Efesini 3:14-21, parte 1

14 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15 dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, 16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.” (Efesini 3:14-21 LND)

Per capire meglio questa preghiera di Paolo, vorrei dividerla in quattro parti. Questa non è una divisione rigida, ma può aiutarci a capire meglio gli aspetti principali di quello che troviamo scritto in questi versi.

Prima di tutto, nei versetti 14 e 15, vediamo nelle parole di Paolo qualche base importante per la preghiera.

Secondo, nella prima parte di versetto 16, Paolo menziona la fonte dalla quale Dio risponde alle nostre preghiere.

Terzo, dal versetto 16 al 19, abbiamo le cinque richieste di Paolo per i credenti.

Quarto, nei versetti 20 e 21, Paolo conclude la sua preghiera dando gloria a Dio.

Dio volendo, oggi, vogliamo considerare le prime due parti di questo brano e poi, la prossima volta, Dio volendo, guarderemo le ultime due parti.

— 1) Basi importanti per la preghiera

Perciò, tenendo a mente lo schema dianzi proposto, iniziamo considerando i versetti 14,15, in cui troviamo alcune basi importanti per la preghiera. Leggo ancora questi versetti:

“14 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15 dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, (Efesini 3:14-15 LND).

Paolo inizia ripetendo le parole “per questa ragione”, le stesse parole che aveva scritto anche all’ inizio del capitolo 3. Sembra che, probabilmente, Paolo stava per iniziare questo discorso all’inizio di tale capitolo;, poi si è interrotto per portare avanti il discorso che troviamo nei primi 13 versetti e, infine, è tornato, al discorso che stava per iniziare proprio nei versi che stiamo ora considerando.

Se è così, allora la ragione per cui Paolo prega queste cose è alla luce delle verità che abbiamo trovato nei capitoli uno e due, cioè la salvezza per pura grazia, ovvero dell’opera di Dio, per amore, di vivificarci quando eravamo peccatori, figli d’ira, senza speranza e senza Dio e farci diventare figli amati, destinati a passare l’eternità nella Sua presenza.

L’immensità di questa salvezza, un’immensità che non riusciamo a comprendere appieno, ci mostra qualcosa dell’infinito amore di Dio per noi. Dio ci ha salvati per amore, come leggiamo in Efesini 1:4 e 2:4:

“allorché in lui (In Cristo) ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore,” (Efesini 1:4)

La salvezza ci porterà a passare tutta l’eternità nella presenza di Dio, nell’amore, cioè rivestiti dell’amore infinito di Dio.

Poi, in Efesini 2:4, leggiamo del motivo per cui Dio ci ha vivificati:

“4 Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia),” (Efesini 2:4-5)

Dio ci ha vivificati per il Suo grande amore con il quale ci ha amati. La salvezza non è dovuta a nulla che si trova in noi, ma al grande amore di Dio.

Quindi, per questa ragione, alla luce della salvezza che è un’opera divina che Dio ha compiuto per il Suo grande amore, affinché possiamo comprendere di più di questo amore divino, Paolo fa la preghiera che stiamo considerando.

Allora, prima di arrivare al contenuto di questa preghiera, notiamo brevemente qualche base della preghiera di Paolo che ci aiuta a capire meglio come dobbiamo pregare noi.

L’umiltà di Paolo

Prima di tutto, notiamo l’umiltà di Paolo nella sua preghiera. Leggo ancora il v.14:

“Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo,” (Efesini 3:14)

Paolo piegava le sue ginocchia davanti al Padre nella preghiera. Più che essere questa solamente una posizione fisica, poiché la Bibbia parla di varie posizioni da usare quando preghiamo, questa frase descrive una predisposizione interiore di Paolo e rappresenta l’avvicinarsi a Dio con grande umiltà.

L’unico modo di avvicinarci a Dio è con umiltà. Senza l’umiltà, nessuno arriverà mai nella presenza di Dio.

Quando consideriamo l’assoluta santità di Dio e il nostro peccato, è chiaro che non meritiamo nulla di buono da Lui, piuttosto meritiamo il male. Perciò, l’unico modo di avvicinarci a Dio nella preghiera è con umiltà, come fa Paolo in questa circostanza. Non possiamo pretendere nulla da Dio, possiamo solo chiedere misericordia e grazia. E perciò dobbiamo pregare con umiltà.

Pregare Dio Padre

Notiamo poi a CHI prega: Paolo prega a Dio Padre. Come pratica, non prega a Cristo, né allo Spirito Santo, ma al Padre. Gesù ci comanda di pregare così. Per esempio, quando a Gesù fu chiesto dai discepoli di insegnargli a pregare, Egli ha dato loro quello che noi chiamiamo il Padre Nostro, in cui si prega al Padre.

Nel Vangelo di Giovanni, 14,15, e 16, Gesù insegna molto sulla preghiera e parla del fatto di pregare al Padre.

Poi, nelle varie preghiere che troviamo nel Nuovo Testamento, volta dopo volta vediamo chi si prega al Padre, ma è sempre per mezzo di Gesù Cristo, che è il nostro unico Mediatore.

