Sun Myung Moon nasce a Cheong-Yu, in Corea, nel 1920, in una famiglia presbiteriana. Gesù Cristo gli sarebbe apparso a sedici anni, incaricandolo di una futura missione. Incarcerato per breve tempo dai giapponesi durante l’occupazione, dopo la Seconda guerra mondiale inizia un’attività di predicatore. Nuovamente arrestato in Corea del Nord dalle autorità comuniste, è liberato dall’avanzata americana e si trasferisce al Sud. Qui comincia a radunare un buon numero di seguaci, suscitando accuse e sospetti. Arrestato ancora una volta, è assolto nel 1955. Da movimento locale, la cerchia dei suoi seguaci – ormai nota come Chiesa dell’Unificazione – diventa internazionale con l’invio dei primi missionari in Giappone nel 1958, quindi negli Stati Uniti e poi in Europa nel 1959.

Negli anni 1970 e 1980 la Chiesa dell’Unificazione si impone all’attenzione dell’opinione pubblica americana ed europea, con la presenza pubblica dei seguaci che raccolgono offerte per le strade e con una serie di ambiziose iniziative di carattere editoriale e culturale di carattere anticomunista. La maggioranza dei giovani che aderiscono alla Chiesa dell’Unificazione dopo un breve seminario si impegna a tempo pieno, il che causa violenti scontri con alcune famiglie e con i movimenti anti-sette. Nel quadro di queste controversie il reverendo Moon è condannato per evasione fiscale nel 1984 ed entra nel penitenziario federale americano di Danbury (Connecticut), dove rimane per tredici mesi. Molti, però, pure ostili alla Chiesa dell’Unificazione, considerano la condanna come un uso improprio dello strumento fiscale per discriminare minoranze religiose.

Nel frattempo in Italia, fin dal 1980, il giudice istruttore del Tribunale di Roma, Ilario Martella (noto per avere condotto l’indagine sull’attentato al Papa), dopo un’ampia inchiesta di polizia giudiziaria nata dalle denunce di genitori di giovani unificazionisti che accusavano la Chiesa di frode e di “lavaggio del cervello”, aveva dichiarato in una sentenza di proscioglimento che non c’era materia per procedere e che i fatti allegati erano inesistenti. Sul piano delle pubbliche relazioni la condanna americana finisce per giovare al reverendo Moon, che stabilisce proficui legami nell’ambiente politico-religioso conservatore statunitense e internazionale. Intorno alla Chiesa dell’Unificazione, promuove numerose associazioni – di carattere culturale, caritativo e politico – che sono ristrutturate dopo la caduta del comunismo sovietico nel 1989.

Nel 1994 il reverendo Moon dichiara terminato l’itinerario della Chiesa dell’Unificazione che, fondata nel 1954, avrebbe dovuto durare come tale per soli quarant’anni. Benché la Chiesa, come struttura giuridica, esista ancora in diversi paesi, i membri sono incoraggiati ad aderire alla Federazione delle Famiglie per la Pace e l’Unificazione Mondiale (Family Federation for World Peace and Unification, FFWPU, in Italia ora “Federazione delle Famiglie per l’Unità e la Pace del Mondo”), una organizzazione interconfessionale che comprende anche persone che non professano la teologia unificazionista, ma che hanno accettato di vedere le loro nozze benedette dal reverendo Moon e dalla moglie Hak Ja Han (sposata nel 1960). La Unification Family Church si presenta come una delle varie organizzazioni che operano all’interno della FFWPU.

La seconda parte degli anni 1990 ha visto, accanto a nuove polemiche e controversie (suscitate in particolare da un libro-scandalo del 1998 di Nansook Hong, ex-moglie di Hyo Jin Moon, 1962-2008, figlio primogenito del reverendo Moon e della signora Hak Ja Han), profondi mutamenti nel movimento dell’Unificazione (dove il numero di membri a tempo pieno è diminuito). In particolare, un movimento di riconciliazione e penitenza (che si sarebbe esteso anche agli spiriti dei defunti nell’aldilà) è nato intorno alle manifestazioni medianiche della defunta suocera del reverendo Moon attraverso la medium Hyo Nam Kim che avvengono a Chung Pyung, in Corea (dove è stato inaugurato anche un grande tempio internazionale capace di accogliere diecimila persone). A partire dal 1995, il reverendo Moon ha invitato numerosi leader coreani a partecipare a seminari di quaranta giorni a Chung Pyung, lanciando quindi il progetto chiamato “National Messiahship” che prevede la guida del movimento in ogni paese da parte di un gruppo di quattro famiglie: una coreana, una giapponese, una statunitense o britannica o francese, e una tedesca o austriaca o italiana.

