questo problema e che Egli mi darà la grazia di superare questa prova, allora, non sto pensando in modo onesto. Non sto pensando alle cose vere. Anche se ciò che sto pensando del problema è vero in sé, non sto pensando alle cose vere, perché escludo delle verità fondamentali.

Perciò, pensare alle cose vere vuol dire pensare alle cose che Dio ci rivela nella sua Parola. In ogni situazione, dovremmo meditare sulle verità della Parola di Dio che hanno a che fare con la nostra situazione attuale. O fratelli, riempiamo i nostri pensieri con le cose vere. Rifiutiamo di accettare le menzogne del mondo nei nostri pensieri.
le cose onorevoli

Dalle cose vere, Paolo passa alle cose onorevoli. Dovremmo pensare alle cose onorevoli. Qui posso dirvi che nel mondo d’oggi, molte delle cose cui si pensa non sono onorevoli.

La parola che qui viene tradotta come “onorevole” viene tradotta in altri brani come “dignitoso”. Ad esempio, ascoltiamo tre versetti in Timoteo e Tito che usano la stessa parola.

Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi d’illeciti guadagni; (1 Timoteo 3:8)

Allo stesso modo siano le donne dignitose, non maldicenti, sobrie, fedeli in ogni cosa. (1 Timoteo 3:11)

i vecchi siano sobri, dignitosi, assennati, sani nella fede, nell’amore, nella pazienza; (Tito 2:2)

Questa parola greca, che che viene tradotta o come “dignitoso” o come “onorevole”, viene da una parola che vuol dire adorazione, avere riverenza. Allora, qui si tratta delle cose dignitose, le cose che meritano onore, le cose a cui possiamo pensare con riverenza.

Per capire meglio queste cose, consideriamo quello che sarebbe l’opposto. Il contrario delle cose dignitose e onorevoli è qualunque cose che non merita onore. Allora, per esempio, le cose sciocche e superficiali non meritano onore. Un parlare scherzoso, un parlare stupido e senza vero senso, non è assolutamente dignitoso e onorevole, e non dovrebbe far parte del nostro pensare e del nostro parlare.

Per esempio, leggiamo in Efesini 5:3,4

3 Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; 4 né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento.

Questo versetto ci insegna a non usare parole sciocche, cioè, senza senso, parole stupide, che non servono.

Ascoltiamo Gesù in Matteo 12:36

Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; (Matteo 12:36)

In questo versetto, Gesù dichiara che gli uomini saranno giudicati per ogni parola oziosa che avranno detto. La parola “oziosa” vuol dire qualcosa che non serve a qualcosa di utile. In altre parole, agli occhi di Dio, il nostro parlare, come il nostro pensare, dovrebbe servire, cioè, dovrebbe sempre essere mirato verso qualcosa di utile. Perciò, parlare con discorsi stupidi e vani è un grave peccato. Chiaramente, il nostro parlare rispecchia il nostro pensare.

Oggi, il mondo è pieno di un parlare sciocco e insensato. Basta accendere la radio o la tivù. Basta ascoltare tanti discorsi fra amici. Questo è sbagliato. È un peccato.

Pensare alle cose onorevoli vuol dire NON pensare alle cose disonorevoli. Non dovremmo pensare o parlare di cose che NON meritano onore. Questo include ogni tipo di peccato. Non dovremmo meditare e pensare al peccato.

Chi pensa alle cose onorevoli pensa alle cose che onorano Dio. Ha come desiderio rispecchiare sempre la dignità di Dio, per portare onore a Lui. Non cerca né di pensare né di parlare delle cose sciocche. Non usa parole oziose, cioè, inutili.

Chi vive così, non parlerà come parla il mondo. Non penserà come pensa il mondo.

Mi fermo qui per un momento per riflettere sul perché di questo comandamento. Perché dovremmo pensare sempre alle cose dignitose? Perché siamo chiamati a rispecchiare Dio. Dio è pieno di dignità. Perciò, anche noi dovremmo essere così. Pensare alle cose onorevoli ci aiuta a conoscere di più Dio.

