di H. Lindsey e C. Carlson – dal libro “Addio Terra, ultimo pianeta”, ed. Centro Biblico, Napoli (1973)

“Non c’è alcuna difesa nella scienza contro le armi che possono distruggere la civiltà.”
(Albert Einstein)

“Nessuno pensi di poter avere, nella prossima guerra, abbastanza viventi per seppellire i propri morti.”
(J. Robert Oppenheimer)

“L’umanità deve mettere fine alla guerra, altrimenti la guerra metterà fine all’umanità.”
(John F. Kennedy, 1961)

“Or voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre… allora vi sarà una grande afflizione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora, ne mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe.”
(Gesù Cristo, anno 33)

Dall’inizio della sua storia l’uomo ha desiderato la pace, ma la guerra è stata la sua principale eredità. In mezzo ad alcuni popoli oggi la parola pace è solo un’espressione negativa che esprime la loro repulsione per la guerra. Questo desiderio è come quello del popolo all’epoca di Geremia che diceva: « … Pace, pace, mentre pace non v’è » (Geremia 6:14).

I grandi uomini dei nostri giorni ci mettono in guardia contro la pazzia di un’altra grande guerra. Alcuni esperti comunque ritengono ch’essa sia inevitabile. Che siamo o non siamo d’accordo con le loro conclusioni o teorie è importante conoscere ciò che dicono.

Alcuni anni fa un certo numero di scienziati di diverse nazioni, vincitori di premi Nobel, prepararono un documento che inviarono ai responsabili di tutte le potenze mondiali.
Essi ammonivano: « Qui dunque è il problema che vi presentiamo, inflessibile, terribile ed inevitabile: porremo fine alla razza umana o l’umanità rinunzierà alla guerra? Ci rivolgiamo come esseri umani ad esseri umani; tenete presente la vostra umanità e dimenticate il resto. Se potete farlo, la via resta aperta per un nuovo paradiso; se non potete, resta davanti a voi il rischio d’una morte universale ».

Molti scienziati che avevano avuto la maggiore responsabilità nello sviluppo della bomba H hanno firmato il documento citato.

In questo secolo le guerre sono straordinariamente aumentate in numero e in intensità. Hanno tenuto il passo con l’accelerazione dei progressi tecnologici. Alcuni popoli sono senza dubbio divenuti incalliti davanti ai continui combattimenti sul nostro globo, ma è impressionante dare uno sguardo alle statistiche dopo la seconda guerra mondiale.

« Dopo la seconda guerra mondiale ci sono state 12 guerre limitate nel mondo, 39 assassini politici, 48 rivolte personali, 74 ribellioni per l’indipendenza, 162 rivoluzioni sociali o politiche o economiche o razziali o religiose » (cfr. U.S. News and World Report, 25/12/1967).

Da quando sono uscite queste statistiche ci sono stati altri assassini importanti e diverse rivolte.

Malgrado tutti i discorsi e i libri che hanno avuto lo scopo di tenere lontano gli uomini da un altro conflitto mondiale, la guerra con l’impiego di forti mezzi di distruzione è una possibilità sempre imminente. Ogni guerra limitata, come quella del Viet Nam, ogni crisi, come quella del Medio Oriente, potrebbe in ogni momento far sprizzare la scintilla per accendere la terza guerra mondiale.

Come mai che, nonostante le terribili lezioni che ci presenta la storia intorno alle guerre e le terrificanti predizioni su una guerra futura, l’uomo continua a trastullarsi sul precipizio di una distruzione totale? Gesù ha predetto che l’uomo non avrebbe imparato dal passato né afferrato gli ammonimenti del futuro; l’uomo alla fine avrebbe gettato il mondo in una guerra così vasta, così totalmente distruttiva, che solo il personale ritorno di Gesù Cristo potrà arrestarla per impedire il completo annientamento di ogni forma di vita.

Ecco la solenne predizione di Gesù Cristo riguardo la situazione mondiale al momento del suo ritorno:

« E se quei giorni non fossero stati abbreviati (portati ad una fine improvvisa), nessuno scamperebbe… » (Matteo 24:22).

