Marco 1:21-28:
“Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: “Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!” Gesù lo sgridò, dicendo: “Sta’ zitto ed esci da costui!” E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: “Che cos’è mai questo? É un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!” La sua fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della Galilea”.

Commento
Capernaum risulta essere una delle poche indicazioni geografiche specificate da Marco dove Gesù svolse il suo ministerio. Era una città importante perché era sul transito verso la Siria. Qui c’era un banco della dogana, dove sedeva Matteo Levi.
Gesù quivi giunto, si diresse verso la sinagoga della città. Come usanza gli Ebrei si riunivano ogni sabato in un edificio chiamato sinagoga dove venivano letti i testi sacri. Spesso l’arcisinagogo, colui che presiedeva la riunione, sceglieva una persona, ritenuta capace, per leggere e spiegare le Scritture. Gli scribi generalmente occupavano i primi posti. Nel nostro caso Gesù fu invitato a tale compito. Il testo greco suggerisce l’idea che Gesù cominciò a predicare fin dal primo sabato che venne a Capernaum e continuò dopo ogni sabato. Quello che doveva essere un tranquillo sabato, si rivelò invece un giorno di sorprese nel quale Gesù manifestò la Sua autorità. Egli si mostra fin dall’inizio come colui che ha “exousia” (diritto ad esercitare potere; potere di governare; il potere di uno la cui volontà e i cui comandi devono essere obbediti dagli altri), che é propria di Dio, il comando a cui gli altri, siano essi demoni, eventi naturali o uomini, devono ubbidire.
Marco fin dall’inizio del suo Vangelo, pone come parola chiave del ministerio di Gesù, l’autorità: “E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: “Che cos’è mai questo? É un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!” (Marco 1:27).
Un’autorità riconosciuta da tutti, anche se accettata da pochi: “Poi vennero di nuovo a Gerusalemme; mentre egli passeggiava nel tempio, i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani si avvicinarono a lui e gli dissero: “Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di fare queste cose?” (Marco 11:27,28).
Egli agiva e predicava con autorità. Fu per questo motivo che nella sinagoga di Capernaum la gente restò stupita. Il predicare con autorità e la presenza stessa di Gesù scatenarono l’aperta ribellione del nemico. Quest’uomo era stato lì sabato dopo sabato ad ascoltare senza che nulla lo turbasse. La mancanza di autorità da parte dei diversi predicatori aveva fatto sì che un uomo posseduto da uno spirito immondo si fosse forse spacciato per uomo pio, religioso. Con Gesù avvenne il colpo di scena. Il parlare del Signore non ammetteva possibilità di discussione. Sebbene non provocato direttamente, il demone si manifestò; non poteva tacere e trattenersi davanti a quella sfida.
È interessante notare che il demone nel suo reagire testimonia due fatti importanti:

A) Il suo dire, “che c’è fra noi e te”, rifletteva un’espressione già usata nell’Antico Testamento che denotava separazione, differenti campi di interesse e d’azione: “Eliseo disse al re d’Israele: “Che ho a che fare con te? Va’ dai profeti di tuo padre e di tua madre!” Il re d’Israele gli rispose: “No, perché il Signore ha chiamato insieme questi tre re per darli nella mani di Moab” (2Re 3:13).
B) Il demone conosceva Gesù e sapeva che era il Messia. Infatti, la sua espressione, “il Santo di Dio”, poneva l’identità di Gesù oltre la sfera umana, poiché solo Dio era santo. Probabilmente il tentativo del demone era quello di fare apparire agli altri che c’era relazione tra lui e Gesù. Infatti la reazione di Gesù fu quella di zittire il demone e rifiutarne la testimonianza come anche accadde a Paolo: “Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l’indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: “Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza”. Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: “Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei”. Ed egli uscì in quell’istante” (Atti 16:16-18).

