IL PEDOBATTESIMO

Il battesimo dei bambini cominciò ad essere praticato già dall’inizio del III° secolo, dapprima come “presentazione” del bambino alla comunità, in seguito come “propiziazione” e poi come vera e propria “ammissione” all’albo dei fedeli di chiesa.
La dottrina cattolica ritiene di mettere il suo “imprimatur” sui bambini per non farli andare… all’inferno, o meglio, al “limbo”, che sarebbe l’inferno di coloro che non hanno mai conosciuto Cristo.
Vediamo insieme cosa insegna la Chiesa Cattolica intorno al battesimo dei neonati e cosa invece insegna la Bibbia.

DOTTRINA CATTOLICA
* “Il battesimo è il sacramento che ci fa cristiani, cioè seguaci di Gesù Cristo, figli di Dio e membri della Chiesa” (Catechismo di Pio X, nr. 290).
* “Il battesimo conferisce la prima grazia santificante e le virtù soprannaturali, togliendo il peccato originale e i peccati attuali, se vi sono, con ogni debito di pena per essi dovuta; imprime il carattere di cristiano e rende capace di ricevere gli altri sacramenti” (Id. nr. 295).
* “Ministro del battesimo è, ordinariamente, il sacerdote, ma, in caso di necessità, può essere chiunque, anche un eretico o infedele, purché abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa” (Id. nr. 293).
* “Senza battesimo nessuno può salvarsi” (Id. nr. 280).
* “Il battesimo trasforma l’uomo nello spirito e lo fa come rinascere rendendolo un uomo nuovo” (Id. nr. 296).
* “Col sacramento del battesimo, quando secondo l’istituzione del Signore è debitamente conferito e ricevuto con la debita disposizione di animo, l’uomo è veramente incorporato a Cristo crocifisso e glorificato, e viene rigenerato per partecipare alla vita divina” (Decreto del Concilio Vaticano II, “Unitatis Reintegratio” sull’Ecumenismo, del 21 Novembre 1964, nr. 22).
* “Col pedobattesimo, il neonato diventa suddito della Chiesa Cattolica (F. Potestà, Exam. Confess, Tom.I, par.4, De Bapt.cap.2).

Ecco quanto affermano i teologi cattolici:
1) “La materia del battesimo è l’acqua naturale. È di fede” (TDB par. 168. 1).
2) “La forma del battesimo consiste nell’invocazione dei nomi delle tre divine Persone, accompagnata dalle parole che indicano l’azione del battezzare. È di fede” (TDB par. 168. 2).
3) “Il battesimo è il sacramento della remissione dei peccati e della rigenerazione. È di fede” (Id. 169).
4) “Per disposizione divina, il battesimo è assolutamente necessario a tutti gli uomini per la salvezza. È di fede” (Id. par. 169).
5) “Il ministro ordinario del battesimo, avente missione dal vescovo, è il sacerdote; ministro straordinario, in caso di necessità, può essere qualsiasi persona umana. È di fede” (Id. par. 170).
6) “Il battesimo può essere validamente ricevuto da ogni persona umana. È di fede” (TDB par. 170. 2).
7) “Anche i bambini, che non hanno ancor l’uso della ragione, possono e devono essere battezzati. È di fede” (Id. par. 170. 3).

DOTTRINA BIBLICA
Cosa insegna la Scrittura su questo soggetto di vitale importanza? Per rendere l’argomento più chiaro, lo suddividerò in tre parti: limbo, peccato originale e battesimo dell’adulto.

IL LIMBO
Il termine latino “Limbus” significa “lembo, margine”, “luogo confinante con un altro”; in questo caso si riferisce al confine con l’inferno propriamente detto. Questa parola non si trova nella Bibbia. Sembra che il primo ad usarla sia stato Guglielmo d’Auxerre (1230) quando, riferitosi ai bambini che muoiono senza il battesimo, disse che essi soggiornavano in un luogo “in limbo inferni”, cioè al margine dell’inferno. Il termine “Limbo” è usato dalla teologia cattolica per designare:

A. Il “Limbus Patrum”. Questo è il luogo in cui le anime dei giusti attendevano la redenzione. Nella dottrina cattolica si designò con questo nome il luogo dove le anime dei giusti, morti prima di Gesù Cristo, attendevano la Sua venuta che, le avrebbe liberate ed introdotte nel paradiso. Nell’antico Testamento si parla dello Sheol, che può indicare sia l’inferno che l’Ades: era questa la dimora delle anime dei defunti, in generale. Alla morte, Gesù, con la Sua anima unita alla Sua divinità, scese negli inferi e quivi vi rimase fino alla Sua resurrezione. Gesù, nel Limbo, visitò le anime dei giusti che, pur avendo conseguito la purificazione da ogni pena dovuta al peccato, non avevano ancora raggiunto la visione di Dio con l’amore e la conseguente gioia. Il disegno divino non permetteva che ricevessero quest’effetto finale del dono soprannaturale della grazia, se non per lo stesso Salvatore, una volta che Egli avesse realizzato nella Sua umanità, la Sua immolazione redentrice sul Calvario.
Il limbo dei Padri è venuto a cessare con la resurrezione gloriosa e salvifica del Cristo, nel quale i Padri credettero. Fu “trasferito”, poi, nel paradiso.