Perché l’uomo non può vivere senza guerre?

Crediamo che sia importante rispondere a questa domanda prima di considerare il previsto sentiero che l’uomo prenderà per arrivare all’ultima guerra che la Bibbia chiama Armagheddon.

L’uomo non può arrestare le guerre perché non ne vuole accettare la ragione e la causa fondamentale ne il rimedio per questa causa fondamentale. Dio dice: « Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non è forse da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e gueireggiate; non avete… » (Giacomo 4:1-2).

Dentro l’uomo c’è una natura egoistica che ha se stessa come centro. Questa è l’origine di ciò che Dio chiama peccato. Il peccato è cercare e lottare avendo sé come centro: andare per la propria strada volgendo le spalle a Dio. E’ a causa di questa natura egoistica con la quale siamo nati che non possiamo avere pace consistente con noi stessi, la nostra famiglia, il nostro prossimo, e, su una scala più vasta, con le altre nazioni.

Un tale si chiedeva: « Qual è l’errore del mondo? » e si rispondeva con grande verità: « Io sono l’errore del mondo ».

Nel piano di Dio non era questa la condizione dell’uomo. In origine l’uomo è stato creato per avere comunione con Dio. Questa comunione è talmente vitale che senza di essa l’uomo è come un aereo a reazione che vola in una densa nebbia e perde all’improvviso l’uso di tutti i suoi strumenti di bordo.

Dio mise in guardia l’uomo quando gli diede una sola semplice proibizione. E l’uomo comprese che disubbidire a Dio su questo solo comando significava respingere la comunione con lui. Nonostante tutte le prove dell’amore e della veracità di Dio, l’uomo intraprese la propria strada indipendente e perse la comunione con l’Unico che può dargli il vero compimento di ciò per cui è stato creato.

L’uomo si è rivoltato su se stesso; è divenuto egoista e malcontento. Non ha importanza quanta fama o ricchezza o potere riesce a conquistare; egli è insoddisfatto. Perché? Perché non può riempire con alcun’altra cosa il vuoto una volta riempito da Dio. Perciò egli combatte con se stesso, con i suoi compagni, la sua famiglia e con le altre nazioni.

La soluzione

L’unico rimedio alla guerra è cambiare il cuore degli uomini. Gesù è venuto nel mondo per riportare gli uomini alla comunione con Dio e di conseguenza operare questo cambiamento nei loro cuori. La Bibbia promette: « Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio… » (1 Pietro 3:18).

Gesù ha subìto le giuste conseguenze per i nostri peccati ed è morto a causa di questi perché Dio potesse perdonarci e riceverci nuovamente nella sua comunione. Quando questo avviene Dio ci dà un nuovo cuore che desidera seguire lui e amare il nostro prossimo. Egli ci dà una nuova dimensione di vita mediante la quale possiamo ricevere la sua rivelazione e quindi conoscerlo. Mette dentro di noi il suo Spirito che riempie la nostra vita per comprendere le ragioni di Dio e per essere resi capaci di seguire i suoi scopi.

Noi incominciamo a sperimentare la pace interna, una nuova stabilità, un nuovo senso di finalità, una consapevolezza della presenza di Cristo, e un ristabilimento della nostra personalità che ci rende una personalità completa. Scopriamo che siamo interessati ai problemi degli altri. Una nuova specie di amore ci costringe a mettere gli altri prima di noi. Ciò non può essere ottenuto da nessun sistema di governo, di educazione, di psicologia o di cambiamenti ambientali esterni. Può essere ottenuto soltanto mediante un invito personale a Gesù che entri nel cuore e un’accettazione del dono del perdono che egli ci ha ottenuto dando la sua vita.

In questo stesso momento, mentre leggete questo capitolo, voi potete prendere tale decisione.

La triste predizione della Bibbia è che l’umanità non accetterà da Dio né la diagnosi né la cura, e perciò cercherà di risolvere da solo i suoi problemi. La paura della guerra aumenterà al punto di preparare l’uomo all’accettazione della soluzione che l’Anticristo proporrà per impedire la guerra. Paolo predice la falsa speranza che il mondo avrà nell’Anticristo:

« Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto » (1 Tessalonicesi 5:3).

