“Per cambiare I comportamenti delle persone ed alterare I loro costumi, non c’è niente di meglio della musica” (Shu Ching, VI sec. a.C.).

Per la prima volta nella storia dell’umanità, una profonda rivoluzione sociale, economica, morale e culturale ha scelto di proclamare la sua radicalità per mezzo della musica, delle canzoni, e dei gruppi-star del rock’n’roll.

L’ORIGINE DELLA MUSICA ROCK

L’origine della musica rock e del termine rock’n’roll sono molto interessanti. Nei primi anni cinquanta, un disk-jockey chiamato Alan Freed, fu una delle prime persone bianche a essere coinvolto nel rhythm & blues, che fu il diretto predecessore del rock. La completa genealogia del rock è: dal voodoo al jazz, al blues, al rock (David Tame, The Secret Power of Music, pp. 187-204). Il rock’n’roll è stata una specie di fusione tra il rhythm & blues e la musica country -western. Freed fu uno dei primi bianchi a suonare questo nuovo genere di musica nel suo programma radiofonico, e fu molto perplesso su come chiamarlo, poiché ovviamente occorreva un nuovo nome. Egli aveva ricevuto delle notizie bizzarre su come i giovani reagivano a questo nuovo tipo di musica, e così, nel dare un nome alla nuova musica, decise di usare il termine che la gente di colore usava nel ghetto per descrivere i rapporti intimi sul sedile posteriore dell’auto. È così che il termine rock’n’roll fu coniato.