B. Il “Limbus Infantum”. Questo è il luogo dove vanno le anime dei bambini non battezzati. Di questo particolare luogo la Sacra Scrittura non parla per evidenti ragioni di moralità (Enciclopedia della Bibbia, ELLE DI CI, Torino Leuman volume 4, pagina 705).
Il Cattolicesimo Romano afferma: “Il Limbus Infantum è la dimora di tali anime, secondo l’interpretazione di Giovanni: “Se uno non è nato d’acqua e di spirito, non può entrare nel regno di Dio”, considerando il termine “acqua” riferito al battesimo. Tutti gli uomini nascono ancor oggi con il “peccato originale” una realtà di colpa e di castigo che contrassegna il mondo. Questa condizione di peccato e di punizione è rimossa dal sacramento del battesimo. Il suo effetto serve a conferire la prima grazia santificante e le virtù soprannaturali, togliendo il peccato originale ed i peccati attuali; in tal modo ci fa cristiani. Il battesimo è indispensabile, perché senza di esso si è dannati per sempre; non è un segno esteriore di un cambiamento già avvenuto nell’interno, ma è un mezzo di purificazione del peccato originale. Solo chi è battezzato, è liberato da questa condizione di schiavitù spirituale. Può considerarsi, così, parte del Corpo di Cristo. I bambini che non possono operare né il bene né il male, in quanto discendenti di Adamo, portano con sé il peccato originale. Se muoiono senza che sia stato loro impartito il battesimo per ottenere salvezza, vanno nel Limbo.
La dottrina del Limbo non è stata dichiarata come dogma, infatti, coloro che si rifiutano dì credere in essa non sono scomunicati. Questa è una credenza teologica che non è ancora stata codificata dalla Chiesa Cattolica. Ecco quanto afferma un testo enciclopedico cattolico intorno al Limbo: “Quanto all’esistenza del Limbo, la dottrina non è una semplice opinione; quanto alle pene, si deve ammettere certamente la privazione della visione beatifica, sebbene non sia obbligatorio escludere le pene sensibili (tuttavia l’opinione sempre più comune solitamente le respinge); per quanto riguarda la durata, le opinioni tendono, in alcuni, a temperarla e si distinguerebbe tra il luogo ed il tempo.
Per quanto concerne il luogo, si può ammettere che i bimbi del Limbo occupino il posto dei beati, sebbene senza godere della visione di Dio dopo la risurrezione; alcuni concedono pure che possano conseguire la visione beatifica se sulla terra si prega per loro. Però di questi particolari non si sa nulla” (Enciclopedia della Bibbia, ELLE DI CI, Torini, volume pagina 705).
G. Gasparri nel “Catechismo Cattolico” (pag. 582), afferma: “Il limbo è un luogo dove Dio manderebbe le anime dei bambini morti senza battesimo che sono puniti della pena della privazione della visione di Dio, senza la pena del fuoco”.

Tale dottrina è talmente intricata, che neppure i teologi cattolici sono d’accordo fra di loro.
Alcuni affermano l’impossibilità per i bambini non battezzati di essere torturati nell’inferno. Potrebbero essere salvati, forse, per la fede dei loro genitori o, addirittura, perché Dio ordinerebbe agli angeli di battezzarli.
Altri affermano che i bambini non battezzati rimangono per sempre in questo luogo, senza speranza di liberazione, non soffrendo nessuna pena ma soltanto esclusi dalla benedizione del cielo.
Mons. Bartmann sostiene che “nel Limbo sono posti anche i milioni di deboli di spirito che non hanno potuto mai peccare gravemente. Così come anche il numero sterminato di coloro che, vissuti in una condizione bassissima di civiltà, non hanno potuto affatto elevarsi ad un grado sufficiente di coscienza morale”.
Il cardinale Bellarmino afferma che “i bambini morti senza battesimo sono del tutto dannati”. L’abate Louvet dice che “il meglio che possa accadere loro è di andare dopo la morte nel Limbo, che infine, può considerarsi come il vestibolo dell’inferno”.
Virginio Rotondi risponde in modo ambivalente ad una madre angosciata che gli ha scritto: “Ho avuto tempo fa un bambino nato morto; precisamente è morto quattro ore prima del parto: il mio dolore fu immenso ed ancora più grande al pensiero che non è stato battezzato. Che ne sarà della mia creatura? Il buon Dio di misericordia avrà pietà di lui? Posso io fare qualcosa?
A questo grido di angoscia il teologo risponde chiaramente: “Non sono in grado di darle la sicurezza di cui è ansiosa. La certezza che i bambini godano del paradiso a cui tutti gli uomini sono chiamati, riguarda i bimbi battezzati”.
Perché respingiamo la dottrina del limbo? Almeno per tre ragioni:

1. Essa è del tutto fantastica. Se per le altre dottrine i cattolici possono trovare qualche appiglio nella Bibbia, per il limbo sono senza argomenti: non vi è nella Parola di Dio la minima allusione al limbo, neppure nei libri apocrifi.
2. Gesù ha preso in braccio dei bambini non per battezzarli, ma per rassicurare loro ed i rispettivi genitori della appartenenza di questi piccoli al Regno dei cieli.
3. È immorale pensare che milioni di bambini morti nel corso dei millenni, senza battesimo, siano condannati a non entrare mai nel regno dei cieli, senza la minima colpa, ma solo perché non hanno potuto ricevere il battesimo.
I bambini, infine, vanno in paradiso, finché sono bambini, avendo Gesù affermato che “di essi è il Regno dei Cieli”. Affermare diversamente significa dare del bugiardo a Gesù! Di ciò solo satana, il serpente antico, ha il coraggio di farlo! Leggiamo le parole che Gesù rivolse ai bambini:
* Matteo 18:3-5: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli. E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me”.
* Marco 10:13-16: “Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano. Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto”.E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro”.
La verità è che esiste il bene e il male, la via larga e la via stretta, il cielo e la terra, l’inferno e il paradiso, l’eternità con Dio e senza Dio.

IL PECCATO ORIGINALE
La Bibbia non parla di peccato originale col quale l’uomo nasce, ma della propensione al peccato che è insita in ogni uomo. Quando un bambino riesce a discernere il male dal bene, è da quel momento responsabile di ogni suo atto di fronte a Dio. Ha dunque bisogno si perdono, di remissione dei peccati e dunque di salvezza. Anche lui è un peccatore: “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani 5:12).
Un bambino non può peccare e dunque in caso di decesso nulla potrà impedirgli di andare con il Signore: “Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Ma Gesù disse: “Lasciate i bambini, non impedite che vengano da me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro”. E, imposte loro le mani, se ne andò via di là” (Matteo 19:13-15).
Quanto descritto precedentemente nella sezione del limbo, unitamente a quanto ora affermato, dimostra che la dottrina del peccato originale è antibiblica.

IL BATTESIMO NELLA SCRITTURA
Alla luce della Scrittura abbiamo visto che un neonato non nasce con il peccato, che non esiste il limbo. Per queste due ragioni il suo battesimo è inutile. Per essere più espliciti, necessita soffermare la nostra attenzione sul battesimo biblico.
Circa il modo di amministrare il battesimo, il Nuovo Testamento non conosce che l’immersione nell’acqua. È probabile che anticamente a questa seguisse l’imposizione delle mani, senza però farne parte.
Circa il significato del battesimo nella Sacra Scrittura non riscontriamo mai che sia stato amministrato per ottenere la salvezza, ma esso è dato dopo che si è creduto e si è avuta la salvezza: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16).
È ovvio che un neonato non ha capacità decisionali. Di contro, il passo in esame non insegna il battesimo come rigenerante. Infatti, è scritto che chi avrà creduto, sarà salvato. La condizione per la salvezza è credere. Quando il carceriere di Filippi domanda ciò che deve fare per essere salvato, l’apostolo Paolo e Sila gli rispondono: “Credi” e non: “Sii battezzato”. Dopo che egli ha creduto, gli viene conferito il battesimo: “Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: “Signori, che debbo fare per essere salvato?” Ed essi risposero: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia”. Poi annunziarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi” (Atti 16:29-33).
Se il battesimo fosse rigenerante, il ladrone in croce, primo credente ad essere salvato, non avrebbe potuto fare quest’esperienza.
Il Vangelo parla di salvezza personale, di “nuova nascita” che ci è data dallo Spirito Santo a conferma della Parola di Dio, ascoltata, capita ed accettata: “C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: “Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui”. Gesù gli rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”. Nicodemo gli disse: “Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?” Gesù rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Giovanni 3:1-8).