Pregare per mezzo di Gesù Cristo

Infatti, in questa occasione Paolo usa la frase “al Padre del Signore nostro Gesù Cristo”, mostrando che Gesù Cristo è la via per la quale arriviamo al Padre. Gesù Cristo è il nostro Signore ed è questo che ci dà il diritto di pregare direttamente al Padre, per mezzo di Gesù Cristo.

Gesù è il nostro Signore, il nostro Sovrano. Solo per mezzo di Lui abbiamo accesso al Padre. Usiamo sempre questa unica via.

Dal quale ogni famiglia prende nome

Continuando, Paolo menziona il fatto che ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende il nome da Dio. Leggo il v.15:

“dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra,” (Efesini 3:15 LND).

La parola qui tradotta come “famiglia” è “patria” in Greco e vuol dire patria, nazione, tribù o tutti coloro che hanno lo stesso antenato. Le parole “dal quale” possono riferirsi ugualmente al Padre o al Signore Gesù Cristo.

Visto poi che Paolo parla di ogni famiglia nei cieli e sulla terra, comprendiamo che il termine “Ogni famiglia” non indica ogni famiglia umana nel senso di tutti gli esseri umani, perché non tutti gli uomini hanno Dio come Padre o prendono nome da Dio. Piuttosto, le parole “ogni famiglia nei cieli e sulla terra” descrivono l’insieme di tutti i veri credenti e potrebbero includere anche gli angeli eletti che servono Dio. Tutti quelli inclusi sotto questa denominazione prendono il loro nome da Dio in quanto fanno parte del Suo popolo.

Quando Paolo dichiara che ogni famiglia prende il nome da Dio, non vuol dire in sé che esse ricevono da Lui il nome, ma questa espressione fa riferimento alla loro origine. Qui Paolo sta parlando degli uomini eletti e tutti, Giudei o Greci che siano, fanno parte della famiglia di Dio per mezzo di Cristo. Esiste una famiglia sola, in Cristo. I salvati in cielo e i salvati che sono ancora sulla terra, tutti insieme fanno parte di questa unica famiglia. E tutto ciò sempre e solo per mezzo di Cristo, come abbiamo detto e studiato in Efesini 2:17-19 che vi leggo:

“17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. 19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio,” (Efesini 2:17-19 LND).

Perciò Paolo inizia questa preghiera ricordandoci dell’immenso privilegio che abbiamo, in Cristo, di appartenere alla famiglia eterna di Dio.

E quindi, anche noi, quando preghiamo, dobbiamo pregare umilmente Dio, accettando la Sua volontà. Dobbiamo pregare, il Padre per mezzo di Gesù Cristo.

— 2) La fonte: le ricchezze della Sua gloria

Passiamo ora a quello che potremmo chiamare, in base alla suddivisione inizialmente effettuata, la seconda parte di questo brano, in cui Paolo menziona la fonte dalla quale Dio risponde alle nostre preghiere.

Infatti, come dovremmo fare noi molto più spesso, prima di fare la sua richiesta, Paolo si ferma per menzionare la fonte inesauribile da cui Dio risponde alle preghiere, le ricchezze della Sua gloria.

Ricordate che viviamo per fede. Il vacillare della nostra fede ci porta del male, o perché ci fa avere dubbi, o perché ci fa vacillare a nostra volta, o perché ci porta a peccare. Perciò è importante che la nostra fede diventi sempre più profonda e forte.

Come possiamo avere una fede sempre più forte? Per avere sempre più fede, dobbiamo conoscere Dio sempre di più. Dobbiamo ricordare e meditare sulla fonte inesauribile da cui Dio risponde alla preghiera. Quando facciamo così, daremo gloria a Dio e fortificheremo la nostra fede. Leggo la prima parte del v.16:

“perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria,… “(Efesini 2:16 LND).

Tutto quello che Paolo chiede a Dio, qui ed in ogni sua preghiera, lo chiede secondo le ricchezze della gloria di Dio stesso. Paolo prega che Dio risponderà secondo le ricchezze della Sua gloria.

Adesso allora dobbiamo fermarci per considerare quali sono le ricchezze della gloria di Dio.

O che Dio ci aiuti a comprendere di più dell’infinita immensità delle ricchezze della Sua gloria!

Consideriamo per prima la parola “ricchezze”. Paolo ha già usato questa parola quattro volte in questa epistola. Guardiamole perché ci possono aiutare a comprendere meglio il senso della ricchezza di Dio.

In Efesini 1:7, leggiamo delle ricchezze della grazia di Dio:

“7 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, ” (Efesini 1:7).

Il nostro perdono è fondato sulle ricchezze della grazia di Dio, una ricchezza infinita ed è perciò un perdono completo ed eterno. È per questo che leggiamo, in Romani 8, che non c’è più condanna per coloro che sono in Cristo Gesù.

Poi, in Efesini 1:18, Paolo sta pregando che Dio ci faccia comprendere delle verità incredibili e prega che Dio:

“illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi,” (Efesini 1:18 LND).

