Come al solito, Paolo iniziala sua Epistola con un’introduzione, presentando sé stesso, identificando i destinatari della lettera, e poi pregando per loro. Prendiamo qualche momento per riflettere su alcuni pensieri di questo passo. Leggo di nuovo i vv.1,2:
“1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per la volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù: 2 grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.” (Ef 1:1-2 LND)
Paolo si presenta come apostolo. La parola “apostolo”, in greco, indica qualcuno che viene mandato in senso ufficiale, e infatti Paolo fu mandato da Gesù Cristo stesso. Fu chiamato direttamente da Gesù Cristo, e ricevette il suo insegnamento da Lui, e non da qualche uomo. Perciò, ciò che Paolo dichiara, proviene da Gesù Cristo. Non è il pensiero di Paolo o di un altro uomo. Di conseguenza, possiamo fidarci totalmente di quello che leggiamo qui, come d’altronde possiamo fidarci del resto della Bibbia.
Paolo fu mandato come apostolo, per la volontà di Dio: cioè, fu guidato da Dio, per la missione che Dio aveva stabilito per lui. Non era una sua iniziativa.
Qual era questa missione? La missione di Paolo consisteva nel portare il Vangelo ai Gentili e anche nello scrivere una parte consistente del Nuovo Testamento. Quindi, la sua missione riguarda noi, la nostra salvezza, e una parte della Bibbia che Dio ci ha dato per rivelarci le sue verità.
Paolo scrive ai santi e fedeli in Cristo Gesù. Erano santi, non perché fossero bravi per merito loro, ma perché erano stati giustificati in Cristo Gesù, e avevano la sua giustizia.
E se tu non sei un santo?
Vorrei rivolgermi brevemente a chi non è un santo, a chi non è ancora salvato. Potresti chiederti, giustamente: “In che cosa questo brano mi riguarda, visto che è scritto ai santi, ovvero, a coloro che sono già salvati?. In che modo posso sapere se arriverò mai alla salvezza?”
È vero che questo passo è scritto a coloro che sono già credenti. Tuttavia, mentre lo leggiamo e lo consideriamo, se tu non sei credente, tieni gli occhi aperti per comprendere di più il cuore di Dio, e quanto Egli ha a cuore la salvezza del peccatore. Riconosci la grazia di Dio e poi ricordati che Gesù ti invita, anzi, ti comanda, di andare da Lui per la salvezza. Le meravigliose verità in questo brano non chiudono a nessuno la porta della salvezza, piuttosto possono stimolare ancora di più il peccatore a ricercare la salvezza da un Dio così pieno di grazia.
Grazia e pace
Dopo essersi presentato ed aver menzionato i destinatari dell’epistola, Paolo esprime quella che in effetti è una preghiera per loro, con parole che rivolge a loro e a noi: “Grazia e pace”. Infatti, Paolo prega per questo all’inizio di ogni lettera, e chiede per gli Efesini ciò che solo Dio può dare, e che non esiste nel mondo, tranne che in Gesù Cristo: la grazia, ossia il favore e la bontà di Dio, che assolutamente non meritiamo. Ogni dono che riceviamo da Dio è dovuto alla Sua grazia, perché non solo non meritiamo il bene da Lui, ma anzi meritiamo il tormento eterno. La grazia di Dio è troppo grande per essere capita a fondo.
La grazia è la qualità che spinge Dio a riversare benedizioni eterne su coloro che meritano solo tormento eterno. La grazia è quella che porta il Dio onnipotente ad usare il suo potere per gestire gli avvenimenti del mondo per il nostro bene eterno.
La pace è lo stato di riposo del nostro cuore che ci rende soddisfatti e tranquilli. Avere pace nel cuore dipende dal fatto di avere pace con Dio.
Ed è ciò che Paolo prega per gli Efesini, ed è questo che dovremmo anche noi pregare gli uni per gli altri.
La grazia e la pace provengono dal Padre e dal Signore Gesù
La grazia e la pace provengono da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.
La grazia e la pace provengono da Dio, nostro Padre. I Giudei del Nuovo Testamento non chiamavano Dio “Padre”. Lo chiamavano il loro “Signore”, il loro Dio, ma non “Padre”. Prima della sua conversione, l’Apostolo Paolo, un fervente Giudeo, non avrebbe mai chiamato Dio “Padre”. Però, da quando Gesù Cristo lo salvò, e da quando Paolo fu adottato come figlio, egli, come ogni vero credente, poté chiamare Dio “Padre”; nell’epistola, l’apostolo lo fa del continuo. Paolo capiva qualcosa dell’ineffabile privilegio di chiamare “Padre” il Sovrano Dio.