Essa è il frutto di una crisi generata dalla nostra profonda coscienza di essere peccatori e dalla richiesta di aiuto a Gesù Cristo il nostro personale Salvatore: “Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Fratelli, che dobbiamo fare?” E Pietro a loro: “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:37,38).
Qui troviamo le tre fasi della nostra umiltà, sottomissione sincera a Dio, della nostra decisione di credere con tutto il cuore e l’accettazione di Gesù nel nostro cuore. Queste tre fasi, per ovvie ragioni non possono realizzarsi in un neonato.
La Parola di Dio, la Bibbia, afferma categoricamente e senza smentita alcuna che riceviamo la remissione dei peccati e quindi la nostra salvezza, esclusivamente per mezzo del sangue di Gesù Cristo, l’unico vero Agnello che toglie il peccato del mondo: “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1:29).
Nel Suo sangue c’è la remissione dei peccati: “Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti” perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati” (Matteo 26:28).
Solo il sangue cancella il peccato: “Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (1Pietro 1:18,19).

Il sangue di Gesù ci ha liberato: “A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen” (Apocalisse 1:5).
È ovvio che un neonato non può esercitare fede nel sangue di Gesù. Il battesimo allora subentra solo dopo aver creduto e non prima, essendo l’atto conclusivo di ubbidienza a Gesù Cristo, scoperto come il capo vivente della Chiesa di Dio, che è il Suo Corpo, fatto di credenti.
La predicazione di Pietro fu accettata da tremila persone che decisero di battezzarsi “Quelli dunque i quali accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2:41).
Il battesimo per immersione, in acqua, rappresenta l’ingresso ufficiale del credente nella Chiesa “visibile” di Gesù Cristo, dopo essere già entrati in quella “invisibile”, costituita da tutti i veri credenti presenti in ogni denominazione e conosciuti personalmente da Cristo stesso: “Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l’arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l’acqua. Quest’acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma l’impegno di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti” (1Pietro 3:18-22).
Se la Chiesa Cattolica professa un solo battesimo per il perdono dei peccati, questo non potrà mai essere quello dei neonati.
Il battesimo “per immersione”, infatti, simboleggia la morte e la sepoltura dell’uomo vecchio. C’è sempre un periodo anteriore al battesimo ed uno posteriore, cosa che per il neonato è impossibile: “Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso? O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto, è libero dal peccato. Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù. Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d’iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio; infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia” (Romani 6:2-14).
Lo stesso concetto l’apostolo Paolo lo ribadisce ai credenti di Colosse: “Essendo stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che ha risuscitato lui dai morti. E voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Egli ha vivificati con lui, avendoci perdonato tutti i peccati, avendo cancellato l’atto accusatore scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell’atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce” (Colossesi 2:12-14).
Ai fini della salvezza, allora, il Vangelo è molto categorico ed afferma che con la bocca si fa confessione di fede e col cuore si crede: “La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore”: questa è la parola della fede che noi annunziamo; perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati (Romani 10:8-11).
Per fare tutto ciò bisogna essere… adulti!

IL BATTESIMO: PERCHÉ?
Il Nuovo Testamento presenta il battesimo in acqua come il requisito necessario per essere ammessi nella fratellanza della Chiesa. Il Signor Gesù Cristo stesso iniziò il Suo ministerio, sottoponendosi al battesimo ed il Suo comandamento finale, prima di ascendere al cielo, fu: “Ogni potestà m’è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:18-24).
Ed ancora Gesù disse: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato…” (Marco 16:15, 16).

Gli apostoli ed i cristiani dell’era apostolica seguirono quest’ordine; infatti:
1. Il giorno della Pentecoste, immediatamente dopo l’annuncio della “Buona Novella”, ai convertiti che chiedevano: “Fratelli che dobbiamo fare?” L’apostolo Pietro rispose: “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38).
2. A Samaria coloro che avevano creduto “a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne” (Atti 8:12).
3. L’etiope, appena ricevuto l’annunzio della salvezza in Cristo, chiese: “Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato? Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, è possibile. L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio. E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò” (Atti 8:36-38).
4. Saulo, il futuro apostolo delle genti, convertitosi a Cristo, “fu battezzato” (Atti 9:18).
5. L’apostolo Pietro, dopo aver annunziato l’Evangelo a Cornelio, centurione romano, e a quelli che erano in casa sua, dopo esser stato testimone della potenza dello Spirito Santo disceso su loro, come era sceso sui circa 120 “da principio”, “comandò che fossero battezzati…” (Atti 10:48).
6. A Filippi, in Macedonia, Lidia, e “quei di casa sua” che avevano creduto nel Signore, furono battezzati e così anche il carceriere e tutti coloro che erano in casa sua ai quali era stata annunziata la Parola del Signore “fu battezzato lui con tutti i suoi” (Atti 16:30-33).
7. Ad Efeso l’apostolo Paolo incontrò dei discepoli di Giovanni Battista che, venuti a conoscenza dell’Evangelo di Cristo, furono battezzati e “lo Spirito Santo scese su loro…” (Atti 19:1-6).