Quanto grandi sono le ricchezze della gloria della Sua eredità tra i santi? Ci vorrà tutta l’eternità per sondare le profondità di quelle ricchezze. Serve un’opera divina per farci comprendere quelle ricchezze!

Passando a Efesini 2:7, Paolo menziona ancora le eccellenti ricchezze della grazia di Dio verso di noi, tutte in Cristo Gesù. Leggo:

“per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia con benignità verso di noi in Cristo Gesù.” (Efesini 2:7 LND).

La nostra salvezza servirà per mostrare, per tutta l’eternità, le eccellenti ricchezze della grazia di Dio. Esse sono così immense che ci vorrà tutta l’eternità per mostrarle.

Infine, in Efesini 3:8, Paolo descrive il suo ministero, cioè quello di annunciare le imperscrutabili ricchezze di Cristo a noi Gentili. Le ricchezze di Dio in Cristo sono imperscrutabili, sono ben oltre quello che l’uomo può comprendere. Leggo quel versetto:

“A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo,” (Efesini 3:8 LND).

Allora, tornando alla preghiera di Paolo nel nostro brano, quello che egli chiede per noi è che Dio ci fortifichi con potenza secondo le ricchezze della Sua gloria. È questa una fonte inesauribile in quanto, nonostante che Dio dà e dà e dà ancora, Egli non ha mai meno da dare perché dà secondo le ricchezze della Sua infinita gloria eterna.

O carissimi, il fatto che Dio risponde alle preghiera secondo le ricchezze della Sua gloria vuol dire che non dobbiamo mai preoccuparci pensando che Dio potrebbe non rispondere ad una qualche preghiera. Dio risponde alle nostre preghiere e si prende cura di noi in base alle ricchezze della Sua infinita gloria. Perciò Dio non sarà mai limitato in quello che può fare per noi. Nulla è impossibile per Dio, nulla è difficile per Dio.

Paolo parla di questa fonte infinita in Filippesi 4:19, in una dichiarazione che egli fa per i credenti di quella Chiesa. Leggo quel versetto:

… “Ora il mio Dio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19 LND).

Le ricchezze della gloria di Dio sono infinite, perciò è impossibile che Egli verrà mai meno nell’ essere capace di rispondere alle nostre preghiere. Certamente Dio non sempre risponde così come noi chiediamo perché Egli conosce sempre la risposta perfetta al momento perfetto. Però Dio è sempre capace di fare tutto e risponderà ad ogni preghiera fatta secondo la Sua perfetta volontà. La gloria di Dio è infinita, perciò Egli può rispondere abbondantemente ad ogni nostra preghiera e lo farà di certo, provvedendo a tutto ciò che serve per completare la Sua opera eterna in noi.

Ecco perché in Romani 8:32 leggiamo:

“Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:32).

Nulla può ostacolare Dio dal darci ogni benedizione perché Egli ci dona ogni cosa secondo le ricchezze della Sua gloria.

Quanto è importante che ricordiamo sempre questa verità. Alla luce di questo, posso dire a te, o credente, che Dio completerà la Sua opera in te, nonostante le tue debolezze, nonostante le lotte, nonostante il nemico. Tu arriverai nella presenza di Dio senza macchia, irreprensibile, per passare l’eternità nel Suo amore, perché sarà Dio a completare la Sua opera, operando in base alle ricchezze della Sua gloria.

E tu, non credente, tu che cerchi Dio ma a te sembra impossibile arrivare a Lui perché riconosci che sei troppo debole, troppo peccatore: smetti di guardare a te stesso perché nessuno arriva alla salvezza guardando a se stesso. Nessuno arriva alla salvezza per mezzo della ricchezza dal proprio impegno o della propria sincerità o della propria forza.

Non guardare a te stesso, tu sei spiritualmente povero, anzi, morto, non hai alcuna ricchezza da cui trarre ciò che serve per arrivare alla salvezza.

Piuttosto guarda a Cristo, guarda alla ricchezza della Sua grazia e della Sua gloria e allora conoscerai la ricchezza della gloria di Dio per te stesso, nel perdono e nella nuova vita in Cristo.

Perciò, quello che Paolo chiede, una richiesta immensa, lo chiede con fede perché chiede che Dio ci dia queste cose secondo le ricchezze della Sua gloria, la quale rappresenta una fonte inesauribile!

Conclusione

A questo punto abbiamo visto la base della preghiera di Paolo e dobbiamo tenerla sempre presente perché essa dovrebbe essere anche la base di ogni nostra preghiera.

Ricordiamo che dobbiamo pregare con umiltà, mai pretendendo quello che vogliamo noi, mai credendo di aver meritato qualcosa da Dio, ma sempre con grande umiltà, sapendo che ogni buon dono è tutto per grazia. Perciò preghiamo sempre con umiltà.

Preghiamo sempre il Padre perché questa è la volontà di Dio che Egli ci insegna chiaramente nella Bibbia.

