LA FALSA CHIESA

Apocalisse 17:1-6: “Poi uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne a dirmi: «Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta alla grande prostituta che siede su molte acque. I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione». Egli mi trasportò in spirito nel deserto; e vidi una donna seduta sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia e che aveva sette teste e dieci corna. La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d’oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE PROSTITUTE E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA. E vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù”. Ci rendiamo conto come l’impero del male abbia contraffatto abilmente il Regno di Dio: c’è un antidio, un anticristo, un antispirito, come pure una falsa Chiesa. Il termine “Babilonia”, più volte citato nel libro dell’Apocalisse, significa “mescolare” o “confondere” ed appare come giudizio in Genesi 11:9. In quel caso gli uomini erano uniti in rivolta contro Dio e, negli ultimi tempi, il programma dell’anticristo sarà di creare ancora quest’unità d’opposizione. Costui dichiarandosi il sostituto di Cristo sulla terra, deificherà la sua propria potenza e pretenderà per sé l’adorazione (2Tessalonicesi 2:4). Ben presto creerà un’associazione politico religiosa, una superChiesa, caratterizzata da una intolleranza fondamentale nei confronti della verità di Dio. È interessante comparare la falsa Chiesa con la Sposa di Cristo:

LA BABILONIA
LA CHIESA

È divenuta con la sua infedeltà, la moglie della bestia (Apocalisse 17:3)
È la moglie (o meglio, sposa), dell’Agnello (Apocalisse 21:9);

Domina sulla bestia (Apocalisse 17:3)
È sottoposta a Cristo (Efesini 5:24);

È chiamata “Babilonia” dalla città nemica di Dio (Isaia 48:20)
È chiamata “Nuova Gerusalemme” dalla città di Dio (Apocalisse 21:10);

È di questo mondo (Apocalisse 17:3)
È di origine celeste(Applicasse 21:2);

È ricca (Apocalisse 17:4)
È povera (Atti3:6);

Veste di porpora, simbolo della regalità (Apocalisse 17:4; 18:7,16)
Veste di bianco, che indica purezza (Apocalisse 19:8);

Dimora dei demoni (Apocalisse 17:5)
È la dimora di Dio (1 Corinzi 3:16);

Porta il suo nome sulla fronte (Apocalisse 22:4)
Porta il nome di Dio sulla fronte (Apocalisse 17.5);

È sazia di martiri che ha ucciso (Apocalisse 17:6)
Si astiene dalla violenza (Matteo 5:39);

È un’organizzazione (Apocalisse 13:15)
È un organismo vivente (1Corinzi 12:13);

Adora la bestia (Apocalisse 13:8)
Adora Cristo (Apocalisse 5:12-14);

Sarà giudicata e distrutta (Apocalisse 17:16; 18:10)
Sarà liberata e rapita in cielo in un batter d’occhio (1Corinzi 15:52)

L’anticristo non intende sopprimere la religione, ma modificarla, instaurando una sorta di Chiesa mondiale, che metterà fine alle convinzioni opposte, alla libertà di fede. La superChiesa, ossia un sistema ecumenico, riunifica cristianesimo nominale, paganesimo, cultura, politica, commercio, magia… Di tutto tranne che Dio! Può essere rappresentato dalla crescita abnorme del granel di senape, che diviene albero e tra i cui rami vengono a ripararsi gli uccelli del cielo (Matteo 13:31, 32). La profezia biblica ci fa comprendere come i rapporti fra questa e l’anticristo ben presto si annullano, per la pretesa illuminazione degli uomini che non avranno più bisogno di Dio e non vorranno più essere assoggettati ad alcuna forma di religione (Apocalisse17:16). “Babilonia è la grande” (Apocalisse 17:5), ma ogni regno umano ha durata limitata, se non è guardato con approvazione da Dio (Daniele 2:37-45; Atti 5:38). Essa si è inorgoglita come il suo padrone (Isaia 14:12-14), ma giunge puntuale il giusto giudizio di Dio che pone fine alla sua attività peccaminosa (Apocalisse 17:1,17;18:8).È interessante considerare le tre nenie che sono riportate in Apocalisse 18:11-19: “I mercanti della terra piangeranno e faranno cordoglio per lei, perché nessuno compra più le loro merci: oro, argento, pietre preziose, perle, lino pregiato, porpora, seta, scarlatto, ogni varietà di legno odoroso, ogni varietà di oggetti d’avorio e di legno preziosissimo, rame, ferro, marmo, cannella, spezie, profumi, unguenti, incenso, vino, olio, fior di farina, grano, buoi, pecore, cavalli, carri e persino i corpi e le anime di uomini. I frutti che l’anima tua desiderava sono andati lontani da te; tutte le cose delicate e sontuose sono perdute per te e non si troveranno mai più. I mercanti di queste cose che sono stati arricchiti da lei se ne staranno lontani per timore del suo tormento, piangeranno e faranno cordoglio dicendo: “Ahi! ahi! La gran città ch’era vestita di lino fino, di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle! In un attimo una ricchezza così grande è stata distrutta”. Tutti i piloti, tutti i naviganti, i marinai e quanti trafficano sul mare se ne staranno lontano e vedendo il fumo del suo incendio esclameranno: “Quale città fu mai simile a questa grande città?” E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangeranno e faranno cordoglio dicendo: “Ahi! ahi! La gran città nella quale tutti quelli che avevano navi in mare si erano arricchiti con la sua opulenza! In un attimo è stata ridotta a un deserto”.

In queste tre nenie notiamo:
1) Il coro di tutti i re della terra (v. 9,10). Costoro si erano inebriati del lusso di Babilonia, vivevano sotto la sua protezione, ma vedono svanire la potenza imperiale, che pretendeva di essere eterna (Ezechiele 26:15-21).
2) Il coro dei mercanti della terra (v. 11-16). Costoro avevano contemplato l’impero finanziario, che adesso è crollato. Essi dimostrano, come i re, la loro impotenza e, soprattutto, la paura di fare la stessa fine. Nel loro canto non hanno notato la mancanza di Dio in quella capitale orgogliosa e, mentre è in rovina, ricordano solo le perdite: “Oro, argento, pietre preziose, perle…”
3) Il coro dei piloti, dei marinai (v. 17-19). Costoro piangono il godimento della vita (Apocalisse 16: 17-19).Il grande sistema ecumenico religioso, scosso dal “terremoto” del giudizio di Dio, crolla, travolgendo quanti in esso avevano confidato: “Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una gran macina e la gettò nel mare dicendo: Così sarà con impeto precipitata Babilonia, la gran città e non sarà più ritrovata” (Apocalisse 18:21).

La superChiesa è stata annientata per sempre: questo giudizio produce gioia nei cieli per l’ennesima vittoria di Dio: “Dopo queste cose udii come una gran voce d’una immensa moltitudine nel cielo, che diceva: Alleluia! La salvazione e la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio; perché veraci e giusti sono i suoi giudici; poiché Egli ha giudicata la gran meretrice che corrompeva la terra con la sua fornicazione e ha vendicato il sangue dei suoi servitori, ridomandandolo dalla mano di lei. E dissero una seconda volta: Alleluia! Il suo fumo sale per i secoli dei secoli” (Apocalisse 19:1-3).

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