Queste testimonianze della Sacra Scrittura sono sufficienti a dimostrare l’importanza e la necessità di ubbidire all’ordine di Cristo. Infatti, il battesimo è stato istituito dal Signor Gesù Cristo, affinché sia osservato, in ogni tempo, dal Suo popolo secondo la sostanza e la forma da Lui stesso stabilite.

CHE COSA È IL BATTESIMO?
Il battesimo biblico è l’immersione del credente nell’acqua, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La parola greca del testo originale è: “baptismos”, propriamente “immersione” da “baptizein”, “immergere” (Dizionario Garzanti della Lingua Italiana).
Nel vocabolario della lingua Italiana di Nicola Zingarelli, alla voce “battesimo” troviamo scritto: “Baptimos, bagno…ora si somministra col versare acqua benedetta sul capo del neofita e un tempo facevasi per immersione”.
L’apostolo Pietro dichiara che il battesimo non è “…eliminazione di sporcizia dal corpo, ma l’impegno di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo” (1Pietro3:21).
Il testo su menzionato indica:
1. Che il battesimo non salva. Il rito esteriore non ha il potere di lavare i peccati e quindi dare la certezza della vita eterna.
2. È una richiesta, una domanda, un impegno, un patto, una promessa, un contratto; questi sono i veri significati del termine originale. Si tratta di un impegno solennemente e coscientemente preso dal credente che ha trovato in Gesù Cristo il Salvatore. Con il battesimo il credente testimonia della salvezza, della purificazione e della rigenerazione, operata da Dio nel momento in cui, per fede, ha accettato l’opera compiuta da Cristo sul Calvario e si è arreso a Lui.
3. ll concetto di immersione è evidente nelle parole dell’apostolo Pietro che prende il diluvio come figura del battesimo. Come Noè nell’arca passò attraverso il diluvio, così il credente, salvo in Cristo, passa nelle acque del battesimo per iniziare una nuova vita nel suo Redentore.
Il battesimo, quindi, è il patto che il credente fa con Dio, davanti a tutta la chiesa, impegnandosi a servire, ubbidire ed onorare il Signore e Salvatore, tutti i giorni della sua vita.

QUAL È IL SIGNIFICATO DEL BATTESIMO?

1. È una pubblica confessione di fede: “Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale facesti quella bella confessione in presenza di molti testimoni” (1Timoteo 6:12).
Questo brano parla di “quella bella confessione” che Cristo è il Messia, il Figlio di Dio, Salvatore. Anche se l’apostolo si riferisce probabilmente al battesimo di Timoteo o ad una testimonianza e confessione fatta in un periodo particolare di persecuzione, rimane il fatto che il cristiano deve disporsi a questa pubblica confessione di fede alla presenza di molti testimoni, nel cospetto di Dio… e di Gesù Cristo”.
Dal momento che la fede cristiana è una scelta individuale, soltanto con una libera decisione e conversione personale si accetta la grazia della salvezza in Cristo e si entra a far parte della Chiesa Cristiana.
Il battesimo quindi, è una consapevole decisione del credente a testimoniare pubblicamente la propria appartenenza al Signor Gesù ed il suo patto di fedeltà ed ubbidienza a Cristo: “Colui che crea la fede e la rende perfetta” (Ebrei 12:2).

2. È l’evidenza di una morte volontaria al mondo e al peccato: “Colui che è morto, è affrancato dal peccato. Ora, se siamo morti con Cristo, noi crediamo che altresì vivremo con lui… Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Così anche voi fate conto d’esser morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù” (Romani 6:7-11).

3. È una testimonianza esteriore della conversione interiore: “Ignorate voi che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi siamo dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo e risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:3,4).
Il battesimo ha un significato simbolico. Il seppellimento segue la morte ed il battesimo non è altro che il seppellimento del vecchio io, cioè della vecchia natura, che è ormai morta alla croce del Calvario, simboleggiato dall’immersione.
La rinascita dell’uomo nuovo per la fede in Cristo è simboleggiata dall’immersione dalle acque del battesimo.

4. È una nuova vita in Cristo risorto: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2Corinzi 5:17).
“Avete svestito l’uomo vecchio con i suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l’ha creato” (Colossesi 3:10).

5. È un ‘adesione ufficiale alla Chiesa Cristiana: “Quelli dunque i quali accettarono la sua parola furon battezzati, e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2:41).