Tale testimonianza non solo era inutile, ma avrebbe potuto anche fornire ai suoi nemici un pretesto per accusarlo di essere segretamente in lega con Satana. Il far ammutolire con una sola parola un angelo delle tenebre, è una prova luminosa dell’autorità di Gesù.
La ragione per cui il Signore gli impose il silenzio è che non può prestarsi fede alcuna alla testimonianza degli emissari e degli agenti del padre della menzogna ed anche se in questo caso il demonio diceva la verità, Gesù non voleva che il Suo carattere di Messia, fosse proclamato da tali testimoni. I sacerdoti, gli scribi e i farisei, successivamente lo avrebbero accusato di cacciare i demoni per l’aiuto di Belzebù principe dei demoni ed avrebbero avuto qualche fondamento per siffatta accusa, se egli avesse permesso agli spiriti immondi di essere Suoi araldi: “Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: “Egli ha Belzebù, e scaccia i demoni con l’aiuto del principe dei demoni”. Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare. Se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere. Se dunque Satana insorge contro sé stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire. D’altronde nessuno può entrare nella casa dell’uomo forte e rubargli le sue masserizie, se prima non avrà legato l’uomo forte; soltanto allora gli saccheggerà la casa. In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno”. Egli parlava così perché dicevano: “Ha uno spirito immondo” (Marco 3:22-30).
La sinagoga dovette piombare nel silenzio a tale interruzione e a tale strana scena. Gesù, invece, non fu trovato impreparato. Egli sapeva che le forze del male agivano ovunque, anche in un territorio religioso come la sinagoga ed Egli era venuto proprio per spodestarle. Perciò senza molto scomporsi, ordinò al demone di lasciare quel corpo. Gesù cominciava a sfidare le forze del male e a strappare loro il potere usurpato.
Marco avrà sempre un occhio di riguardo per questi episodi nel proseguimento del Vangelo. Ecco alcuni esempi:

§ Marco 1:32-34: “Poi, fattosi sera, quando il sole fu tramontato, gli condussero tutti i malati e gli indemoniati; tutta la città era radunata alla porta. Egli ne guarì molti che soffrivano di diverse malattie, e scacciò molti demoni e non permetteva loro di parlare, perché lo conoscevano”.

§ Marco 1:39: “E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando demoni”.

§ Marco 9:17-27: “Maestro, ho condotto da te mio figlio che ha uno spirito muto; e, quando si impadronisce di lui, dovunque sia, lo fa cadere a terra; egli schiuma, stride i denti e rimane rigido. Ho detto ai tuoi discepoli che lo scacciassero, ma non hanno potuto”. Gesù disse loro: “O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo qui da me”. Glielo condussero; e come vide Gesù, subito lo spirito cominciò a contorcere il ragazzo con le convulsioni; e, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù domandò al padre: “Da quanto tempo gli avviene questo?” Egli disse: “Dalla sua infanzia; e spesse volte lo ha gettato anche nel fuoco e nell’acqua per farlo perire; ma tu, se puoi fare qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci”. E Gesù: “Dici: “Se puoi!” Ogni cosa è possibile per chi crede”. Subito il padre del bambino esclamò: “Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità”. Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: “Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non rientrarvi più”. Lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il bambino rimase come morto, e quasi tutti dicevano: “É morto”. Ma Gesù lo sollevò ed egli si alzò in piedi.

§ Marco 16:9: “Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni”.

§ Marco 16:17: “Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove”.

Chi sono i demoni?

Diverse sono le teorie. Con certezza possiamo affermare che sono spiriti malvagi o immondi e, con gli angeli ribelli, sono al servizio di Satana. C’è soltanto un diavolo, ma vi sono miriadi di demoni che lo servono.
Un indemoniato é un individuo la cui personalità é sotto il controllo di uno o più demoni, che a loro piacere possono parlare ed agire attraverso la loro vittima umana, provocando seri disturbi anche nel suo corpo.
Gli effetti che la dimora dei demoni in un uomo possono produrre sono la pazzia ed altri disturbi mentali, nervosi e fisici: “Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percuotendosi con delle pietre. Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti e a gran voce disse: “Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi”. Gesù, infatti, gli diceva: “Spirito immondo, esci da quest’uomo!” Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?” Egli rispose: “Il mio nome è Legione perché siamo molti”. E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. C’era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. I demoni lo pregarono dicendo: “Mandaci nei porci, perché entriamo in essi”. Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare” (Marco 5:2-13).
Il ministerio terreno del Figlio di Dio, venuto per liberare queste persone, causò un notevole scompiglio nel mondo spirituale del male e ciò spiega le frequenti manifestazioni di demoni durante il Suo cammino terreno.
Qualora la scienza non riesca ad individuare le cause di tali patologie, bisogna concludere che esse sono di origine demoniaca.
La Scrittura c’informa che i demoni:

· Riconoscono la Deità e la Signoria di Cristo: “Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!” (Marco 1:24).

· Conoscono già quale sarà la loro fine: “Ed ecco si misero a gridare: “Che c’è fra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?” Lontano da loro c’era un gran branco di porci al pascolo. E i demoni lo pregavano dicendo: “Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci” (Matteo 8:29-31).

· Influenzano tutti coloro che sono a loro asserviti: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12).

· Promuovono il proliferare delle sette e delle false dottrine, cercando di contrastare il programma di Dio e del Suo popolo: “Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, sviati dall’ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza” (1Timoteo 4:1-2).

Partendo dall’esperienza del posseduto che era nella sinagoga, affrontiamo un argomento di vitale importanza dottrinale che negli anni addietro è stato molto discusso:

Può un credente nato di nuovo, essere posseduto da un demone?