Dove stiamo andando?

Nei capitoli precedenti abbiamo presentato le profezie riguardo le potenze che sorgeranno poco tempo prima del ritorno di Cristo e come queste potenze si stanno contemporaneamente sviluppando nella storia odierna. Abbiamo anche delineato le condizioni in questa generazione per un conto alla rovescia che sfocerà in un collasso finale degli sforzi umani di dirigere il mondo senza Dio.

In questo capitolo seguiremo le profezie che parlano degli avvenimenti che conducono alla campagna di Armagheddon: il susseguirsi delle varie battaglie, le particolari potenze che si combatteranno fra loro, e come ciascuna sarà distrutta. Abbiamo anche presentato la predizione importante che riguarda la parte del rinato stato d’Israele nello scatenare Armagheddon.

Il missile è stato innescato

Quando gli Ebrei hanno ristabilito la loro nazione in Palestina hanno creato un problema insolubile: hanno rimpiazzato gli Arabi che avevano abitato a lungo la Palestina. Tutte le discussioni legali e le dissertazioni logiche che si possono presentare non muteranno mai il fondamentale stato di ostilità che esiste tra gli Israeliani e gli Arabi.

Gli Ebrei non si convinceranno mai di lasciare la terra che Dio ha dato ai loro padri. Essi credono d’essere stati defraudati dei loro inalienabili diritti dai Romani, e secoli di persecuzioni hanno loro insegnato che in nessun altro paese del mondo può essere loro assicurata un’accettazione continua e tanto meno sicurezza. Restare in Palestina come nazione è per loro un problema di sopravvivenza come popolo. Questa è la loro unica speranza in un mondo ostile.

Gli Arabi sono ugualmente implacabili nel non voler accettare l’occupazione di Israele di quella che essi considerano la loro terra. E’ diventato per loro un problema di onore razziale e di dovere religioso scacciare gli Ebrei.

Il trattato d’Israele con l’inferno

Secondo la Bibbia la crisi del Medio Oriente continuerà a crescere fino a minacciare la pace del mondo. L’interesse di tutte le nazioni sarà su questo problema complesso e insolubile, che mantiene il mondo sull’orlo del precipizio di un massacro termonucleare. Questo è evidentemente il principale problema che l’incredibile leader romano risolverà dopo essersi impossessato della confederazione dei dieci stati europei.

Circa 2.500 anni fa il profeta Daniele diceva che avrebbe preso il potere un principe venuto fuori dal popolo che avrebbe distrutto Gerusalemme e il secondo tempio (Daniele 9:27). I Romani sotto Tito hanno effettuato la distruzione, perciò il principe futuro potrebbe in qualche modo uscire fuori dalla cultura romana. Questo principe, che abbiamo chiamato il “futuro Fuehrer”, arriverà al potere esattamente prima del ritorno di Cristo, e dichiarerà falsamente di essere Cristo. Egli stabilirà « un saldo patto » con Israele, garantendo sicurezza e protezione. La parola tradotta « saldo patto » ha l’idea di un trattato o di un patto di mutua assistenza. Ad Israele sarà allora permesso di ristabilire i sacrifici e le usanze cerimoniali della legge di Mosè. Ciò richiede la ricostruzione del tempio, perche secondo la legge di Mosè, i sacrifici possono essere offerti solo nel tempio di Gerusalemme. Evidentemente tutto ciò sarà compiuto sotto la protezione dell’Anticristo di Roma.

(Naturalmente agli Arabi non sorride l’idea della ricostruzione del tempio).

Secondo la cronologia profetica di Daniele, nello stesso istante in cui il leader d’Israele e quello di Roma firmano questo patto, partirà quel grande orologio al quale è stato assegnato il controllo degli ultimi sette anni di storia. Questo avvenimento segna infatti l’inizio del periodo biblico precedentemente chiamato tribolazione.