Un altro importante sviluppo è la costruzione di una nuova comunità modello in Amazzonia, New Hope East Garden (in precedenza New Hope Farm Project), nel quadro di un graduale movimento che sposta il centro dell’attenzione del movimento dall’America del Nord a quella del Sud. Allo stato, non è chiaro a quante famiglie del movimento sarà chiesto di trasferirsi nella comunità di New Hope East Garden, definita dal reverendo Moon “il punto zero [cioè il punto di partenza] per il Regno dei Cieli sulla Terra”. Gli ottant’anni del reverendo Moon, festeggiati nel 1999 (secondo l’uso coreano di calcolare gli anni) e nel 2000 (secondo l’uso occidentale) hanno messo in evidenza il problema della successione, con ruoli sempre più importanti attribuiti a diversi membri della sua famiglia: la moglie Hak Ja Moon, il figlio Hyun Jin Moon (nato nel 1969 e terzogenito fra i maschi della famiglia) e il figlio maschio più giovane Hyung Jin Moon (nato nel 1979). I nomi dei due figli sono simili, ma il loro background è molto diverso. Hyun Jin ha un titolo accademico (M.B.A.) ottenuto alla Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Harvard, ha fatto parte della squadra di equitazione coreana alle Olimpiadi del 1988 e 1992, e ha sposato la figlia del reverendo Chung Hwan Kwak, presidente della FFWPU fino al 1999 (quando gli era succeduto nella carica il reverendo Sun Jo Hwang, un leader più giovane che crede molto nella possibilità di un apostolato tramite Internet). Hyung Jin ha invece studiato teologia e ha esplorato il cattolicesimo e il buddhismo. Sia il reverendo Moon sia la moglie hanno dapprima pensato a Hyun Jin come successore, ma successivamente si sono rivolti a Hyung Jin, che il 18 aprile 2008 in una solenne cerimonia a Seoul, ha formalmente preso la successione del padre alla testa della FFWPU. Hyun Jin, dal canto suo, resta presidente di varie società commerciali cruciali per la gestione patrimoniale del movimento. Nel corso del 2009 tra Hyun Jin e Hyung Jin sono emersi gravi contrasti, allo stato ancora non risolti. A fianco di Hyung Jin si è schierata la sorella In Jin Tatiana Moon, la più anziana fra i figli del reverendo e della signora Moon tuttora viventi, che guida il movimento dell’Unificazione negli Stati Uniti dopo avere sposato Jin Sung Pak, figlio del colonnello Bo Hi Pak, che è stato un importante leader del movimento prima di cadere in disgrazia e trascorrere negli anni 2004-2006 due anni in prigione in Corea dopo una condanna per frode finanziaria. Secondo alcuni commentatori, vecchie rivalità fra il reverendo Kwak (suocero di Hyun Jin) e il colonnello Pak (suocero di In Jin, che è schierata con Hyung Jin) per il ruolo di principale collaboratore del reverendo Moon si ripercuotono sul conflitto fra i figli del fondatore. Quanto al secondo dei quattordici figli del reverendo Moon e della signora Hak Ja Han, Heung Jin Moon detto Heung Jin Nim (1966-1984), è morto in un incidente stradale a diciassette anni nel 1984, ma secondo la teologia unificazionista occupa uno speciale ruolo di grande importanza nel mondo spirituale.