Cristiani posseduti?
In alcuni ambienti evangelici ci si è posta la domanda se un cristiano possa essere posseduto dal maligno, perché si è manifestato qualche caso di credenti i quali, dopo un periodo sereno di vita spirituale, hanno avuto delle manifestazioni “anomali” anche dal punto di vista etico e morale affermando che vi erano stati costretti dal diavolo. Ma può un cristiano “nato di nuovo” essere posseduto da un demone? La risposta è:
ASSOLUTAMENTE NO! NON É POSSIBILE LA COABITAZIONE.
Chi accetta Gesù quale Personale Salvatore, diventa il tempio dello Spirito Santo: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1Corinzi 6:19,20).
Il credente ha in sé la presenza di Dio: “Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio” (1Giovanni 3:9).
Pertanto l’avversario di Dio ed i suoi agenti non possono dimorare in lui tanto è vero che Gesù rispondendo a coloro che lo accusavano di cacciare “i demoni per l’aiuto di Belzebù, principe dei demoni”, rispose affermando l’impossibilità di tale coabitazione: “Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse loro: “Ogni regno diviso contro sé stesso va in rovina; e ogni città o casa divisa contro sé stessa non potrà reggere. Se Satana scaccia Satana, egli è diviso contro sé stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno?” (Matteo 12:25-26).
Lo stesso apostolo Paolo affermerà questa impossibilità: “Quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: “Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (2Corinzi 6:14-16).
La Scrittura dice che ogni credente “è stato suggellato per il giorno della redenzione”: “Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:30).
Un sigillo non era solo un marchio di identificazione, ma era anche una garanzia che il prodotto se fosse rimasto così “suggellato” sarebbe arrivato a destinazione intatto, infatti, quando le autorità romane suggellarono la tomba di Gesù, tutti gli altri dovevano rimanere fuori, e questo comando fu rinforzato con l’ausilio delle guardie. Tuttavia la gloria di Dio spezzò questo sigillo umano; ma chi può spezzare il sigillo dell’Onnipotente Iddio? Satana deve rimanere fuori, il credente è “proprietà dell’Eterno”.
Affermare che i credenti possono essere posseduti da spiriti maligni, significa dubitare della capacità di Dio di custodire al sicuro il Suo popolo. Quando siamo “nati di nuovo” entriamo nel Regno di Dio e passiamo dalla potestà di Satana (giurisdizione, autorità) a Dio: “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).
Quindi è assolutamente impossibile che un cristiano, nato di nuovo o battezzato nello Spirito Santo, sia posseduto dal demonio. Indubbiamente Gesù parla del tentativo dell’avversario di riprendere la preda che gli è stata strappata con forza ed autorità da Cristo. Questo tentativo di conquistare un nuovo possesso è inefficace se il cuore dell’uomo è abitato da Cristo per la fede. È impossibile dunque che lo Spirito di Dio e i demoni possano occupare lo stesso corpo. Se l’avversario può così facilmente irrompere nel territorio di Dio, in che cosa consiste la salvezza dei credenti?

CASI PARTICOLARI?

Qualcuno cita il caso di Anania e Saffira. Satana davvero riempì il loro cuore, ma ciò avvenne come una tentazione dall’esterno. Il diavolo approfittò del loro desiderio di essere considerati generosi. Il loro conflitto tra il dare e il guadagnare fu istigato e sfruttato da Satana. L’avversario vinse, ma non si trattò di possessione demoniaca, fu un’influenza del maligno: “Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà, e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e, un’altra parte, la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: “Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio”. Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose” (Atti 5:1-5).
Taluni citano a sproposito l’esperienza di Giuda: “Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici” (Luca 22:3).
L’affermazione: “Satana entrò in Giuda” non è una prova sufficiente per le seguenti ragioni:

· Giuda era un ladro e il suo unico interesse erano i soldi: “Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: “Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro” (Giovanni 12:4-6).

· Giuda non era “nato di nuovo”.

· “L’ingresso di Satana in Giuda” è simile alle parole che Pietro rivolse ad Anania: “Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo”. Giuda permise che il suggerimento maligno di Satana prendesse posto nella propria mente e divenisse un’ossessione tale da spingerlo a tradire il Suo Maestro, una impresa di Satana che lo portò prima al rimorso e poi al suicidio (Giovanni 13:2).