LA MORALITÀ DELLA MUSICA

La musica è una delle maggiori forme di ispirazione di belle arti. Nel suo ritmo, melodia, armonia e dinamiche, nella sua varietà di suoni, ombre e sfumature, la musica emette una gamma perenne di sentimenti e sensazioni. A seconda del suo contenuto, la musica può evocare i sentimenti più elevati e nobili, come aiutare a creare empatia per la preghiera – o produrre completamente l’opposto, risvegliando i desideri più peccaminosi e vili.
Il fatto che la musica può essere usata per il male è chiaro dalle Scritture. Lucifero fu creato con una grande abbondanza di talento musicale, che evidentemente doveva essere usato nella sua direzione delle creature angeliche nell’adorazione a Dio (Ezechiele 28:13). La caduta di Lucifero evidentemente portò a una perversione della musica, in modo che l’uso improprio di essa fu di fatto offensiva nei confronti di Dio (Amos 5:23; 6:5). Il fatto che la musica abbia un’influenza notevole sulle emozioni o sullo stato d’animo di una persona è chiaramente insegnato nelle Scritture (I Samuele 16:15-17, 23; II Re 3:15).
Nonostante ciò, alcuni studiosi della Bibbia continuano a dire che la musica sia moralmente neutra (piuttosto che morale o immorale), e che non può avere di per sé il potere di portare le persone a peccare. Ognuno ha diritto alla propria opinione, ma la ricerca scientifica indica esattamente l’opposto (senza contare le Scritture appena citate). Perfino Allan Bloom (un non credente), nel suo libro The Closing of the American Mind, fa delle interessanti osservazioni sugli effetti morali della musica sulle persone. “Niente è più singolare in questa generazione della sua dipendenza dalla musica… Oggi, una stragrande maggioranza dei giovani tra i dieci e i venti anni di età vive per la musica… La musica rock incoraggia le passioni e propone modelli di vita che non hanno alcuna relazione con la vita quotidiana di questi giovani… Sospetto che la dipendenza dalla musica rock, particolarmente in assenza di una forte controtendenza, abbia lo stesso effetto che hanno le droghe”(pp. 68-81).
Platone ebbe molto a che dire intorno alla moralità della musica, dal suo punto di vista filosofico. Nella sua Repubblica Platone dedica considerevole tempo al ruolo della musica nella vita politica e morale. Il suo insegnamento in merito dice semplicemente che il ritmo e la melodia, accompagnate dalla danza, sono le espressioni barbariche dell’anima. Barbariche e animali. La musica costituisce il medium dell’anima umana nella sua condizione più esaltata, nello stupore e nel terrore. Non solo è irragionevole, ma è addirittura ostile alla ragione.
Anche quando vi vengono aggiunti versi ragionevoli, questi sono totalmente subordinati e determinati dalla musica e dalle passioni che essa genera… Armato di musica, l’uomo può scavalcare il pensiero razionale. Dalla musica sono suscitati gli dei ad essa appropriati, ed essi educano gli uomini con il loro esempio e con i loro comandamenti. Nell’antica Roma, Platone chiese di censurare la musica perché aveva timore che i “cittadini” fossero corrotti da essa e fossero così condotti a indulgere in emozioni immorali. David Tame, un altro non credente, nel suo libro del 1984 The Secret Power of Music, (Il Potere segreto della musica), non solo dimostra la natura morale della musica, ma rivela un’estesa ricerca medica che dimostra gli effetti distruttivi della musica rock, sia sulla mente che sul fisico.
Commentando sull’origine morale della musica rock, Tame dice: “…un certo incrocio si stava gradualmente manifestando tra la “nuova musica” e lo stile generico del jazz e del rock. Si cominciava a vedere che le differenze tecniche tra la cosiddetta musica “seria”, jazz, rock e tutte le altre forme della musica moderna erano meno importanti del fattore base e cioè che la base filosofica era più o meno la stessa: l’edonismo e l’anarchia” (pag. 103).
“Nel mondo rock, i soldi sono alla base su cui tutto circola, e perciò la musica non si dirige verso l’alto ma verso il più basso denominatore comune. La vera domanda che tale mondo si pone è: Si venderà? Lo standard artistico non potrebbe essere meno rilevante”. (pag. 116)
“Se percorressimo tutta la terra alla ricerca della più aggressiva, malevola e senza alcun dubbio malvagia musica in esistenza, certamente non si troverebbe nulla che sorpassi la musica voodoo in tali attributi… originatasi come accompagnamento a rituali satanici e orge, la musica voodoo è la quintessenza della malvagità tonale… I suoi ritmi multipli, invece di integrarsi in un insieme coerente, sono eseguiti in un certo conflitto fra loro… Quello che è certo, è che ascoltando questa musica si viene immediatamente avvinti dal suo crudo e furibondo suono…
Musicologi e storici sono d’accordo che i ritmi tribali africani furono portati in America e furono trasmessi allo stile di musica che poi si chiamò jazz. Poiché il jazz e il blues furono i genitori del rock’n’roll, questo significa anche che esiste una linea di discendenza dalle cerimonie voodoo dell’Africa, attraverso il jazz, al rock’n’roll e a tutte le altre forme di musica odierne” (pag. 189-190).
“Da una parte, gli anziani e i tradizionalisti: la convinzione che la musica influenza il carattere e la società, e che perciò l’artista ha il dovere di essere moralmente e costruttivamente responsabile e non immorale e distruttivo. Dall’altro lato, i materialisti: disconoscendo la responsabilità e il bisogno di giudicare i valori, e perciò non curanti dell’esito dei loro suoni. Questo secondo campo contiene, non solo l’avant-garde radicale, ma l’intera massa dei musicisti jazz e rock, certamente più popolare e culturalmente influenzante. Chi ha ragione?… È vero o no, che i modelli di vita seguono i modelli di musica?” (pag. 136).

Per molti giovani la musica rock e la sua variazione più violenta, l’heavy metal, è diventata il loro stile di vita, dove perversione, uso di narcotici, violenza, alcolismo, nichilismo (dottrina filosofica che nega la consistenza di qualsiasi valore e l’esistenza di qualsiasi verità), edonismo (dottrina filosofica secondo la quale il piacere individuale costituisce il bene più alto e il fondamento della vita morale), insubordinazione, anarchia, occultismo e rigetto dei principi cristiani sono incoraggiati.
Tame con un’esauriente ricerca afferma che la musica, in generale, può essere, e che il rock specificamente è una influenza negativa sia sul corpo sia sulla natura morale dell’uomo.