Ricordiamo che abbiamo accesso al Padre solamente per mezzo di Gesù Cristo, il nostro Signore. Egli è il nostro sommo sacerdote ed è per mezzo di Lui che abbiamo libero accesso al trono della grazia. Gesù Cristo è l’unico Mediatore fra Dio e gli uomini. Questo è il significato di pregare nel nome di Gesù Cristo. Non è una semplice formula, piuttosto è la realtà di come possiamo arrivare a Dio nella preghiera. Arriviamo a Dio Padre nella salvezza per mezzo di Cristo Gesù e arriviamo al Padre nella preghiera per mezzo di Cristo Gesù.

Ricordiamo inoltre che, come credenti, facciamo parte della famiglia di Dio, un’unica famiglia in cielo e in terra, composta da tutti coloro nati da Dio. Siamo tanti individui che facciamo parte del popolo di Dio.

Infine ricordiamo che ogni risposta da Dio viene dalle ricchezze della Sua infinita gloria.

Quanto è capace Dio a rispondere? Dio può rispondere quanto è glorioso. Dio è infinitamente ed eternamente glorioso, Dio solo è glorioso, la Sua gloria riempe l’universo.

Perciò Dio può fare tutto, può rispondere a qualsiasi preghiera e risponderà a qualsiasi preghiera fatta secondo la Sua volontà perché risponde secondo le ricchezze infinite della Sua gloria eterna.

Perciò preghiamo con fede, sicuri che Dio è ben capace di fare tutto.

Con questa base siamo pronti a considerare le incredibili richieste che Paolo fa a Dio per i credenti nel prossimi versetti. Dio volendo, faremo questo nel prossimo sermone. Sono verità che possono trasformare la nostra vita perché parlano dell’amore di Dio per noi in Cristo Gesù.

Per ora, prego che Dio ci aiuti a comprendere e meditare sulle verità che abbiamo visto finora in questo brano. Prego che possiamo avere le stesse basi per le nostre preghiere che vediamo qui nella preghiera di Paolo.

Grazie a Dio per il privilegio di pregare a Lui come Padre e per le ricchezze della Sua gloria, che è la fonte dalla quale Egli risponde alle nostre preghiere!

Efesini 3:14-21, parte 2

14 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15 dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, 16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.” (Efesini 3:14-21 LND).

Abbiamo già considerato i primi versetti, vedendo che dobbiamo pregare, con umiltà, a Dio Padre e che Egli risponde alle nostre preghiere secondo le ricchezze della Sua gloria. Ora consideriamo le cinque richieste che Paolo fa, iniziando dal v.16.

Le cinque richieste di Paolo per i credenti

Notiamo che Paolo fa queste preghiere a Dio. Egli prega “che Dio vi dia”. Non dimenticare mai che noi siamo sempre e totalmente bisognosi di Dio. Senza Dio non abbiamo vita, senza Dio non possiamo fare nulla. O che possiamo imparare a guardare sempre a Dio per ogni nostro bisogno e per avere la forza di camminare in santità. Quando guardiamo a Dio con fede e facciamo conoscere i nostri bisogni a Lui, Dio risponderà e questo ci permetterà poi di ringraziarLo per tutto quello che siamo e tutto quello che facciamo, riconoscendo che è la Sua grazia che opera in noi.

Paolo era ben cosciente del fatto che, tutto quello che faceva, lo faceva per la grazia di Dio, come egli stesso dichiara in 1Corinzi 15:10:

“Ma per la grazia di Dio sono quello che sono; e la sua grazia verso di me non è stata vana, anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.” (1Corinzi 15:10 LND).

Quindi è fondamentale che teniamo sempre in mente il nostro bisogno di Dio, in modo che guardiamo a Lui per ogni cosa.

Paolo desiderava un’opera immensa per questi credenti e perciò chiedeva a Dio di compiere quest’opera.

Che immensa opera chiedeva a Dio di compiere in questi credenti, opera che serve anche in noi? Ci sono cinque richieste e sono progressive: la prima è la base per la seconda che è la base per la terza e così via.

Quello che Paolo chiede è forse la richiesta più profonda che è possibile trovare in tutta la Bibbia. Paolo sta chiedendo a Dio di farci comprendere una verità divina, una verità assolutamente impossibile da comprendere per l’uomo naturale, così grande che questi può comprenderla solamente attraverso un’opera speciale di Dio, opera che Paolo chiede venga fatta da Dio in questa preghiera.

Leggo ora i vv.16-19. Notate le cinque richieste che Paolo fa a Dio per noi credenti:

“16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio.” (Efesini 3:16-19).

Consideriamo queste cinque richieste una per una. Sono doni immensi da parte di Dio a noi riservati e per i quali, dunque, anche noi dobbiamo pregare.

— Richiesta 1: Di essere fortificati con potenza

Troviamo la prima richiesta nel v.16, verso che leggo di nuovo. Paolo prega Dio:

“perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore,” (Efesini 3:16 LND).

La prima richiesta è che Dio ci dia di essere fortificati con potenza per mezzo del Suo Spirito nell’uomo interiore.