L’insegnamento dell’infiltrazione di potenze estranee nella mente di un credente “nato di nuovo” è un capolavoro d’arte satanica. Il diavolo è un artista della falsità. “È bugiardo e padre della menzogna”, disse Gesù. Egli deruba il credente più ingenuo della sicurezza. Gli spiriti seduttori sono esperti nell’ingannare le menti della gente semplice, immatura e impressionabile. Inoltre, ciò impedisce, invece che promuovere, lo sviluppo spirituale dei credenti. A loro è insegnato a temere l’avversario, piuttosto che a resistergli. Si tende a dubitare di Dio invece che a porre totale fiducia in Lui. Su menti particolarmente impressionabili queste teorie possono avere effetti dannosi. Tutto ciò fa vivere alle potenze del male il loro momento di trionfo. Se possono invadere il dominio di Dio con il loro subdolo insegnamento, se Satana può apparire più grande di Dio, se può attirare l’attenzione su di sé, ha vinto. Non diamogli perciò la soddisfazione di fargli credere che sia più grande di Dio nella nostra vita, o anche che sia un essere da temere.

LA CRISI SPIRITUALE NELLA VITA DEL CREDENTE

Esistono crisi “spirituali” dolorose che però non debbono essere confuse con la “possessione”. Credenti in particolarissimo stato di debolezza fisica e psichica possono manifestare crisi anche gravi, ma che non vanno mai oltre l’oppressione da parte dell’avversario o, in casi estremi, possono portare “all’ossessione”. Definiamo queste due condizioni:

· L’oppressione: è quel particolare stato mentale che crea una sensazione di turbamento come accadde a Gesù nel Getsemani: “Allora disse loro: “L’anima mia è oppressa da tristezza mortale” (Matteo 26:38).

· L’ossessione: è sempre a livello mentale ed è uno stadio ancora più grave che si manifesta con lo smarrimento e che influisce sul comportamento dell’individuo. Un caso di ossessione può essere quello del credente che ritiene di aver commesso un peccato per il quale il Signore non lo potrà perdonare.
Ma ambedue i casi descritti non rappresentano assolutamente una forma di possessione.

DALLA LUCE ALLE TENEBRE

È possibile scadere dalla grazia e passare dalla luce alle tenebre. Sansone ne è un esempio anche se alla fine della sua vita, realizzò la misericordia del Signore: “Allora lei gli disse: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!” Egli, svegliatosi dal sonno, disse: “Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò”. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui. I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo. Ed egli girava la macina nella prigione” (Giudici 16:20,21).
La stessa triste fine segnerà la vita di Saul: “Lo spirito del Signore si era ritirato da Saul; e uno spirito cattivo, permesso dal Signore, lo turbava” (1Samuele 16:14).
Ovviamente in questi due casi non si può parlare di possessione. Tuttavia, a volte accade di peggio. Colui che, dopo aver accettato il Signore si allontana da Lui, guasta e inquina il tempio dello Spirito Santo, abbandonandosi ai piaceri dei sensi, dell’alcool, della droga e, in special modo, dai volontari contatti con pratiche paranormali e superstiziose, come la divinazione, la cartomanzia, l’astrologia, la negromanzia, la magia. Il suo cuore viene così “vuoto, spazzato e adorno”: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo e non lo trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa da dove sono uscito”; e quando ci arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Matteo 12:43-45).
Il libro dei proverbi esprime la triste fine di colui che follemente decide di voltare le spalle al Signore: “Lo stolto che ricade nella sua follia, è come il cane che torna al suo vomito” (Proverbi 26:11).
L’apostolo Pietro, sottolineerà questa triste realtà: “Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato dato loro. É avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: “Il cane è tornato al suo vomito” e: “La scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel fango” (2Pietro 2:20-22).
Si potrebbero spiegare così casi in cui persone ritenute credenti manifestano in maniera conclamata la possessione, dopo che in qualche caso si sia perfino ritenuto che avesse fatto l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo. Oppure la conclusione potrebbe esser un’altra: Il battesimo nello Spirito Santo non era stata un’esperienza genuina e quella persona aveva bisogno di essere sciolta da legami esistenti prima della sua conversione.
Qualcuno dirà: “É mai possibile, che vi possa essere tanto facilmente confusione tra una esperienza genuina ed una spuria?” Non dimentichiamo mai che il diavolo si traveste talvolta da angelo di luce: “Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce” (2Corinzi 11:14).

L’INCORAGGIAMENTO

Se viviamo in comunione con il Signore e facciamo la Sua volontà, il maligno non ci tocca: “Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; ma colui che nacque da Dio lo protegge e il maligno non lo tocca” (1Giovanni 5:18).
La vittoria è nostra in Cristo: possiamo sconfiggere il “mondo, la “carne e il “maligno”: “Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:37-39).
Se Cristo per mezzo della fede dimora in noi, nessuna potenza potrà mai farci del male: “Voi siete da Dio, figlioli, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo” (1Giovanni 4:4).

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