Al di là dell
a cronaca, gli ultimi anni presentano innovazioni significative anche da un punto di vista dottrinale e numerologico, con la “restaurazione” dei numeri da 1 a 10 come numeri paradisiaci dal 1997 al 1999 tramite apposite cerimonie condotte dal reverendo Moon, con nuovi insegnamenti che danno rilievo in particolare alla sacralità del corpo e della sessualità, e con matrimoni di massa sempre più imponenti che avrebbero raggiunto secondo il movimento la cifra globale di 360 milioni di coppie nell’anno 2000. La cifra è messa in dubbio dagli oppositori, e in ogni caso comprende coppie non unificazioniste e già sposate che hanno accettato di fare “benedire” di nuovo il loro matrimonio, nonché milioni di coppie che hanno accettato, a tavoli promossi per le strade di numerose città dal movimento, vino, acqua o dolci “sacri” senza necessariamente comprendere che così facendo la loro unione era conteggiata dagli unificazionisti tra quelle “benedette”.

In Italia la Chiesa dell’Unificazione è fondata a Roma nel 1965 da una missionaria americana, Doris Walder, con il nome di Associazione Spirituale per l’Unificazione del Mondo Cristiano (ASUMC). Nell’agosto 1965, quando il reverendo Moon visita per la prima volta l’Italia, il gruppo romano è composto da quattro famiglie. Nel 1966 è aperta a Roma la prima sede, e nel 1968 è pubblicato il primo compendio in italiano del Principio Divino. Nel 1969 il reverendo Moon visita nuovamente la sede di Roma (intorno alla quale gravitano una sessantina di persone) ed è aperta una seconda sede a Milano. Nello stesso anno il primo missionario unificazionista italiano parte per un paese straniero — la Siria —, da cui sarà tuttavia espulso dopo tre mesi. Nel 1972 Sun Myung Moon visita nuovamente l’Italia, e l’anno dopo si forma il primo “gruppo mobile di testimonianza” che inizia a percorrere in modo estensivo il territorio italiano, secondo le tecniche già sperimentate negli Stati Uniti. Sempre nel 1973, sono aperte nuove sedi a Genova e a Bergamo, seguite negli anni successivi da Torino e Napoli (1974), Firenze e Bologna (1975), quindi Padova, San Marino e Latina.

Nel 1974 viene in tournée in Italia il balletto folkloristico di bambini coreani Piccoli Angeli, che si esibisce fra l’altro al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica Giovanni Leone (1908-2001) e canta per la Radio Vaticana. Nel 1976 inizia le pubblicazioni il mensile La nuova Era. Nello stesso 1976, da aprile a luglio, percorre l’Italia la Crociata Internazionale, composta da trecento unificazionisti europei venuti ad appoggiare gli sforzi del gruppo italiano. L’attività della Crociata Internazionale (accompagnata da un coro che riuscirà a farsi invitare a cantare in San Pietro di fronte al Papa) segna un momento di espansione per l’unificazionismo in Italia; ma insieme — sulla scia delle polemiche all’estero — cominciano le prime campagne di stampa negative. Nel 1978 è aperto un Centro Studi presso Varese, seguito poi da un altro a Rocca di Papa, nelle vicinanze di Roma; presso i due centri sono organizzati seminari e corsi per potenziali aderenti, secondo il metodo utilizzato in Giappone e negli Stati Uniti. Nel 1982, 1983 e 1984 si esibisce in Italia il complesso Go World Brass Band, le cui esibizioni promuovono nel 1984 una tournée di conferenze sul tema “Una Nazione per Dio”. Nel 1983 gli unificazionisti italiani partecipano all’ultima “crociata internazionale” lanciata negli Stati Uniti, per cui nello stesso anno partono centocinquanta missionari italiani per l’America e nel 1986, in una seconda fase, altri sessanta.