Paolo inizia chiedendo che Dio ci fortifichi nell’uomo interiore perché le richieste successive sono così immense che sarebbe impossibile che fossero adempiute in un uomo se questi non fosse prima fortificato in modo sovrannaturale da Dio. Perciò Paolo inizia questa preghiera chiedendo che Dio ci dia, secondo le infinite ricchezze della Sua gloria, di essere fortificati con potenza, la potenza di Dio, per mezzo del Suo Spirito, nell’uomo interiore.

Paolo non sta chiedendo una potenza fisica o mentale, una potenza cioè che gli uomini potrebbero ottenere naturalmente, perché essa non basterebbe mai. Piuttosto, egli chiede una forza spirituale, una forza che viene data direttamente dallo Spirito di Dio; Paolo chiede che Dio ci fortifichi con la Sua potenza divina.

Quello che Dio fortifica è l’uomo interiore, il quale è in contrasto con l’uomo esteriore. Leggiamo di entrambi in 2Corinzi 4:16:

“Perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno.” (2Corinzi 4:16 LND).

L’uomo interiore è l’uomo nuovo, quell’uomo che viene creato quando Dio rigenera una persona nella nuova nascita. È l’uomo spirituale ed in questi versi è messo a confronto con il vecchio uomo e la carne.

In 1Corinzi 2 Paolo parla del fatto che l’uomo naturale non può comprendere le cose di Dio perché sono follia per lui. Solo l’uomo interiore, l’uomo nuovo, può comprendere le verità della salvezza. Però le verità che Paolo sta per chiedere per i credenti sono talmente profonde e meravigliose che occorre che Dio fortifichi l’uomo interiore con una potenza divina per renderlo capace di comprenderle.

La tua capacità, il tuo impegno non basterebbe mai a farti comprendere minimamente l’immensità dell’amore di Dio in Cristo Gesù per te. Solamente la potenza divina di Dio è capace di fortificarti così. Dio può fortificare anche il credente più debole affinché il resto della preghiera di Paolo sia adempiuta. Perciò non guardare alla tua debolezza, guarda piuttosto alla potenza di Dio e assieme chiediamo a Lui che fortifichi con potenza ogni credente nell’uomo interiore per mezzo dello Spirito Santo, affinché possiamo afferrare e comprendere le verità che Paolo sta per chiedere a Dio per noi.

— Richiesta 2: che Cristo abiti nei vostri cuori

Quindi, la prima richiesta di Paolo è elevata a Dio affinché Egli fortifichi i credenti nell’uomo interiore per mezzo del Suo Spirito. Quando Dio fa questo, ciò porta ad una seconda benedizione immensa che Paolo chiede a Dio per noi e per gli altri credenti. Leggo il versetto 17:

“perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede,” (Efesini 3:17 LND).

Paolo chiede che Dio faccia sì che Gesù Cristo, l’Eterno Dio, abiti nei nostri cuori per mezzo della fede. In altre parola, Paolo chiede che l’infinito Dio dimori in noi, uomini finiti! Egli chiede che Dio stesso sia con noi, non solo dopo la morte, ma ora, giorno per giorno! Le religioni parlano di un Dio lontano; gli uomini cercano di arrivare un domani, quando che sia, a Dio, ma Gesù Cristo stesso abita nei cuori dai veri credenti per mezzo della fede.

Sarebbe assolutamente impossibile per Cristo, che è Dio, santo e eterno, dimorare in un uomo naturale.

Occorre la salvezza ed occorre che il credente sia fortificato con la potenza divina di Dio. Solo allora Cristo può abitare nel cuore per mezzo della fede.

Notiamo che Cristo abita nel cuore per mezzo della fede. La fede è guardare all’oggetto della fede e quindi vuol dire guardare a Gesù Cristo, cercando in Lui solo la vera vita e la salvezza. La vita cristiana è una vita di fede, non solo all’inizio, ma giorno per giorno. Cristo abita nel credente per mezzo della fede.

Camminare per fede non è possibile per l’uomo naturale perché questi non vede Cristo per chi Egli è realmente, ma si fida piuttosto di quello che vede e dei propri ragionamenti.

Quando veniamo salvati, Dio ci apre gli occhi in modo da vedere Cristo per chi Egli è e ci fortifica nell’uomo interiore, con la Sua potenza divina, in modo che possiamo camminare per fede in Cristo conformemente a ciò che viene rivelato di Lui nella Bibbia anziché nei nostri ragionamenti.

Seguiamo l’esempio di Paolo e preghiamo gli uni per gli altri affinché Dio operi in tal senso. Preghiamo che possiamo essere fortificati così da camminare per fede ogni giorno in ogni decisione. Così facendo, Cristo abiterà per fede nei nostri cuori.

— Richiesta 3: potenza per comprendere…

Arriviamo ora alla terza richiesta che Paolo fa in questa preghiera, richiesta che troviamo nel v.18:

“affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza,” (Efesini 3:18).