Quindi, pensiamo e meditiamo sulle cose dignitose, in altre parole, onorevoli.
le cose giuste

Poi arriviamo al comandamento di pensare alle cose giuste. Se pensiamo alla giustizia, la prima verità che viene in mente è che eravamo condannati, colpevoli. Dio ha mandato Gesù Cristo per prendere il nostro peccato. Egli è diventato la nostra giustizia. Siamo stati giustificati in Cristo.

Quali sono le cose giuste? Tutte le opere di Dio sono giuste. Le cose giuste sono tutte le cose che sono conformi alla giustizia di Dio. Invece, molto spesso gli uomini compiono opere non giuste, opere malvagie.

Perciò, quando un marito onora sua moglie, questa è una cosa giusta. Quando una moglie rispetta suo marito ed è sottomessa a lui, è una cosa giusta. Quando c’impegniamo a curare coloro che sono senza famiglia, è una cosa giusta. Quando c’impegniamo a proclamare la verità di Dio agli altri, è una cosa giusta. Questi sono esempi di cose giuste. Siamo chiamati a pensare alle cose giuste. Quindi, dovremmo pensare alle qualità di Dio, alle opere di Dio, e ai comandamenti di Dio per noi. Queste sono cose giuste.
le cose pure

Oltre alle cose vere, alle cose onorevoli e alle cose giuste, Dio ci comanda di pensare alle cose pure. La parola usata qui per “puro” proviene dalla stessa radice della parola che vuol dire “santo”. Vuol dire senza macchia, senza impurità. Indica le cose che non sono macchiate dal peccato.

Tristemente, nel mondo d’oggi, moltissimo di quello che è considerato normale è contaminato dal peccato. Il modo di vestirsi, il modo di parlare, il modo di comportarsi, il modo di scherzare, il modo di agire negli affari, è quasi tutto macchiato dal peccato.

Noi siamo chiamati da Dio non solo a non vivere così, ma anche a non pensare così. Invece, ci viene comandato di pensare alle cose pure, alle cose che sono senza la macchia del peccato.

Chiaramente, visto che il mondo è veramente impuro, riempire i nostri pensieri, o chiaramente, anche le nostre parole, con le cose pure, vuol dire pensare molto diversamente dal mondo. Vuol dire parlare molto diversamente dal mondo. Vuol dire giocare molto diversamente dal mondo. Spesso, vuol dire vestirsi molto diversamente dal mondo. Vuol dire agire diversamente dal mondo.

Non è facile essere diversi dagli altri. Però, dobbiamo ricordare che noi abbiamo il privilegio di appartenere a Dio.
le cose amabili

Seguendo l’elenco, arriviamo alle cose amabili. Dio ci comanda di pensare alle cose amabili. La parola tradotta qui come “amabile” vuol dire qualcosa di prezioso.

Nel mondo, tante cose considerate preziose non sono veramente preziose. Sappiamo che quando Dio ci insegna qualcosa, Egli intende sempre qualcosa che è veramente tale. Perciò, quando Dio ci insegna a pensare alle cose amabili, Egli intende amabili secondo il suo metro. Quelle sono le cose preziose agli occhi di Dio, alle quali dovremmo pensare.
le cose di buona fama

Dovremmo anche pensare alle cose di buona fama. Questo termine vuol dire cose di cui si parla bene. Però, è importante capire che s’intende cose che meritano davvero la buona fama di cui godono. Chiaramente, anche qui, Dio intende quelle cose che sono di buona fama secondo il metro di Dio. Quali cose sono di buona fama? Sono le cose che sono conformi alla pietà. Sono le cose per le quali ciascuno riceverà approvazione da Dio nel giorno del giudizio. Sono le cose che portano gloria a Dio adesso. Queste sono le cose di buona fama. Queste sono le cose a cui dovremmo pensare.
le cose in cui c’è qualche virtù

Sotto la guida di Dio, Paolo continua il suo elenco. Oltre alle altre cose, dovremmo pensare alle cose in cui c’è qualche virtù. La parola “virtù” indica quelle cose che hanno eccellenza morale, che meritano onore. Dovremmo riempire i nostri pensieri di cose che hanno vera virtù, in altre parole, vero valore ed eccellenza morale, secondo il metro di Dio.