Sappiamo bene che possiamo chiamare Dio “Padre” ma, in questa vita, non arriveremo mai a comprendere a fondo la meraviglia di questa benedizione e di questo privilegio! Noi possiamo chiamare Dio “Padre” grazie all’opera di Gesù Cristo! Abbiamo pace con Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Infatti, ogni benedizione giunge fino a noi per mezzo di Gesù Cristo, il nostro Signore.
Inizio di un messaggio più profondo
Dopo questa breve, ma importante, introduzione, Paolo inizia a sviluppare l’epistola. Se guardiamo ai versetti da 3 a 14, ci ritroviamo sull’orlo di una rivelazione che Dio ci fa, così profonda e ricca che nessun uomo potrebbe mai arrivare a sondarne veramente tutte le ricchezze. Siamo tutti incapaci a trattare in modo adeguato le verità insondabili che troviamo in questo brano. Solo con l’aiuto dello Spirito Santo possiamo comprendere qualcosa della ricchezza di queste verità, una ricchezza così immensa e profonda che per tutta l’eternità loderemo Dio per le verità che Egli ci mostra qui.
Le verità di questi versetti sono di una ricchezza e di una profondità che superano qualunque cosa mai scritta nella storia del mondo. L’intero passo, dal v.3 al v.14, nell’originale, è composto da una sola frase, da un unico periodo grammaticale. In questi pochi versetti, guidato da Dio stesso, l’apostolo Paolo descrive la grazia di Dio nella nostra salvezza, dall’eternità passata, quando essa era solamente un pensiero nella mente di Dio, fino ad arrivare a quella che sarà la nostra condizione eterna, quando saremo in piedi davanti al trono di Dio per adorarlo per tutta l’eternità.
Coscienti che non possiamo nemmeno iniziare a comprendere da soli le ricchezze presentate qui, chiedo a Dio il suo aiuto affinché possiamo capire qualcosa di più della verità rivelata in questo passo. È essenziale comprendere qualcosa, per conoscere di più l’immensità della grazia che Dio ci ha manifestato nella nostra salvezza.
Benedetto sia Dio
Per capire questo brano, iniziamo leggendo il v.3:
“Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo,” (Efe 1:3 LND)
Paolo si accinge a spiegare le benedizioni infinite ed eterne che abbiamo in Gesù Cristo. Però, prima di parlare delle benedizioni che abbiamo, egli comincia benedicendo il nostro Dio. Dio ci ha creati affinché lo glorifichiamo. Per natura, l’uomo vede Dio come se Egli esistesse per aiutarlo. Invece, è l’uomo ad esistere per glorificare Dio. Ripetutamente nella Bibbia troviamo esempi che ci esortano a glorificare Dio. Questo è lo scopo della vita, e solo glorificando Dio possiamo avere un cuore soddisfatto.
Benedetto sia Dio! Dio ha creato l’universo affinché Lo glorificasse. Quando Dio creò il mondo e l’universo, le stelle iniziarono a glorificarLo, così come fecero anche gli uomini, seppur in modo molto incompleto dopo la caduta di Adamo ed Eva. Anche oggi, la creazione proclama la gloria di Dio, come un’immensa sinfonia. I vari aspetti della creazione glorificano Dio, come strumenti senza parole. È solo l’uomo che può dare delle parole alle lodi innalzate a Dio. L’uomo, infatti può non solo glorificare Dio, ma anche benedirLo, perché all’uomo Dio ha dato la capacità di parlare. Che immenso privilegio di usare la nostra voce per benedire il nostro Creatore! L’uomo è il sacerdote e il poeta della creazione. Il più grande privilegio che abbiamo è di benedire Dio! Benedetto sia Dio!! Benedici, anima mia, l’Eterno, e tutto ciò che è in me, benedica il suo nome!
“Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo,” (Efe 1:3 LND)
Nell’introduzione della sua lettera, Paolo menziona Dio come “Padre nostro”, mentre qui Lo presenta come “Padre del Signore nostro Gesù Cristo”. Dio è il Padre di Gesù Cristo fin dall’eternità. Invece, per natura, noi siamo figli d’ira, non figli di Dio. Per mezzo della salvezza per grazia, che Paolo sta per spiegare proprio in questo brano, Dio è diventato anche il nostro Padre. È importante tenere sempre a mente il rapporto eterno esistente fra il Figlio e il Padre.