L’essere stati divinamente fortificati nell’uomo interiore per mezzo dello Spirito Santo e l’avere Cristo che dimora in noi per mezzo della fede, ci porterà ad essere radicati e fondati nell’amore. Trovandoci in questa condizione, Paolo prega che possiamo comprendere, insieme a tutti i santi, ovvero a tutti i veri credenti, quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza dell’amore di Dio per noi in Cristo Gesù.

Paolo usa la frase “essere radicati e fondati nell’amore” come descrizione della nostra salvezza. O che possiamo comprendere di più che la nostra salvezza è un atto d’ amore divino, un amore infinito, un amore per persone peccatrici che non avevano nulla di buono in loro da attirare il cuore di Dio! Che immenso amore! O che possiamo essere radicati e fondati nell’amore di Dio, o che possiamo afferrare sempre di più la grandezza di questo amore! E infatti, è proprio questo che Paolo sta chiedendo a Dio per noi. Egli prega che siamo radicati e fondati nell’amore affinché possiamo comprendere l’incomprensibile.

Leggiamo qualcosa dell’amore di Dio in Romani 5:

“5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. 6 Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. 7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. 8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” (Romani 5:5-8 LND).

Dio ha manifestato il Suo amore per noi quando eravamo ancora peccatori. Il Suo amore non ha origine in qualche nostra qualità, ma ha origine per intero nel cuore di Dio. Quello di Dio è un amore così immenso che Egli ha dato ciò che Gli era più prezioso, il Suo unigenito Figlio, come sacrificio per poterci salvare.

In questo versetto Paolo chiede:

“affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza,” (Efesini 3:18).

La parola greca che è qui tradotta come “possiate” è un verbo che descrive una capacità che non è naturale, che viene da Dio, una capacità che ci permette di comprendere l’incomprensibile. La parola “comprendere” vuol dire non solo sapere, ma afferrare davvero con la mente.

Paolo prega che possiamo comprendere l’infinito amore di Dio insieme a tutti i santi. È importante ricordare che, mentre Dio ama ogni credente personalmente, l’amore di Dio è per tutti i veri credenti e ci lega insieme. È importante vedere l’amore di Dio per NOI, come popolo di Dio, e non solo ognuno per conto proprio.

L’amore di Dio è così infinito che non lo si può descrivere con parole umane. Qui Paolo usa una parola dopo l’altra per descrivere l’amore di Dio verso i credenti e

prega che Dio ci dia la capacità di comprendere la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza di questo grande amore. L’amore di Dio è più grande e più immenso di qualsiasi cosa nell’universo e solo la potenza di Dio è capace a farcelo conoscere.

Quindi, in questa terza richiesta, Paolo prega che comprenderemo di più dell’ immensità dell’amore di Dio perché, più lo comprendiamo, più grande sarà la nostra gioia e meno saremo tentati da quello che il mondo ci offre.

— Richiesta 4: conoscere l’amore di Cristo

La quarta richiesta è molto legata alla richiesta che abbiamo appena visto. Paolo prega non solo che comprenderemo l’amore di Dio, ma che lo conosceremo. Leggo il v.18 e la prima parte del v.19:

“18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza….” (Efesini 3:18-19 LND).

Paolo prega che possiamo conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza. In altre parole, l’amore di Cristo è così immenso che è impossibile conoscerlo naturalmente. Esso sorpassa ogni conoscenza al punto che la mente umana non è capace di comprenderne l’immensità. Occorre un’opera divina ed è proprio per questo che Paolo prega. Anche noi abbiamo bisogno di pregare questo per noi stessi e gli uni per gli altri. L’amore di Dio per noi in Gesù Cristo è qualcosa che il mondo non può conoscere. Supera ogni prova, supera ogni tentazione, supera ogni difficoltà. L’amore di Dio per noi in Gesù Cristo non è basato in qualcosa che si trova in noi ma ha origine totalmente in Dio.

L’amore di Cristo Lo ha spinto a spogliarsi della Sua gloria per diventare uomo, senza smettere di essere Dio, per vivere una vita di umiliazione e poi soffrire per i nostri peccati. Leggiamo questo in Filippesi 2:4-11:

“4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.” (Filippesi 2:4-11 LND).

Non possiamo comprendere l’immensità del sacrificio di Cristo dovuto al Suo amore per noi. Però possiamo pregare che Dio ci faccia conoscere sempre di più questo amore di Cristo per noi.

L’amore di Cristo, l’amore di Dio per noi in Cristo, è eterno e nulla può separarci da questo amore infinito, proprio come leggiamo in Romani 8:

“35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: “Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello”. 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, 39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 8:35-39 LND).

Nessuna prova, nessuna debolezza, nessun nemico può separarci dall’amore di Dio per noi in Cristo Gesù.

Ciò che è più incredibile di ogni cosa, proprio come ho detto nell’ultimo sermone, è che l’amore di Dio per noi in Cristo è lo stesso amore che Dio Padre ha per il Figlio, così come abbiamo letto in Giovanni 17:

“22 E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno. 23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me. 24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche coloro che tu mi hai dato, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo. 25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e costoro hanno conosciuto che tu mi hai mandato. 26 E io ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere ancora, affinché l’amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro e io in loro“.” (Giovanni 17:22-26 LND).