Chiaramente, dato che Dio ci comanda di pensare alle cose che hanno qualche virtù, ciò esclude molte delle cose che riempiono i pensieri delle persone intorno a noi. Il mondo è pieno di cose che anziché avere eccellenza morale, sono peccaminose. Non solo c’è l’assenza di virtù, ma c’è perfino il peccato in molto di ciò che ci circonda. Dobbiamo evitare di pensare a queste cose, e invece, riempire i nostri pensieri con le cose che hanno vera virtù.
le cose in cui c’è qualche lode

Paolo conclude quest’elenco con il comandamento di Dio di pensare alle cose in cui c’è qualche lode. Questa parola vuol dire approvazione. Chiaramente, per approvazione si intende l’approvazione di Dio.

Dio approva l’uomo che cammina per fede. Dio non richiede grandi opere. Dio chiede dall’uomo che l’uomo sia fedele. Sarà Dio a scegliere un incarico o piccolo o grande per l’uomo. Quando un uomo è fedele nel compiere quello che Dio vuole, allora, quello è qualcosa in cui c’è lode.

Quando abbiamo le virtù che Dio comanda, allora, questo è qualcosa in cui c’è qualche lode. Perciò, pensare alle cose in cui c’è qualche virtù vuol dire notare e pensare alle cose intorno a noi che danno piacere a Dio, alle cose che sono conformi alla Sua volontà.
Dio sarà con voi

Abbiamo visto un elenco delle cose a cui siamo chiamati a pensare. Queste cose dovrebbero essere l’oggetto dei nostri pensieri giorno per giorno. Pur essendo un elenco di cose diverse, in realtà, sono tutte correlate. Cioè, questo elenco descrive le stesse cose i tanti modi diversi. Noi siamo chiamati a riempire i nostri pensieri di queste cose. Vivere così richiede impegno. Non accade naturalmente. Per vivere così, dobbiamo considerare attentamente la nostra vita, e riconoscere quelle situazioni che ci portano a pensare alle cose sbagliate, oppure, che ci ostacolano dal pensare alle cose giuste. Chiaramente, per riempire i nostri pensieri con le cose giuste, dobbiamo leggere e studiare fedelmente la Parola di Dio. Ci serve anche tempo in comunione con altri credenti, tempo in cui parliamo delle cose di Dio. Riempire i nostri pensieri con queste cose non è facoltativo. È l’unico modo di restare vicini a Dio e godere le benedizioni del Signore.

Per concludere questo brano, ascoltiamo il v.9.

Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi. (Filippesi 4:9)

Dio ci comanda, tramite Paolo, di imitare Paolo. Abbiamo già visto in Filippesi 3:17 che siamo chiamati a imitare quei credenti che camminano bene. Quindi, oltre ad ascoltare e seguire l’insegnamento biblico, dovremmo osservare e seguire l’esempio di coloro che camminano bene.

Come dichiara Paolo: tutte queste cose, che avete imparato e ricevute e udite da lui e viste in lui, fatele. Dovremmo non solo pensare nel modo giusto, ma vivere nel modo giusto.

Quando viviamo così, qual è il risultato? “e il Dio della pace sarà con voi!”

Quando camminiamo per fede, seguendo gli insegnamenti di Dio, Dio stesso, il Dio della Pace, sarà con noi! Dio sarà con noi. Non dobbiamo aspettare di andare in cielo per avere Dio con noi. Fratelli, non esiste benedizione più grande di questa. Viviamo come Dio c’insegna, riempiamo i nostri pensieri con le cose vere e giuste e degne di lode, affinché possiamo avere la gioia di avere il Dio della pace con noi.

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