Isaia ammonì profeticamente gli Ebrei riguardo questo patto quando dichiarò: « Voi dite: “Noi abbiamo fatto un’alleanza con la morte, abbiam fermato un patto col soggiorno dei morti; quando l’inondante flagello passerà, non giungerà fino a noi perché abbiam fatto della menzogna il nostro rifugio e ci siam messi al sicuro dietro la frode”. La vostra alleanza con la morte sarà annullata, e il vostro patto col soggiorno dei morti non reggerà; quando l’inondante flagello passerà, voi sarete da esso calpestati » (Isaia 28:16, 18).

E’ attraverso un’ingegnosa soluzione del problema del Medio Oriente che l’Anticristo potrà dare credito alla sua promessa di offrire pace al mondo terrificato dall’idea della guerra. Dopo ciò porterà rapidamente sotto il suo controllo tutte le nazioni della terra. Il mondo sperimenterà una grande speranza e riporterà la sua piena fiducia nel genio di Roma. Questi presenterà fantastici piani di prosperità economica anche per i paesi sottosviluppati. E la guerra sembrerà un gioco bizzarro con il quale gli uomini si sono divertiti. Il mondo intero applaudirà il dittatore.

«Chi è simile al dittatore e chi vorrà muovergli guerra» ?

Dopo tre anni e mezzo di notevole progresso, l’Anticristo incomincerà ad essere adorato per la sua brillante politica e per il meraviglioso progresso. Tutti i veri credenti in Cristo non si sottometteranno al suo governo e saranno perseguitati senza tregua. In maniera evidente non potranno né comprare, né vendere né esercitare un lavoro. Saranno massacrati in massa come esempio a quanti in nome di Cristo, riconosciuto l’unica speranza per l’uomo, vorrebbero ostacolare « la fraternità umana ».

Cavalcando sulla cresta del culto pubblico il dittatore romano si recherà a Gerusalemme per proclamarsi falsamente nel tempio come l’incarnazione di Dio (2 Tessalonicesi 2:4; Matteo 24:15). Come detto prima, questo sarà per i credenti di quell’epoca il grande segno d’avvertimento che Armagheddon è alle porte. Gli abitanti di Gerusalemme che credono in Gesù fuggiranno sui monti o si nasconderanno fra le rocce in cerca della promessa protezione divina (Matteo 24:16; Apocalisse 12:6, 14).

Il cavallo rosso liberato

« E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinchè gli uomini si uccidessero gli uni gli altri; e gli fu data una grande spada » (Apocalisse 6:4).

Quasi immediatamente dopo che l’Anticristo si sarà proclamato “Dio”, Dio libererà il secondo terrificante cavallo dei quattro cavalli dell’Apocalisse. Questa è l’immagine dello scatenarsi della guerra sulla terra.

Il delicato equilibrio di potere stabilito dall’Anticristo è immediatamente rotto. Dio incomincia a mostrare all’uomo che le promesse dell’Anticristo non hanno consistenza. La cosa che l’uomo più temeva, la guerra totale, ora gli si precipita addosso.

Il principio della fine

« E al tempo della fine, il re del mezzogiorno verrà a cozzo con lui (il capo d’Israele) » (Daniele 11:40a).

Abbiamo identificato i personaggi di questo brano. La confederazione arabo-africana guidata dall’Egitto (il re del mezzogiorno) lancia una campagna per invadere Israele. Questo errore fatale provoca la loro rovina e dà inizio alla campagna di Armagheddon. «… E il re del settentrione gli (al capo d’Israele) piomberà addosso come la tempesta, con carri e cavalieri e con molte navi » (Daniele 11:40a).

La Russia e i suoi alleati si servono di quest’occasione per lanciarsi all’invasione del Medio Oriente che la Russia ha desiderato fin dall’epoca delle guerre napoleoniche. Ezechiele 38 descrive lo sviluppo di questo grande esercito russo e il suo piano d’attacco verso Israele.