Dio Padre ci ama come Ama Gesù Cristo, il Suo Figliolo !

Preghiamo che Dio operi divinamente per farci comprendere e conoscere sempre di più questo amore che sorpassa ogni conoscenza. Questa è anche la preghiera di Paolo.

— Richiesta 5: essere ripieni della pienezza di Dio

Le quattro richieste che abbiamo visto finora fanno da base per la quinta richiesta che Paolo fa a Dio per questi credenti e quindi anche per noi.

Ricordate che finora Paolo ha chiesto che possiamo essere fortificati con potenza nell’uomo interiore per permettere a Cristo di abitare nei nostri cuori per mezzo della fede e questo affinché possiamo comprendere ed anche conoscere l’immensità dell’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza.

Tutto ciò porta all’ultima e più grande richiesta di Paolo che troviamo nella seconda metà del v.19. Ve lo leggo:

“e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio.” (Efesini 3:19 LND).

L’ultima richiesta di Paolo a Dio è che i credenti siano ripieni di tutta la pienezza di Dio.

Non esistono parole umane, nessuna lingua al mondo è adeguata per descrivere la pienezza di Dio, eppure Paolo prega che siamo ripieni di tutta la pienezza di Dio.

Un paragone adatto a fornire una seppur pallida idea di quanto stiamo dicendo è il seguente : chiedere a Dio quanto Paolo ha richiesto nella sua preghiera sarebbe come chiedere di riempire un piccolo secchio con tutta la pienezza di tutta l’acqua di tutti i mari esistenti in tutto il mondo. E questo è pur sempre un paragone inadeguato perché la pienezza di Dio è infinitamente più grande!

Nessuna esperienza di questa vita, nessun sogno umano, nessun tesoro o esperienza del mondo è minimamente paragonabile ad essere ripieni di tutta la pienezza di Dio.

Essere ripieni della pienezza di Dio vuol dire tante cose meravigliose. Vuol dire che Dio stesso dimora in noi! Il Creatore di tutto, il sovrano Signore di tutto l’universo, Colui che ha creato tutto dal nulla ed è in controllo di tutto, QUEL Dio dimora letteralmente in mezzo al Suo popolo e perciò siamo pieni della Sua pienezza.

Quanto diverso è questo dalla religione che è una serie di dottrine cui uno crede e che segue. Invece la vera vita in Gesù Cristo è una vita in cui Dio stesso dimora nel Suo popolo. I veri credenti sono il tempio di Dio, Dio è con loro. Ascoltami: se tu sei un vero credente, Dio dimora in te, se tu diventi un vero credente, Dio dimorerà in te. Conoscendo di più dell’amore di Cristo, tu sarai riempito con tutta la pienezza di Dio.

Essere ripieni di tutta la pienezza di Dio non è qualcosa che dura solo per un tempo. Non è solamente una presenza temporanea o parziale. Piuttosto, l’essere ripieni della Sua presenza è qualcosa che dura giorno dopo giorno, finché non arriviamo nella Sua presenza e poi continueremo ad essere riempiti con tutta la pienezza di Dio per tutta l’eternità.

L’ essere ripieni di tutta la pienezza di Dio che è fondato sul conoscere l’amore di Cristo che sorpassa la conoscenza, dura ora e per tutta l’eternità.

Essere ripieni di tutta la pienezza di Dio può colmare ogni vuoto nel tuo cuore, può soddisfare il tuo cuore totalmente ed eternamente.

Vivendo qua sulla terra, la nostra tendenza è di cercare di riempire il nostro cuore con cose temporali. Però, queste cose, essendo temporali, non possono mai riempire né soddisfare il tuo cuore.

Dio ci ha creati per se stesso. Solo la pienezza di Dio può riempire e soddisfare il nostro cuore, ora e per l’eternità.

Capendo questo, Paolo prega per i credenti elevando a Dio una preghiera che vale quindi anche per noi e chiedendo quello che solo Dio può fare. Egli prega che Dio ci dia, secondo le ricchezze della Sua gloria, di essere fortificati con potenza, la Sua potenza, per mezzo del Suo Spirito, nell’uomo interiore e questo affinché Cristo abiti nei nostri cuori per mezzo della fede. Tale fede ci porta ad essere radicati e fondati nell’amore di Dio per noi in Cristo, affinché possiamo comprendere e conoscere l’immensità dell’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza. Quando Dio compie questo in noi, allora possiamo essere ripieni di tutta la pienezza di Dio!

Prego che Dio compia quest’opera in ciascuno di voi che è un figlio di Dio e che salvi gli altri.

— 4) Dare gloria a Dio (vv.20,21)

In questa preghiera Paolo ha chiesto cose così immense che non sarebbe mai possibile per l’uomo raggiungerle con le proprie forze. Il verificarsi di tali cose richiede un’opera divina ed è per questo che Paolo chiede a Dio di fare tale opera in noi.