IL PARERE DELLA SCIENZA

Alla domanda: “Il corpo fisico dell’uomo, è influenzato dalla musica?”, la ricerca scientifica odierna risponde con un secco “sì”: “Non c’è una sola funzione del corpo che non possa essere influenzata da toni musicali (arrangiamenti)… La ricerca ha dimostrato che la musica influenza la digestione, le secrezioni degli organi, la circolazione, la nutrizione e la respirazione. Si è scoperto che perfino i circuiti neurali del cervello sono sensibili ai principi armonici” (pag. 136).
“I ricercatori hanno scoperto che accordi consoni e dissonanti, intervalli differenti e altre peculiarità della musica, esercitano un profondo effetto sul battito del polso e sulla respirazione, a secondo che il loro ritmo sia costante, o interrotto e agitato. La pressione sanguigna viene abbassata dagli accordi “sostenuti” ed alzata dagli accordi vivaci e ripetuti. È stato anche scoperto che la tensione nella laringe è influenzata dalla melodia, che alcuni stimoli musicali hanno un effetto negativo sui muscoli scheletrici, che i ritmi del rock possono causare la perdita del perfetto ritmo cardiaco e che alcuni ritmi possono causare una rara malattia conosciuta come “epilessia musicogenica” (ci sono 76 casi documentati fino al 1984), che causa un tormento tale da spingere alcune delle sue vittime al suicidio o omicidio. Possiamo chiaramente vedere che la musica influenza il corpo in due modi distinti: direttamente, con gli effetti che il suono produce sulle cellule e gli organi, e indirettamente, influenzandone le emozioni, che a loro volta influenzano numerosi processi biologici corporei” (pag. 137).
Julis Portnoy ha anche scoperto che la musica non solo può “cambiare il metabolismo, influenzare l’energia muscolare, alzare o abbassare la pressione sanguigna e interferire con la digestione, ma riesce a fare tutte queste cose con più efficacia di qualsiasi altro stimolante che produce quei cambiamenti nei nostri corpi” (pag. 138). La musicologa Alice Monsarrat, indica che “è precisamente a questo punto che il rock diventa potenzialmente pericoloso. Ciò avviene perché, per mantenere un senso di benessere e integrazione, è necessario che l’uomo non sia troppo soggetto a dei ritmi contrari ai suoi ritmi corporei naturali” (pag. 199).
Un’esauriente ricerca è stata condotta sugli effetti della musica sulla vita non-umana: quella animale e delle piante. Paradossalmente, gli esperimenti sulle piante che concernevano gli effetti della musica sulla vita, sono stati ancora più convincenti degli esperimenti umani: la musica influenza la vita biologica inclusa la vita umana. Questo avviene perché negli esperimenti con le piante gli effetti del pre-condizionamento soggettivo della mente e della sua reazione soggettiva alla musica, o ai sentimenti per la musica, o ai gusti personali, sono ovviamente rimossi. Se si può dimostrare che la musica (arrangiamento) può influenzare le piante, allora tali effetti devono essere causati dall’influenza oggettiva dei toni e ritmi musicali che agiscono direttamente sulle cellule e sui processi biologici della vita. (È anche evidente che sia molto più facile eseguire un esperimento scientifico controllato con delle piante che con degli esseri umani).
I risultati della ricerca sulle piante sono solidamente a favore dei tradizionalisti. Non solo la musica rock arresta la crescita di una vasta varietà di piante, ma se suonata sufficientemente a lungo, ne produce la loro morte. Ancora più straordinarie sono le scoperte del Dottor T. C. Singh, responsabile del Botany Department all’Università Annamalia, India.
I suoi esperimenti hanno dimostrato che non solo alcune forme musicali e alcuni strumenti (specificamente la musica classica e il violino) causano il raddoppio della velocità di crescita delle piante, ma che le successive generazioni dei semi di queste piante incorporano tali tratti nella loro componente genetica (più grandi, più foglie etc.). Presumibilmente gli stessi effetti possono risultare da cattiva musica, ovviamente in senso opposto.