Nel 1985 anche in Italia è fondata CAUSA (sigla, originariamente, di una Confederazione delle associazioni per l’unificazione delle società delle Americhe, poi estesa a tutto il mondo come centro di attività culturali e anticomuniste). La branca italiana nei primi anni collabora allo sviluppo delle attività di CAUSA Europe a Parigi, poi, fra il 1987 e il 1988, organizza seminari in diverse città d’Italia. Nel 1987 il Centro studi di Rocca di Papa è trasferito nella zona di Colle Mattia, a Roma. Nel 1989 partono per la Corea settanta missionari italiani che partecipano alla mobilitazione internazionale che sostiene la campagna per l’unificazione della Corea, incentrata sulla nascita e lo sviluppo del quotidiano Seghie Ilbo (World News). Nel 1989 a Roma è ospitato il progetto internazionale RYS, che in quaranta giorni vede realizzare dai partecipanti un centro di accoglienza per i rifugiati dell’Etiopia, presso il convento dei francescani di Artena, e una casa per l’assistenza degli alcolisti a Palestrina.

Nel 1992 la signora Hak Ja Moon viene in Italia, dove il 17 novembre, a Roma, e il 18 novembre, a Milano, inaugura la Federazione delle donne per la pace mondiale. Nel 1993 la presidenza e la segreteria nazionale della Chiesa dell’Unificazione sono trasferite da Milano a Roma, in Via di Colle Mattia Il 26 novembre 1993 la signora Moon torna in Italia, in una tappa del suo tour mondiale. Il 25 agosto 1995, in occasione della benedizione internazionale di trentamila coppie, sono celebrate per la prima volta anche in Italia le “benedizioni in matrimonio”. Le cerimonie, organizzate in contemporanea a quella coreana, si tengono a Roma e a Milano. L’8 novembre 1995 il reverendo Moon viene a Roma e tiene il primo discorso pubblico sul tema “La Vera Famiglia e noi”.

Nell’agosto 1996 una delegazione italiana partecipa all’inaugurazione della Federation of Peninsular Nations for World Peace (FPNWP, Federazione delle nazioni peninsulari per la pace nel mondo), che insieme alle altre due federazioni inaugurate nello stesso anno, quella delle nazioni insulari (FINWP) e delle nazioni continentali (FCNWP), dovrebbe “contribuire agli scambi culturali che permettano nel prossimo secolo la creazione di un mondo di vera pace attraverso il dialogo e la cooperazione”. L’11 ottobre 1996 la signora Moon torna in Italia per inaugurare la Family Federation for World Peace (FFWP, Federazione delle famiglie per la pace nel mondo). Sempre nel 1996 cinquanta famiglie italiane, dopo avere partecipato in Corea a un corso di formazione spirituale di quaranta giorni, partono in missione in altrettanti paesi diversi. Dal gennaio 1997 inizia anche in Italia la celebrazione delle cerimonie di benedizione in diverse città al ritmo di circa due al mese.

L’esistenza tutto sommato ormai pacifica del movimento dell’Unificazione in Italia ha una clamorosa svolta il 27 maggio 2001, quando monsignor Emmanuel Milingo, un popolare vescovo cattolico – nato in Zambia ma residente da anni in Italia – conquista le prime pagine dei giornali di tutto il mondo facendosi unire in matrimonio con la dottoressa coreana (ma residente a Napoli) Maria Sung dal reverendo Moon a New York. La vicenda, assai complessa e che va studiata tenendo conto di numerosi documenti, passa per il ritorno di monsignor Milingo, che il 16 luglio aveva ricevuto una pubblica ammonizione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, alla piena comunione con la Chiesa cattolica nell’ultima settimana del mese di agosto 2001 e il suo ritorno alla convivenza con Maria Sung (senza che questo comporti una sua adesione al Movimento dell’Unificazione) annunciato in una conferenza stampa a Washington il 12 luglio 2006. Il 24 settembre 2006 Milingo ha consacrato a Washington quattro vescovi (incorrendo il successivo 26 settembre nella scomunica prontamente comminata dalla Santa Sede) di una sua nuova associazione di sacerdoti coniugati chiamata Married Priests Now, che si pone di fatto come un nuovo movimento religioso separato dalla Chiesa cattolica, e con cui è in contatto in Italia l’Associazione Sacerdoti Lavoratori Sposati, guidata dall’ex-prete Giuseppe Serrone; in conseguenza di ulteriori ordinazioni episcopali, il 17 dicembre 2009 la Sede Apostolica ha aggiunto l’ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale. Il bilancio è in chiaroscuro per il movimento dell’Unificazione, che dalla saga ottiene molta pubblicità, che è però in gran parte negativa.