Ventisei secoli fa Ezechiele ha descritto il complotto dei capi russi contro il rinato stato d’Israele: « Così parla il Signore, l’Eterno: In quel giorno, dei pensieri ti sorgeranno in cuore, e concepirai un malvagio disegno. Dirai: Io salirò contro questo paese di villaggi aperti; piomberò su questa gente che vive tranquilla ed abita al sicuro, che dimora tutta in luoghi senza mura, e non ha né sbarre né porte. Verrai per far bottino e predare, per stendere la tua mano contro queste ruine ora ripopolate, contro questo popolo raccolto di fra le nazioni, che s’è procurato bestiame e facoltà, e dimora sulle alture del paese » (Ezechiele 38:10-12).

I Russi commetteranno un grossolano errore tattico invadendo Israele. Essi si serviranno della posizione indifesa d’Israele, che confiderà nella protezione dell’Anticristo, per conquistare finalmente la grande lingua di terra del Medio Oriente. Il motivo apparente sarà il possesso della grande ricchezza materiale raggiunta dalla nazione d’Israele. Questo motivo è così rivelato da Ezechiele: « …per far bottino e predare… ».

Anche la ricchezza d’Israele è predetta: « …questo popolo raccolto di fra le nazioni, che s’è procurato bestiame e facoltà. » […]

La potenza dell’armata rossa è prevista. Essa s’impossesserà tanto dei paesi arabi quanto d’Israele con un rapido assalto contro l’Egitto in modo da controllare tutta la zona. E’ a questo punto che la Russia farà il suo doppio gioco con il leader della Repubblica Araba Unita, l’Egitto. Dell’armata rossa, dopo che avrà abbattuto diverse popolazioni, Daniele dice: « ed egli stenderà la mano anche su diversi paesi (le nazioni arabe del Medio Oriente), e il paese d’Egitto non scamperà. E s’impadronirà dei tesori d’oro e d’argento, e di tutte le cose preziose dell’Egitto; e i Libi (gli arabi africani) e gli Etiopi (i neri africani) saranno al suo seguito » (Daniele 11:42, 43).

Come abbiamo visto nei capitoli 5 e 6 questa predizione indica che i Russi giocheranno gli Arabi, gli Egiziani e gli Africani e per un breve periodo di tempo conquisteranno il Medio Oriente. A quell’epoca, con la maggior parte delle forze russe in Egitto, il comandante udrà notizie allarmanti: « Ma notizie dall’oriente e dal settentrione lo spaventeranno (e cioè le mobilitazioni orientale e dell’Europa occidentale); ed egli partirà con gran furore per distruggere e votare allo sterminio molti » (Daniele 11:44).

La forza russa si ritirerà dall’Egitto per consolidare un contrattacco in Israele. I Russi saranno allarmati alla notizia che il dittatore romano mobilita forze in tutto il mondo per mettere fine a questo turbamento della pace. Evidentemente ciò sorprenderà il dittatore russo che aveva sottovalutato la volontà del rinato impero romano a combattere.

Lo scrittore è dell’opinione che le potenze orientali, guidate dalla Cina comunista, metteranno i loro immensi eserciti a disposizione del dittatore romano giurandogli fedeltà contro la Russia. Tuttavia, al momento opportuno gli orientali si faranno gioco di lui mettendo in campo un esercito di duecento milioni di uomini contro l’Anticristo, come abbiamo già visto.

Il doppio gioco dei Russi verso gli Arabi può essere previsto da ogni acuto osservatore dell’attuale (1970) situazione nel Medio Oriente. E’ evidente che i Russi amoreggiano con gli Arabi allo scopo di realizzare l’antico sogno russo di avere porti marittimi utilizzabili durante tutto l’anno ed avere sufficiente forniture di petrolio. I capi arabi credono di poter accettare le offerte e le forniture russe senza legami, ma dietro ogni rublo dato ci sono condizioni più forti dei cavi d’acciaio che possono all’occorrenza servire a trascinare un paese al di là della cortina di ferro.

La forza russa stabilirà il suo comando generale sul monte Moriah, cioè l’area del tempio di Gerusalemme. Daniele sottolineava ciò quando diceva: « E pianterà le tende del suo palazzo fra i mari (il Mar Morto e il Mediterraneo) e il bei monte santo; poi giungerà alla sua fine, e nessuno gli darà aiuto » (Daniele 11:45).