Nei suoi commenti finali sulle radici degli stili e ritmi musicali, David Tame, un non credente, con una perspicacia spirituale spesso carente in tanti credenti odierni, prende posizione contro la musica rock: “Più di ogni altra forma dell’abuso del suono, è il rock il problema principale che dobbiamo affrontare oggi… È un fenomeno globale; un battito incessante e distruttivo che viene udito dall’America e l’Europa, all’Africa e Asia. Il suo effetto sull’anima umana, è di rendere quasi impossibile, il vero silenzio interiore e la pace necessaria per la contemplazione delle verità eterne… È tanto necessario, al giorno d’oggi, che qualcuno abbia il coraggio di essere “differente” e di separarsi dal gruppo che ha venduto la propria vita e personalità a questo suono.. Io credo fermamente che il rock, in tutte le sue forme, è un problema critico che la nostra civilizzazione deve affrontare… se intende sopravvivere” (pag. 204).
Recenti ricerche mediche altrettanto disputano la nozione della presunta non-neutralità della musica: Il dottor John Diamond, ha condotto un’esauriente ricerca sugli effetti medici causati dalla musica.
Egli ha notato che l’uomo è un essere ritmico per quanto riguarda la respirazione, il battito cardiaco, il polso, il linguaggio e l’andatura, e che quando il ritmo della musica corrisponde a quello naturale del corpo, esso produce uno stato di estasi, di prontezza reattiva e di pace, e che dà energia alla mente e al corpo, facilitando l’equilibrio e l’autocontrollo.
Il dottor David Nobel, un altro dottore e autorità riconosciuta sugli effetti della musica, ha condotto un’estesa ricerca sulla corrispondenza dei ritmi musicali a quelli del corpo umano. Egli scrive che: “Il ritmo del rock contiene dissonanza armonica e disarmonia melodica, mentre accentua i ritmi con un forte beat. Infatti, il cosiddetto ritmo “anapestico” che è formato da due battute brevi, una lunga seguita da una pausa, e che viene usato da molti musicisti rock, è addirittura l’opposto del ritmo naturale cardiaco e arterioso dell’uomo. Questo ritmo causa un’immediata perdita di energia muscolare”.
Il dottor Diamond conferma le scoperte del dottor Nobel e aggiunge che tale ritmo “anapestico” innalza la rabbia, abbassa il rendimento, aumenta l’iperattività e indebolisce la forza muscolare. Ammettendo pure che misurare oggettivamente lo stress e la rabbia sia in parte tecnologicamente problematico, non lo è il misurare la forza muscolare che è invece precisissimo ed ha i requisiti dell’affidabilità scientifica ed è perciò statisticamente significante.
Il potere che la musica ha di comunicare è dimostrato in un articolo di David Mazie, Music’s Surprising Power to Heal, pubblicato nel numero di agosto 1992 dal Reader’s Digest . “La musica riduce la tensione del personale nella sala di chirurgia”, dice il Dottor Clyde L. Nash Jr, …e aiuta il paziente a rilassarsi”. Egli usa musica classica, come Vivaldi e Mozart. Il Dottor Nash è uno dei tanti medici che stanno scoprendo che la musica, utilizzata a fianco delle terapie mediche convenzionali, può aiutare il malato nel processo di guarigione.
Ricercatori clinici alla Scuola d’Infermeria dell’Università U.C.L.A. (Los Angeles) e del Centro Medico Battista in Atlanta, Georgia, hanno scoperto che i neonati prematuri, aumentavano di peso più rapidamente e utilizzavano l’ossigeno più efficientemente quando erano esposti a della musica calmante, con l’aggiunta di voci e suoni del grembo materno. Al Memorial Regional Medical Center in Tallahassee, Florida, i neonati prematuri o sottopeso che venivano esposti ad un’ora e mezza di musica calmante con canto al giorno, rimanevano mediamente 11 giorni nel reparto intensivo, paragonato ai 16 giorni del gruppo di controllo che non era esposto.
All’Ospedale St. Agnes di Baltimora fu provata la musica classica nel reparto di cura intensiva. “Mezz’ora di musica produce gli stessi effetti di 10 milligrammi di Valium”, ha dichiarato il dottor Raymond Bahr, primario dell’unità di cure coronariche.
In quale modo la musica aiuta? Alcuni studi hanno dimostrato che può abbassare la pressione sanguigna, il metabolismo di base, e il ritmo della respirazione, così riducendo le reazioni fisiologiche allo stress. Altri studi suggeriscono che la musica può aiutare ad aumentare la produzione delle endorfine e di S-IgA (l’immoglobulina salivare A). Lo “S-IgA” velocizza la guarigione, riduce il rischio di infezione e controlla il ritmo cardiaco. Studi indicano che i due emisferi del cervello sono coinvolti dalla musica. Il dottor Sacks spiega che “Le basi neurologiche della reazione alla musica sono solide e possono addirittura permanere anche dopo lesioni ai due emisferi” (Reader’s Digest, agosto 1992).
“In conclusione, possiamo dire che, per quanto concerne il corpo umano, la nozione che la musica non ha alcun effetto su di esso, è assolutamente erronea”, afferma David Tame (pag. 141). I musicisti odierni non possono più rivendicare il fatto che la musica sia una questione di gusti o che il musicista abbia il diritto di eseguire qualsiasi cosa gli piaccia. Quando ascoltiamo musica, ogni momento di ascolto può gradualmente incrementare o diminuire la nostra lucidità mentale ( e con essa la nostra coscienza).
Ciò che questi rapporti medici segnalano, è il fatto essenziale che la musica rock, senza riguardo dei versi che le vengono aggiunti, siano essi secolari o “cristiani”, lotta contro la natura ritmica dell’uomo. Di fronte a tali evidenze, è veramente difficile capire come alcuni abbiano il coraggio di dire che la musica sia, per sua natura, neutrale.