Coloro che hanno accettato per fede Cristo come Salvatore, non possono fare a meno di confessarLo pubblicamente, arruolandosi come soldati di Cristo Gesù, facenti parte ufficialmente del Suo popolo. Infatti la Sacra Scrittura ci ricorda: “…col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati” (Romani 10:10).

CHI PUÒ ESSERE BATTEZZATO?
Soltanto chi ha creduto nel Signor Gesù Cristo come personale Salvatore e Signore ed ha fatto professione della propria fede in Lui. Gesù stesso ha affermato: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Marco 16:16).
Quindi è evidente che sono esclusi i neonati, in quanto questi non possono esprimere la propria fede e la propria decisione di seguire il Signore. È forse utile ricordare che:

a. Il Signore Gesù Cristo fu battezzato all’età di trenta anni e lo fece proprio per lasciarci un esempio.
b. Giovanni Battista che si opponeva al Suo battesimo dicendo: “Sono io che ho bisogno d’esser battezzato da te, e tu vieni a me? Gesù gli rispose: Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia” (Matteo 3:14, 15).
Dei convertiti dell’era apostolica è detto: “Quelli dunque i quali accettarono la sua parola furono battezzati” (Atti 2:41). “…furono battezzati uomini e donne” (Atti 8:12). L’evangelista Filippo battezzò l’etiope. Dell’apostolo Paolo è detto: “…poi, levatosi, fu battezzato” (Atti 9:18). Il carceriere di Filippi “fu battezzato lui con tutti i suoi” (Atti 16:33). Esistono ancora altri casi di battesimo, ma nel Nuovo Testamento non esiste assolutamente un testo che parli di battesimi di neonati o di fanciulli.

QUANDO BISOGNA BATTEZZARSI?
Non certamente alla nascita, ma alla “nuova nascita”, cioè quando ciascuno, volontariamente e personalmente, decide di ravvedersi, ossia di convertirsi, voltando le spalle al male ed al peccato per seguire Cristo “in novità di vita”. Il vero battesimo cristiano, istituito da Gesù Cristo, deve essere preceduto da cinque condizioni essenziali:

1. Aver ascoltato la Parola di Dio
* “Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato” (Marco 16:15, 16).
* “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:19, 20).

2. Aver creduto ed accettato col cuore Gesù Cristo come personale Salvatore
All’etiope, che aveva chiesto di esser battezzato, Filippo disse: “Se tu credi con tutto il cuore, è possibile. L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio” (Atti 8:37).
Paolo e Sila, al carceriere di Filippi dissero: “Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua” (Atti 16:31).

3. Essersi ravveduti
L’apostolo Pietro, rivolto alla moltitudine che chiedeva cosa doveva fare per ricevere la salvezza, disse:
“Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà” (Atti 2:38, 39).

4. Fare frutti degni del ravvedimento
L’apostolo Paolo esorta: “Questo dunque io dico ed attesto nel Signore, che non vi conduciate più come si conducono i pagani… Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni sorta di impurità con insaziabile avidità… Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri… Chi rubava non rubi più, ma s’affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, onde abbia di che far parte a colui che ha bisogno… Nessuna mala parola esca dalla vostra bocca… Sia tolta via da voi ogni amarezza, ogni cruccio ed ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di malignità… né fornicazione, né alcuna impurità, né avarizia, sia neppure nominata fra voi; né disonestà, né buffonerie, né facezie scurrili, che son cose sconvenienti;.., perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce… non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele” (Efesini 4:17, 19, 25, 28, 29, 31; 5:3, 4, 8, 11).

5. Esprimere personalmente e volontariamente il desiderio di essere battezzati
I primi convertiti chiesero: “Fratelli che dobbiamo fare?” (Atti 2:37).
L’etiope disse: “Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato?” (Atti 8:36).

QUAL È LA FORMA DEL BATTESIMO?
Il termine battesimo significa “immersione” ed è evidente che qualsiasi altra forma che non sia l’immersione, non è battesimo. Qualcuno ha affermato che la forma non ha alcun valore, ma “nei simboli la forma è tutto” e non si può cambiare nulla senza con ciò mutare simbolismo e significato.
Se cambiamo, ad esempio, la disposizione dei colori della bandiera, che è simbolo della nostra nazione, quella non sarà più il vessillo del nostro popolo, ma diverrà immediatamente la bandiera di un altro paese. Così avviene per il battesimo: se mutiamo la forma (e lo scopo) ne annulliamo di conseguenza il significato ed il valore.
La forma del battesimo è ampiamente e chiaramente descritta nel Nuovo Testamento.
Infatti notiamo: “Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall’acqua…” (Matteo 3:16). In questo versetto è implicito il concetto dell’immersione nell’acqua.
Notiamo ancora la precisazione della Scrittura: “Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché là c’era molta acqua; e la gente veniva a farsi battezzare” (Giovanni 3:23).
È evidente che molta acqua doveva servire per l’immersione dei candidati al battesimo. Nel caso della conversione dell’etiope è scritto: “Discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furono saliti fuori dell’acqua” (Atti 8:38, 39).
Anche qui è evidente che si trattava di immersione e d’altra parte, come vedremo in seguito, l’unica forma battesimale conosciuta nei primi secoli era quella per immersione. Quando il credente scendeva nell’acqua, era totalmente immerso.