Quindi, Paolo inizia benedicendo Dio, che è il Padre di Gesù Cristo, il nostro Signore. Il nostro rapporto con Dio è totalmente ed eternamente collegato a Gesù Cristo. Il nostro accesso a Dio è per mezzo di Gesù, ora e per tutta l’eternità.
Notate sia in Efesini sia nelle altre Epistole, quanto spesso Dio Padre e Gesù Cristo vengono menzionati insieme. Se ricordate, nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 5, Gesù dichiara che chi non onora il Figlio, non onora il Padre. Il nostro rapporto con il Padre non esiste separatamente dal nostro rapporto con Gesù Cristo.
Paolo benedice Dio, il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, quel Dio che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. Da questo, impariamo a benedire Dio del continuo, come parte della nostra vita.
Ogni benedizione spirituale
Paolo benedice Dio, dichiarando poi che Egli ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti. In che cosa consistono queste benedizioni? In che senso esse sono nei luoghi celesti?
Abbiamo tanto da meditare su questo punto ma avremo anche tanto da scoprire per tutta l’eternità. Possiamo leggere queste parole e, con l’aiuto dello Spirito Santo, capirne una piccolissima parte. Tuttavia, ci vorrà tutta l’eternità per conoscere e godere l’immensità delle benedizioni che abbiamo in Cristo. Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.
Non basta dire che Dio ci ha benedetti con tantissime benedizioni. Ciò che Dio ha compiuto per noi va infinitamente oltre questo, Egli ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale, nei luoghi celesti, in Cristo Gesù.
Quando parliamo dei luoghi celesti, non dobbiamo pensare che queste siano benedizioni che dobbiamo ancora aspettare. Sono benedizioni che possiamo godere già ora, perché sono già nostre in Cristo.
Viviamo in questo mondo, è vero, ma in realtà, questo mondo non è casa nostra. Noi siamo già cittadini del cielo, come leggiamo in Filippesi 3:20;
“La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo,” (Fil 3:20 LND)
Mentre camminiamo in questa terra, in realtà, siamo già in Cristo, come leggiamo in Colossesi 3:3:
“perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.” (Col 3:3 LND)
Spesso dimentichiamo questo fatto, ma in realtà siamo in Cristo. E quindi, siamo custoditi da Dio stesso per l’eredità che ci è riservata. Abbiamo Cristo in noi, abbiamo la caparra dello Spirito Santo, abbiamo Dio che controlla tutte le cose affinché esse cooperino al nostro bene eterno. Siamo preziosi per Dio per mezzo di Cristo.
I Giudei avevano benedizioni terrene, che potevano perdere. Infatti, persero la loro terra, persero la loro vita tranquilla, persero il tempio, persero il privilegio di essere una nazione.
Al contrario, le benedizioni spirituali che abbiamo in Cristo Gesù sono benedizioni che non possiamo perdere, perché sono collegate ai luoghi celesti i quali non sono soggetti a tutto ciò che succede sulla terra.
La terra, con tutto quello che essa contiene, sarà distrutta eternamente. Invece, i luoghi celesti descrivono la dimora di Dio stesso; le nostre benedizioni spirituali che sono nei luoghi celesti sono quindi radicate nella presenza di Dio stesso e perciò dureranno per tutta l’eternità. Nulla può distruggere o diminuire la grandezza delle benedizioni spirituali che abbiamo in Cristo Gesù. E abbiamo ogni benedizione spirituale in Lui. Ogni credente ha ogni benedizione spirituale in Cristo Gesù nei luoghi celesti. E se tu non sei ancora salvato, considera quello che Dio ti offre, come dono infinito, se ti ravvedi e ti aggrappi a Cristo per fede.
In Cristo Gesù
È estremamente importante riconoscere e meditare sulla verità che ogni benedizione che abbiamo, e le abbiamo tutte, sono in Cristo Gesù! Non possiamo mai separare alcuna benedizione che abbiamo da Gesù Cristo. Egli è la fonte di ogni benedizione, Egli stesso è l’unico mediatore fra noi e Dio, e tutta la grazia che riceviamo da Dio, la riceviamo per il merito di Gesù Cristo, per mezzo di Gesù Cristo e per la gloria di Gesù Cristo.