LA MUSICA CRISTIANA CONTEMPORANEA

La musica cristiana contemporanea è musica ecumenica. Infatti essa è uno dei collanti che tiene unito il movimento ecumenico degli ultimi tempi. Questo ecumenismo stende le braccia verso le chiese protestanti apostate e la chiesa cattolica. Il diavolo sta usando la spinta ecumenica della musica cristiana contemporanea per buttare giù le mura che separano la verità dall’errore verso il completamento dell’unica chiesa apostata mondiale.

Questa musica è pericolosa per i suoi ritmi mondani. Se ti lasci cullare dal suo stile , essa ti influenzerà gradualmente, quasi impercettibilmente. Creerà in te un gusto carnale che potrebbe anche farti ritornare alla musica del mondo. Se tu ascolti questa musica, che ha gli stessi ritmi e stili musicali del country-western e del rock’n’roll, tu sarai fortemente tentato di arrenderti al richiamo della musica del diavolo (Galati 5:9; 1 Corinzi 15:33).

Questa musica è pericolosa per i suoi testi anti-scritturali. Infatti una delle tematiche più forti è uno sfacciato anti-fondamentalismo. I credenti fondamentalisti vengono accusati di essere troppo attaccati alla dottrina, e di essere legalisti e farisaici. Ma questi musicisti ignorano il fatto che il compito del cristiano è difendere la sana dottrina biblica (Giuda 3), separarsi dalla falsa dottrina (Romani 16:17) e non permettere l’insegnamento di dottrine diverse (1 Timoteo 1:3).

Tentare di prendere sul serio tutti i comandamenti del Signore e applicarli ad ogni area della vita non è legalismo, è obbedienza (1 Giovanni 5:3).

La grazia di Gesù Cristo conduce all’obbedienza (Tito 2:11,12).

Il problema del fariseo non era lo zelo per i comandamenti, ma l’auto-compiacimento, l’orgoglio, il rifiuto della giustizia di Dio in Gesù Cristo. I fondamentalisti biblici sanno che non c’è giustizia in loro, che nella carne non abita alcun bene. Essi non rifiutano Cristo, lo amano. Essi sanno che separatamente da Cristo non sono niente. Essi sanno che la santità non è esteriore, ma è dovuta alla dimora dello Spirito Santo in noi. Etichettare un fondamentalista biblico come fariseo è una calunnia cattiva.