Mentre il comandante russo pieno di baldanza si prepara ad affrontare le forze del rinato impero romano in Palestina, cerca anche, di distruggere completamente il popolo ebraico. Questo è il chiaro significato dei versetti 44 e 45. Ma forse nessun altro grande esercito della storia è stato così totalmente distrutto come lo sarà l’esercito russo.

La Waterloo russa

Ezechiele ha previsto il fatale collasso dell’armata rossa, quando guidato dallo Spirito dell’Iddio vivente, ha detto: « In quel giorno, nel giorno che Gog verrà contro la terra d’Israele, dice il Signore, l’Eterno, il mio furore mi monterà alle narici; e nella mia gelosia, e nel fuoco della mia ira, io lo dico, certo, in quel giorno, vi sarà un gran commovimento nel paese d’Israele: i pesci del mare, gli uccelli del cielo, le bestie dei campi, tutti i rettili che strisciano sul suolo e tutti gli uomini che sono sulla faccia della terra, tremeranno alla mia presenza; i monti saranno rovesciati, le balze crolleranno, e tutte le mura cadranno al suolo. Io chiamerò contro di lui la spada su tutti i miei monti, dice il Signore, l’Eterno; la spada d’ognuno si volgerà contro il suo fratello. E verrò in giudizio contro di lui, con la peste e col sangue; e farò piovere torrenti di pioggia e grandine, e fuoco e zolfo su lui, sulle sue schiere e sui popoli numerosi che saranno con lui » (Ezechiele 38:18-22).

«… butterò giù l’arco dalla tua mano sinistra, e ti farò cadere le frecce dalla destra. Tu cadrai sui monti d’Israele, tu con tutte le tue schiere e coi popoli che saranno teco; ti darò in pasto agli uccelli rapaci, agli uccelli di ogni specie, e alle bestie de’ campi. Tu cadrai sulla faccia de’ campi, poiché io ho parlato, dice il Signore, l’Eterno » (Ezechiele 39:3-5).

La descrizione dei torrenti di pioggia e di grandine e del fuoco che cadranno sopra l’armata rossa, accoppiata allo scombussolamento del territorio d’Israele, può indicare l’uso di armi nucleari tattiche da parte dei Romani contro l’esercito russo.

Dio destina interamente questo esercito barbarico, che ha intenzione di distruggere il popolo ebraico, ad un annichilimento totale. Ezechiele dice che non solo tutte le schiere russe ma anche tutti i loro alleati saranno annientati in Israele.

Inizia lo scambio atomico

Al momento della distruzione dell’armata rossa viene predetta una cosa terrificante: « E manderò il fuoco su Magog (la Russia) e su quelli che abitano sicuri nelle isole (i vari continenti)… » (Ezechiele 39:6). Secondo ciò sulla Russia e su molte altre nazioni che si sentiranno sicure sotto la protezione dell’Anticristo, cadrà il fuoco. Ancora una volta ciò sarà un giudizio diretto da parte di Dio, oppure Dio potrà permettere alle varie nazioni di entrare in una guerra con impiego di missili balistici.

Gli Stati Uniti forse saranno allineati con le forze occidentali guidate dal rinato impero romano di dieci nazioni europee. E’ chiaro che gli Stati Uniti non potranno essere il leader dell’occidente nel futuro.

La più grande battaglia di tutti i tempi

Con gli eserciti arabi ed africani neutralizzati dai Russi e il conseguente completo annientamento delle forze russe e dei loro alleati, resteranno soltanto due grandi sfere di potere per la culminante battaglia finale di Armagheddon: le forze alleate della civiltà occidentale unite sotto la guida del dittatore romano e le vaste orde dell’oriente raggruppate verosimilmente sotto la macchina da guerra della Cina comunista.

La mobilitazione

Ci sarà forse una breve pausa nelle ostilità nel mondo dopo la distruzione della Russia e dei suoi alleati mentre si mobilitano gli eserciti. L’apostolo Giovanni predice, come abbiamo visto al capitolo 7, la mobilitazione delle forze orientali: « Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e l’acqua ne fu asciugata affinchè fosse preparata la via ai re che vengono dal levante » (Apocalisse 16:12).