Avendo fatto le sue richieste a Dio per aumentare la nostra fede, affinché possiamo riconoscere che Dio è ben capace di rispondere a questa preghiera, e per dare gloria a Dio, Paolo conclude la sua preghiera con la magnifica dichiarazione che troviamo nei vv.20.21. Ve la leggo:

20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.” (Efesini 3.20,21).

In questi versetti, Dio guida Paolo a descrivere qualcosa della infinita potenza di Dio e a dare gloria all’unico Dio.

Mentre consideriamo quello che Paolo dichiara della capacità di Dio di fare tutto, ricordate che Paolo aveva chiesto a Dio qualcosa di impossibile. Aveva chiesto a Dio di farci conoscere quello che sorpassa la conoscenza, aveva chiesto a Dio di riempire noi mortali con la pienezza di Dio che è infinita.

Se dovessimo valutare con ragionamenti umani la possibilità che queste richieste vengano esaudite, la risposta sarebbe un chiaro no. Però la possibilità che ciò avvenga non si basa su quello che è umanamente possibile, bensì su quello che Dio onnipotente può fare.

E qui, in questi ultimi versetti, impariamo che Dio può fare smisuratamente, ovvero senza limiti, al di là di quanto chiediamo o pensiamo secondo la Sua divina potenza, una potenza infinita e illimitata che opera in noi.

In questi versi notiamo alcuni fatti importanti. La potenza divina di Dio è all’opera in noi. La potenza divina di Dio è all’opera in te, o credente! L’onnipotente Dio sta utilizzando la Sua divina, infinita potenza per compiere la Sua opera in te. Questa è la stessa potenza con la quale Dio ha creato l’universo dal nulla, la potenza che sostiene tutto l’universo e dirige l’andazzo della storia, gli uomini piccoli e grandi. Questa potenza è all’opera in te, o credente!

Perciò non guardare a te stesso e a quanto tu sei debole, a quanto tu sei propenso a cadere, a quante volte tu hai cercato di camminare bene però sei caduto ripetutamente. Dio, nella Sua perfetta sapienza, delle volte ci permette di cadere affinché riconosciamo meglio quanto siamo veramente deboli per conto nostro e per farci comprendere meglio la Sua infinita potenza. Non guardare a te stesso, guarda a Dio e alla Sua infinita potenza che opera in te e in noi.

Abbiamo letto in Efesini 1:4 che Dio ci ha eletti prima della fondazione del mondo affinché fossimo santi e irreprensibile davanti a Lui nell’amore per tutta l’eternità. Dio compirà questo, non solo con alcune delle persone che salva, ma con ogni persona che Egli salva, anche con il credente più debole e che cade di più.

E a te, non credente, che stai cercando Dio, a te dico di non guardare al tuo cuore e al fatto che tu non stai cercando come dovresti, come se dipendesse da te, come se solamente coloro che hanno un cuore giusto potessero arrivare a Dio. Se dipendesse dal cuore dell’uomo, nessuno arriverebbe mai a Dio. La salvezza arriva perché è Dio che porta la persona alla salvezza. Questo non significa che l’uomo non deve impegnarsi, ma che l’impegno più grande non basterebbe mai. La fede non deve essere fede nella propria fede, la fede dev’essere fede in Dio che perdona e salva.

Noi non siamo capaci a chiedere né ad immaginare tutto quello che Dio sta facendo in noi e che durerà per tutta l’eternità. Abbiamo già parlato riguardo al fatto che ci vuole un’opera divina di Dio per farci conoscere l’amore di Cristo per noi che sorpassa la conoscenza. Similmente, il fatto che Dio ci conformerà all’immagine di Gesù Cristo affinché possiamo passare l’eternità nella Sua presenza nell’amore, santi ed irreprensibili, è una verità così grande che non riusciamo a comprenderne che la minima parte. Eppure Dio è capace di fare anche questo e lo farà.

Considerando tutto questo, l’unica risposta giusta da parte nostra è quella di lodare Dio, proprio come fa Paolo nel v.21:

“a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.” (Efesini 3:21 LND).

A Dio sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli.

A Dio, a Dio solo sia tutta la gloria. In Apocalisse 4 e 5 leggiamo che, in cielo, Dio Padre viene glorificato e anche Gesù Cristo riceve la stessa gloria. A Lui, a Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, sia la gloria, tutta la gloria, nella chiesa in Cristo Gesù.

Se meditiamo su quello che abbiamo letto in questa preghiera, se consideriamo quello che Dio sta facendo in noi, è impossibile NON lodare Dio e dare a Lui la gloria, ora e per sempre.

Dio è glorificato ora nella Chiesa e Dio dimorerà in mezzo alla Chiesa, in mezzo al popolo salvato per fede, per tutta l’eternità. Tutti i figli di Dio porteranno gloria a Dio nei secoli dei secoli!

Amen! Che sia così! Sarà così! Prego che le richieste fatte in questa preghiera siano adempiute in ogni vero credente e che Dio salvi ciascuno che non è ancora salvato. Tutta questa grande opera di Dio sarà compiuta secondo le ricchezze della gloria di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, per merito di Gesù Cristo.

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