ROCK ED EVANGELIZZAZIONE

Sembra esserci un parallelo tra l’intento di cristianizzare la musica rock e quello di cristianizzare le varie pratiche religiose pagane nella Roma del quarto secolo dopo Cristo. Tali pratiche religiose, di origine babilonese, furono introdotte dall’imperatore Costantino nel 313 d.C. nel suo tentativo di rendere accettevole il Cristianesimo ai pagani di allora.
Così nacque il Sacro Romano Impero. Le feste pagane furono adottate nel Cristianesimo e in seguito, molti dei simboli e riti usati dai pagani furono reinterpretati e adattati alla fede e alla pratica cristiana. La cristianizzazione di costumi, simboli e riti pagani avvenne affinché i pagani si potessero convertire al Cristianesimo senza in realtà lasciare le loro vecchie credenze e rituali.
Non ha forse la chiesa di oggi fatto la stessa cosa nell’adottare, reinterpretare e cristianizzare la musica rock nel tentativo di rendere il Cristianesimo più accettabile ai giovani fuori della chiesa? Da quando una cosa diventa cristiana con il semplice cambiamento di terminologia e con il piazzare il nome di Cristo davanti ad essa? Non dobbiamo noi forse chiamare i non salvati fuori dal secolarismo verso il pentimento e la santificazione, piuttosto che imitare i loro modi di fare?
Il rock cristiano è figlio del rock secolare. Esso cerca di rendere più piacevole il messaggio cristiano al mondo, usando un mezzo appartenente al mondo. I carismatici e i neo-evangelici hanno cercato di cristianizzare la musica rock, mischiando il sacro con il profano, per attirare i giovani.
Essi, in sostanza, dicono: “Per vincerli a Cristo, dobbiamo parlare la loro stessa lingua”. Ma quando li attirano, a che cosa li attirano? Anche il tenue messaggio di salvezza che fosse presente si perde in questo processo. Secondo tale ragionamento, si potrebbe cristianizzare l’alcool mettendo il messaggio del Vangelo sulle bottiglie di liquore e diffonderle come mezzo per portare a Cristo gli ubriaconi. Un buon fine non giustifica affatto l’uso di mezzi impropri, ossia non scritturali.

MUSICA E FEDE

Che tipo di musica glorifica veramente Dio? Ernest Pickering fa una lista di dieci linee guida primarie da seguire nel libro The Kind of Music that Honors God (Il genere di musica che dà onore a Dio) (pag. 11-12).

1. Il suo messaggio è biblico (Col. 3:16). La buona musica Cristiana deve presentare un messaggio che sia fedele alla Parola di Dio e perciò dottrinalmente sano e corretto.

2. Ci deve guidare verso modelli biblici e non orientarsi sul male, sia nei versi sia nell’arrangiamento musicale. I testo e la musica non devono essere comuni o volgari.

3. Deve guidarci ad onorare Dio con i nostri corpi (I Cor. 6:19-20). Musica che cerca di imitare gli effetti del rock pagano sul corpo umano o che danneggia l’udito non è musica Cristiana.

4. Deve mantenere un equilibrio tra spirito e comprensione (I Cor. 14:15). Musica che di base risulti una sorta di fumo emozionale non adempie questa richiesta.

5. Deve contenere parole che siano belle, dignitose, riverenti e semplici, parole degne da rivolgere in adorazione ad un Dio Santo.

6. Deve essere libera da legami con gli stili musicali del mondo e deve evidenziare un carattere santificato e consacrato (Rom. 12:2; I Giov. 2:15). Musica che cerca di copiare gli stili del mondo, non fa onore a Dio.

7. Deve esprimere la pace che accompagna la vita Cristiana, non il clamore, la confusione, il fracasso e l’agitazione del mondo (Col. 3:15-16). Le varie forme della musica rock non contribuiscono alla pace interiore, ma estendono il costante risuono del mondo peccaminoso.

8. Deve essere caratterizzata da precisione musicale, e finezza di tecnica poetica ed evidenziare una struttura di armonia e ordine. Dio è un Dio di ordine e non di disordine.

9. Deve promuovere ed accompagnare uno stile di vita di bontà, modestia e pace interiore e non di mode passeggere, atti suggestivi e aggressività sessuale (1 Pietro 1:16; Tito 2:11-12).

10. Non deve contribuire alla tentazione di nuovi o deboli credenti (Rom. 14:13, 21; 15:2). Musica che fa ricordare ai nuovi convertiti il loro vecchio modo di vita di peccato deve essere aborrita e rigettata.

CONCLUSIONE
L’erosione degli standard musicali fra i Cristiani odierni è parallela all’erosione delle convinzioni e pratiche in altri campi del cristianesimo. Ciò denota uno spirito di compromesso con il mondo che deve essere fortemente denunciato e opposto da tutti i leader cristiani coscienti. Come in tutte le altre cose della vita, i credenti devono seguire gli ammonimenti di Paolo: “Sia dunque che mangiate o beviate o che facciate alcun altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (I Cor. 10:31).

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