Secondo dati forn
iti dalla stessa ASUMC, i membri italiani a tempo pieno della Chiesa dell’Unificazione nel 1987 erano seicento, di cui trecento impegnati in Italia e altrettanti attivi in iniziative all’estero. Oggi i membri iscritti all’associazione in Italia sono un migliaio, ma le comparazioni con il 1987 sono difficili, a causa dell’evoluzione della nozione di “membro” della Chiesa dell’Unificazione (che oggi solo in una minoranza di casi è un membro a tempo pieno). Nel maggio del 1996, presso il centro studi di Roma-Colle Mattia, è stato organizzato in Italia il primo incontro dei responsabili europei della Chiesa dell’Unificazione; in quell’occasione è stato festeggiato il raggiungimento dei mille “associati”, che farebbe dell’Italia la prima nazione in Europa per numero di membri della Chiesa dell’Unificazione. In Italia sono attualmente operativi sei sedi a Roma, Torino, Milano, Bergamo, Padova e Bologna. Il numero dei “simpatizzanti”, secondo gli unificazionisti, è di circa ottomila. Le famiglie unificazioniste “attive” sarebbero trecento, impegnate nel lavoro di apostolato nella loro zona di origine oppure impegnate a tempo pieno nell’attività pastorale.

Il Principio Divino, la nuova rivelazione del movimento dell’Unificazione, completa e “chiarifica” il contenuto della Bibbia. Dio ha progettato per l’uomo un mondo ideale attraverso una famiglia ideale, ma questo progetto è stato frustrato dal peccato originale, interpretato in chiave sessuale come fornicazione di Eva prima con il demonio, poi con Adamo prima del tempo che Dio aveva stabilito. Di qui inizia il piano di “restaurazione” come offerta di Dio agli uomini, che si manifesta in diverse epoche della storia. Di volta in volta gli uomini rispondono solo parzialmente all’offerta, e la “restaurazione” non si completa. La storia si ripete anche all’epoca di Gesù Cristo (che per la sua particolarissima configurazione al Padre “può essere chiamato Dio” ma non è tuttavia “Dio stesso”), non per causa sua – giacché egli si è perfettamente conformato alla volontà del Padre – ma per la mancanza di fede degli israeliti e per il non completo appoggio ricevuto da parte di Giovanni Battista.

Con Gesù Cristo la “restaurazione” si è compiuta sul piano spirituale, ma non su quello fisico. Questa ulteriore tappa – con la nascita di famiglie ideali, libere dal peccato originale, capaci a loro volta di aprire la strada a una società ideale – si compie solo nel Secondo Avvento. In questa fase emerge il nuovo messia, il Signore del Secondo Avvento, che con le “nozze dell’agnello” completa l’opera di Gesù Cristo sul piano fisico, rendendo possibile – attraverso l’innesto di “famiglie benedette” sul suo matrimonio – la nascita delle famiglie ideali. Il Signore del Secondo Avvento è lo stesso reverendo Moon, che dopo le “nozze dell’agnello” del 1960 forma con la moglie Hak Ja Han la coppia dei “Veri Genitori”. Essi – come si è accennato – sposano solennemente, spesso in cerimonie di gruppo che hanno grande risonanza mediatica, coppie di membri del movimento (e oggi anche di non membri), talora scelti come coniugi dallo stesso reverendo Moon (anche se la scelta – oggi sempre più spesso delegata ad altri dirigenti o a comitati – può essere rifiutata).

Il celibato è svalutato, perché i benefici della redenzione anche sul piano fisico si acquistano solo attraverso il matrimonio “benedetto”. Attraverso le “famiglie benedette” si compie, sul piano storico, la “restaurazione”, con il trionfo del “lato Abele” sul “lato Caino” della storia (anche se il secondo, complementare, è a sua volta misteriosamente necessario). A questo fine tendono tutta una serie di iniziative culturali e politiche, che costituiscono nel loro insieme il più ampio “movimento dell’Unificazione”, fin dalle origini distinto dalla Chiesa e che oggi tende per qualche verso a sostituirla.

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