L’unico modo di arrivare a Dio è per mezzo di Gesù Cristo. L’unico modo di continuare ad avere accesso a Dio è per mezzo di Cristo. Cristo è sempre e sarà eternamente Colui che ci provvede ogni benedizione da Dio. Siamo salvati per merito Suo. Viviamo per Lui.
Come dichiara Paolo stesso in Galati 2,
“Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Gal 2:20 LND)
Quindi, quando pensiamo alla nostra vita, alla nostra salvezza, e alla nostra eternità, bisogna sempre avere Gesù Cristo al centro dei nostri pensieri. Noi viviamo in Cristo, e siamo salvati per mezzo di Gesù Cristo e per Gesù Cristo.
Come leggiamo in 2Corinzi 1:
“19 Perché il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che è stato fra voi predicato da noi cioè da me, da Silvano e da Timoteo non è stato “sì” e “no,” ma è stato “sì” in lui. 20 Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il “sì” e “l’amen,” alla gloria di Dio per mezzo di noi.” (2Cor 1:19-20 LND)
Il “sì” di ogni promessa di Dio è in Cristo Gesù. Egli è il nostro tutto. Egli è il nostro rifugio, il nostro Salvatore, il nostro Avvocato, il nostro Buon Pastore, la nostra Guida, la nostra Rocca, la nostra Luce, la nostra Vita, la porta della salvezza. Non c’è nulla nel mondo che sia pari a Cristo. L’Apostolo Paolo dichiara sotto la guida dello Spirito Santo:
“7 Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. 8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede, 10 per conoscere lui, Cristo la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, 11 se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti. 12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch’io sono stato afferrato da Gesù Cristo. 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la méta verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. 15 Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; e se voi pensate altrimenti in qualche cosa, Dio vi rivelerà anche questo.” (Fil 3:7-15 LND)
Gesù Cristo è la nostra benedizione. Chi ha Cristo Gesù, ha ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti.
Non abbiamo il tempo sufficiente per parlare a lungo del fatto che abbiamo ogni benedizione nei luoghi celesti in Cristo Gesù. E addirittura, la vita sulla terra non è abbastanza lunga per parlare a fondo della ricchezza di possedere ogni benedizione spirituale. Ci vorrà tutta l’eternità per conoscere a fondo e godere le benedizioni che abbiamo in Cristo Gesù.
Le benedizioni in Cristo sono profonde e ricche e soddisfano l’anima, mentre nessuna benedizione terrena può farlo. Siamo creature spirituali, e solo le benedizioni spirituali possono soddisfare la nostra anima. E abbiamo ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo Gesù.
Quindi, come la Bibbia ci insegna, abbiamo bisogno di passare in rassegna le nostre benedizioni spirituali in Cristo Gesù. Se volete avere una gioia profonda in mezzo alle prove e alle più violente tempeste della vita, meditate ogni giorno sulle benedizioni spirituali eterne che avete nei luoghi celesti in Cristo Gesù.
Conclusione
Abbiamo appena iniziato questo brano, abbiamo appena toccato le meravigliose verità che esso contiene, e dobbiamo lasciarlo per necessità di tempo. Però, vi invito a tornarci più volte nei prossimi giorni e tante volte nella vita, per riflettere e meditare sulle verità che Dio ci rivela in esso.
Le verità di questo passo sono verità così profonde che nessun uomo ci arriva tramite il ragionamento umano. Le conosciamo solamente grazie alla rivelazione di Dio.
Quindi, inginocchiamoci davanti al nostro Sovrano Dio, e adoriamoLo, per la sua somma maestà nel piano della salvezza. Adoriamo e ringraziamo Dio che è nostro Padre e perché in Cristo Gesù, il nostro Salvatore e Signore, abbiamo ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti. Non comprendiamo a fondo questa realtà, ma è meravigliosa. Andando avanti in questo brano, potremo comprendere di più queste benedizioni. E, Dio volendo, faremo proprio questo la prossima volta.
Per ora, prego che chi fra noi ha già la salvezza possa investire questa settimana riflettendo sulla salvezza in Gesù Cristo. Per chi non ha ancora la salvezza, sappi che la porta è aperta, e che Dio ti chiama. Corri a Gesù, come sei, ed Egli ti salverà. Amen!

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