Come abbiamo detto, il comandante più logico di questo grande esercito saranno i Cinesi. Approfittando del caos procurato dal conflitto nel Medio Oriente essi marceranno contro il dittatore romano in una sfida per il controllo del mondo.

Mentre questo incredibile esercito di 200 milioni di uomini marcerà verso le rive occidentali dell’Eufrate, il dittatore romano preparerà i suoi eserciti per lo scontro alla resa dei conti nel Medio Oriente. L’apostolo Giovanni predice il potere soprannaturale che l’Anticristo ed il falso profeta useranno per radunare insieme tutte le restanti nazioni per lo scontro con gli eserciti orientali : « E vidi uscir dalla bocca del dragone (Satana), dalla bocca della bestia (il dittatore romano), e dalla bocca del falso profeta tré spiriti immondi, simili a rane; perché son spiriti di demòni « che fan de’ segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente… Ed essi li radunarono nel luogo che si chiama in ebraico Harmagheddon » (Apocalisse 16:13-16).

Molte cose debbono essere sottolineate in questo brano. Innanzi tutto l’intera sequenza di avvenimenti costituisce i giudizi finali di Dio contro il mondo che ha respinto Cristo. Questi giudizi sono chiamati nel libro dell’Apocalisse le sette coppe ed hanno luogo appena prima del ritorno visibile di Gesù Cristo sulla terra o durante questo ritorno. Inoltre il brano mostra che il dittatore romano e il suo sensazionale seguito religioso, il falso profeta, daranno al mondo non orientale un messaggio d’origine satanica e reso potente dalla presenza demoniaca. Essi persuaderanno le nazioni del mondo intero (escluse naturalmente la Cina e i suoi alleati) ad inviare eserciti sul territorio palestinese per distruggere l’ultima forza amante della guerra sulla terra. Prometteranno probabilmente un’epoca di pace imperitura dopo la distruzione delle turbolenti forze comuniste dell’oriente. In terzo luogo il brano mostra che i «e re di tutto il mondo» invieranno eserciti nel Medio Oriente per combattere sotto il comando dell’Anticristo contro «i re del levante». Certamente saranno rappresentati l’Europa, gli Stati Uniti, il Canada, l’America del Sud e l’Australia.

In quarto luogo questi eserciti saranno radunati e spiegati in battaglia nella località chiamata « Armagheddon » o « Harmagheddon ».

Armagheddon: cos’è e dov’è

Armagheddon è una parola composta, usata nei secoli per descrivere gli orrori della guerra. Il dr. Seiss ne riassume il vero significato nel modo seguente: « Harmagheddon significa monte di Meghiddo, che ha anche dato il suo nome al grande piano di Jezreel che forma una cintura attraverso la Palestina, dal Mediterraneo al Giordano. Il nome viene da una radice ebraica che significa tagliare, uccidere; e Meghiddo è sempre stato un luogo di massacri ».

Nella storia biblica innumerevoli battaglie sanguinose sono state combattute in quest’area. Si dice che Napoleone si sia fermato sopra la collina di Meghiddo e, guardando giù alla valle, abbia ricordato la celebre profezia dicendo:

«… tutti gli eserciti della terra si muoveranno per combattere qui… ». Nell’Antico Testamento, nel libro di Gioele, questa valle è chiamata la « valle di Giosafat ».

Questa valle, al cui ingresso occidentale si trova il porto di Haifa, è una delle zone più accessibili della Palestina, adatta per lo sbarco di truppe anfibie. L’area offre anche vaste zone per assembramento, equipaggiamento ed organizzazione di truppe. Alcune truppe saranno aviotrasportate, e la larga valle è adatta anche per questo.