ALCUNE TESTIMONIANZE STORICHE SUL BATTESIMO
Oltre alla testimonianza delle Scritture, la quale inequivocabilmente prova che il battesimo era amministrato per immersione ai credenti che consapevolmente facevano pubblica professione di fede, ecco alcune testimonianze storiche:

a. Primo secolo
La Didachè (80-100 d.C.), dottrina dei dodici apostoli, uno dei più antichi documenti della letteratura cristiana, ritrovato a Costantinopoli nel 1875, un trattato d’istruzione per catecumeni, cioè per i neo-convertiti, che venivano istruiti nella fede cristiana, afferma: “Quanto al battesimo poi, così battezzate: avendo parlato di tutte queste cose, battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in acqua viva. Se tu non hai acqua viva, battezza in altra acqua; se non puoi nella fredda, nella calda. Qualora non abbia né l’una, né l’altra, versa sul capo tre volte dell’acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (è evidente che soltanto in caso di insufficienza di acqua si permetteva di amministrare il battesimo per infusione, non si parla mai di aspersione, forma sconosciuta nei primi secoli).

b. Secondo secolo
GIUSTINO MARTIRE (100 circa – 165 d.C.), che ha il pregio di averci fornito informazioni precise e preziose sul cristianesimo dei primi secoli, affermava nella sua prima Apologia indirizzata all’Imperatore Antonino Pio: “A quanti sono persuasi e credono, che la dottrina da noi insegnata e professata è vera, e promettono di conformarvisi nella vita, noi insegniamo a pregare e a chiedere al Signore, digiunando, la remissione dei peccati; e insieme a loro preghiamo e digiuniamo. Quindi li conduciamo dov’è l’acqua e lì sono rigenerati nello stesso modo che fummo rigenerati noi. Compiamo un lavacro nell’acqua nel nome di Dio, Padre e Signore di tutte le cose e del Salvatore nostro Gesù Cristo e dello Spirito Santo… Questo lavacro si chiama “illuminazione”, perché chi apprende questa dottrina, resta illuminato nello spirito” (notiamo come già si manifesti l’errata dottrina della “rigenerazione battesimale” e quindi il concetto che il battesimo tolga e lavi i peccati).

c. Terzo secolo
* IPPOLITO (170 – 235 d.C.), morto martire, dotto e diligente scrittore, interessato soprattutto ai problemi della vita pratica cristiana, ci ha lasciato nella sua Tradizione apostolica, la seguente descrizione battesimale: “Al canto del gallo, gli aspiranti si avvicineranno alle acque che devono essere correnti e pure… L’aspirante scenderà poi nell’acqua e gli si imporrà la mano sulla testa… appena risaliti… i battezzati si asciugano, si vestono e ritornano in chiesa”.
* TERTULLIANO (160-MO d.C.), oltre a parlare del battesimo per immersione, dice: “È meglio che ognuno ritardi il suo battesimo secondo la sua condizione, disposizione ed età, specialmente i giovani si accostino quando sono arrivati alla maturità, con sufficiente conoscenza, quando sono istruiti sulla ragione del battesimo”.
* CIPRIANO (258 d.C.), vescovo di Cartagine, che subì il martirio sotto Valeriano, descrive il proprio battesimo come: “L’essersi immerso in quel bagno salutare”.

