Adel Smith, un convertito all’Islam, cittadino italiano di padre scozzese, dirige a Ofena (L’Aquila) un’associazione islamica, che è insieme partito politico, denominata Unione dei Musulmani d’Italia (e da non confondere con l’Unione Musulmani in Italia dell’imām torinese Abdulaziz Khounati, peraltro nata dopo l’iniziativa di Smith). Smith è regolarmente attaccato, su Internet e altrove, come esponente di una di quelle associazioni microscopiche che riescono a ingannare giornalisti confusi dai nomi apparentemente “ufficiali” delle loro organizzazioni. Secondo il giornalista Magdi Allam l’Unione dei Musulmani d’Italia, che vanta cinquemila membri, ne ha più probabilmente due – Smith e il suo fidato collaboratore Abdul Haqq Massimo Zucchi – più “una decina di simpatizzanti albanesi” (Magdi Allam, Bin Laden in Italia. Viaggio nell’islam radicale, Mondadori, Milano 2002, p. 124).

Quanto ai cinquemila membri vantati da Smith, avrebbero sottoscritto “deleghe” riferite esclusivamente a una petizione per la “copertura” di un affresco in San Petronio a Bologna ispirato alla Divina Commedia e che rappresenta il profeta Muhammad all’Inferno, da non confondersi con adesioni formali all’UMI. Anche alcuni imām che si erano mostrati inizialmente interessati all’iniziativa di Smith di un “partito islamico”, come l’imām Bouriqi Bouchta di Torino, avrebbero in seguito preso le distanze.

Comunque sia, il concetto di “membro” di un’organizzazione religiosa (o, in questo caso, politico-religiosa) non è certo oggetto di definizioni unanimi, e anche per l’UMI la stima varierà a seconda che si considerino solo i veri e propri iscritti o anche una cerchia di simpatizzanti. Smith si è infatti reso molto noto nel mondo mediatico italiano, già per la sua partecipazione il 5 novembre 2001 alla trasmissione televisiva Porta a porta, dove definì tra l’altro il crocifisso cattolico “un cadavere in miniatura”, quindi per iniziative legali contro l’esposizione del crocifisso in luoghi pubblici italiani, e per la pubblicazione di opere piuttosto virulente dove attacca in particolare il cattolicesimo e la defunta giornalista Oriana Fallaci (1929-2006) Smith e la sua organizzazione continuano così ad avere un’esposizione mediatica in Italia senz’altro maggiore sia di quanto sarebbe giustificato dalle loro dimensioni quantitative, sia di quella di cui godono organizzazioni islamiche certamente più rappresentative.