d. Quarto secolo
SERAPIONE (362 d.C.) scrive nel suo Eucologio che era una raccolta di trenta preghiere liturgiche, una preghiera per i catecumeni “…Ti rendiamo grazie per i catecumeni perché Ti sei degnato di chiamarli per mezzo del Tuo Figlio unico e di concedere loro la conoscenza affinché essi conoscano Te, il solo Dio vero e Colui che hai mandato, Gesù Cristo, si conservino puri, grazie ai Suoi insegnamenti e progrediscano. Rendili degni del bagno della nuova nascita”.
Sebbene nel quarto secolo siano già evidenti i segni dell’allontanamento dal modello e dalla pratica della Chiesa del primo secolo e quindi si comincia a dare al battesimo un’idea sacramentale, riducendolo, come tutto il resto, a semplice forma rituale, non soltanto tradizionale, ma addirittura con un’accentuazione esorcistica e superstiziosa, molti furono quelli, anche tra i grandi personaggi storici conosciuti come i “padri” della chiesa, che vennero battezzati in età matura.
Tra i tanti ricorderemo Gregorio Nazanzieno (330-390 d.C.), che fu battezzato all’età di trenta anni; Giovanni Crisostomo (344-407 d.C.), che fu battezzato all’età di ventotto anni; Basilio di Cesarea (329-370) a ventisette anni; Efrem di Edesso, a diciotto anni ed infine è molto noto il battesimo di Costantino celebrato nel 337 d.C., quando era in fin di vita all’età di circa cinquantasette anni.

ALCUNE TESTIMONIANZE ARCHEOLOGICHE
I battisteri sono monumenti cristiani e testimoniano che il battesimo era amministrato per immersione. Dopo l’editto di Costantino (313) divenne regola costruire edifici riservati esclusivamente alla funzione di battistero; talvolta semplici piscine coperte, più o meno decorate, ma prestissimo si ebbero basiliche, di solito ottagonali, distinte dall’altra basilica per il culto, affinché meglio si comprendesse che soltanto attraverso il battesimo si poteva accedere alla chiesa e partecipare a tutta la liturgia, essendo rinati in Cristo. Per questo la vasca battesimale era affossata nel terreno, come immagine del sepolcro donde Cristo risorse… Dal XIII secolo in Italia si diffuse sempre più l’uso di battezzare i bambini appena nati; per questo la piscina fu ridotta ad una semplice vasca… Dall’età di Costantino il termine “baptisterium”, che presso i Romani definiva la piscina del “frigidarium”, fu usato per indicare il luogo nel quale si somministrava il battesimo cristiano. I più antichi battisteri risalgono al IV secolo…
I battisteri più noti in Italia sono il battistero di San Giovanni in Laterano, fatto erigere da Costantino presso la basilica lateranense di Roma, ricostruito nel V secolo; quello di S. Giovanni in Fonte a Ravenna che risale alla seconda metà del V secolo e il battistero di San Giovanni a Firenze, inaugurato nel 1509 “ma risalente nell’impianto originario al V secolo”.
Nel 1924, in occasione del XVI centenario della costruzione del battistero di San Giovanni in Laterano, il noto giornale romano “Il Messaggero” pubblicò un resoconto degli scavi archeologici fatti in loco e tra l’altro scriveva: “Gli scavi hanno dimostrato all’evidenza due cose. La prima è che il battistero è costruito su quella parte del palazzo dei Laterani che era destinato alle terme. Ogni ricca famiglia romana consacrava a questo scopo uno spazio assai maggiore di quanto oggi non si faccia; e lo ornava riccamente come e più delle altre parti della casa. Il secondo risultato è l’aver trovato il battistero ad immersione, che fu forse di forma rotonda…”

VI. NOTA SULLA FORMULA BATTESIMALE
Nell’ambito del grande movimento di risveglio cristiano evangelico del XX secolo è tornata di moda la dottrina antitrinitaria già sorta nel III secolo con Sabellio e riapparsa, in modo clamoroso, nel secolo XVII proprio ad opera di due riformatori italiani, Lelio e Fausto Socini. La loro dottrina trovò subito ampia diffusione in Polonia, poi, nei due secoli seguenti, in Europa ed in America con il nome di “Unitarianismo”.
Questa idea antitrinitaria si è manifestata nella sua forma più moderna, come rivelazione (?) nel 1913 in un campo internazionale pentecostale che si teneva in California, quando qualcuno affermò che il vero battesimo cristiano era “nel nome di Gesù”. Questo imponeva che quanti erano stati battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo avrebbero dovuto ribattezzarsi per essere veramente aderenti alla Scrittura, poiché era stato l’apostolo Pietro a ricevere questa rivelazione del battesimo “nel nome di Gesù”, proprio il giorno della Pentecoste.

Conclusione
Com’è grande la confusione e l’ignoranza nella quale vivono coloro che non conoscono la Scrittura. Come sono reali le parole di Gesù: “Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:31,32).
In Cristo non c’è confusine né delusione: “Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. Difatti la Scrittura dice: “Chiunque crede in lui, non sarà deluso” (Romani 10:9-11)
Sia questa la nostra preghiera: “Signore ti ringraziamo, perché col cuore abbiamo creduto che Gesù è morto e che Dio lo ha risuscitato dai morti e con la bocca confessiamo Gesù come Signore”.

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