La valle della decisione

Circa ventisette secoli fa il profeta Gioele concentrò il suo interesse sulla medesima scena dicendo: « Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Fate sorgere i prodi! S’accostino, salgano tutti gli uomini di guerra. Fabbricate spade coi vostri vomeri, e lance con le vostre roncole! Dica il debole: “Son forte”. Affrettatevi, venite, nazioni d’ognintorno, e radunatevi! Là, o Eterno, fa’ scendere i tuoi prodi! Si muovano e salgano le nazioni alla valle di Giosafat! Poiché là io m’assiderò a giudicar le nazioni d’ogn’intorno. Mettete la falce, poiché la mèsse è matura! Venite, calcate, poiché lo strettoio è pieno, i tini traboccano; poiché grande è la loro malvagità. Moltitudini! moltitudini! nella valle del Giudizio! Poiché il giorno dell’Eterno è vicino nella valle del Giudizio » (Gioele 3:9-14).

Gioele rivela che è appunto in questo luogo che il Messia distruggerà gli eserciti del mondo, e stabilirà il suo regno di vera pace e di felicità eterna. Egli conferma anche l’assembramento mondiale di eserciti qui.

E’ estremamente importante osservare l’accuratezza della profezia biblica riguardo questo ultimo conflitto. In un’epoca di bombe H e di super armi sembra incredibile che ci possa più essere un’altra grande guerra terrestre combattuta principalmente con armi convenzionali, eppure i Cinesi credono che con una forza grandemente superiore di numero essi possono assorbire le possibili devastazioni e vincere la guerra. Essi credono anche che tutte le guerre saranno decise sulla terra da forze terrestri.

Un altro fatto interessante è che una forza di 200 milioni di soldati non potrà essere trasportata dalla Cina e dai suoi prevedibili alleati per aria o per mare. Essi non posseggono l’industria capace di produrre un sistema di trasporto per un tale esercito. Ciò rende necessario lo spostamento di truppe via terra come è indicato in Apocalisse 16:12.

L’India ha rivelato recentemente un importante sviluppo. Viene riferito che 12.000 soldati cinesi sono al lavoro nel Kashmir pakistano per la costruzione di strade che permetterebbero alle truppe cinesi nel Tibet un’accorciatoia verso il meridione. L’India considera queste costruzioni di strade una « minaccia alla pace in Asia ». Ed è stato affermato che « la costruzione di strade attraverso l’Himalaya sta assumendo una crescente importanza strategica ».

Una volta completata, questa strada permetterà un rapido movimento di truppe formate da milioni di Cinesi verso il Medio Oriente. Ciò preparerà letteralmente la strada al compimento della profezia e: «… se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno scamperebbe… » (Matteo 24:22).

Ed ecco l’ultimo grande conflitto. Gli eserciti della maggior parte delle nazioni riuniti dall’Anticristo affronteranno l’assalto impetuoso dei re dell’est in una linea di battaglia che si estenderà attraverso tutto Israele con il centro situato nella valle di Meghiddo.

Secondo Zaccaria una terribile battaglia sarà combattuta intorno alla città di Gerusalemme (Zaccaria 12:2,3; 14:1,2).

Isaia parla di una terrificante carneficina che avrà luogo a sud del Mar Morto nell’antica Edom (Isaia 63:1-4).

L’apostolo Giovanni predice che nel conflitto saranno sgozzate tante persone che il sangue giungerà ai freni dei cavalli per una distanza di 250 chilometri da nord a sud di Gerusalemme (Apocalisse 14:20).

Sembra incredibile! La mente umana non può concepire tanta crudeltà dell’uomo verso l’uomo, eppure Dio permetterà alla natura umana di manifestarsi pienamente in quel giorno. Nessuna meraviglia perciò alle parole di Gesù:

« … perché allora vi sarà una grande afflizione, tale che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora, ne mai più vi sarà » (Matteo 24:21).

Una distruzione di proporzioni mondiali

Il conflitto non sarà limitato al Medio Oriente. L’apostolo Giovanni dice che quando queste due grandi forze s’incontreranno in battaglia si produrrà la più potente onda d’urto che abbia mai investito la terra. Se per forza naturale d’un terremoto o a causa di qualche super arma non è chiaro. Giovanni dice che tutte le città delle nazioni saranno distrutte (Apocalisse 16:19).

Immaginate, città come Londra, Parigi, Tokyo, New York, Los Angeles, Chicago cancellate! Giovanni dice che la forza occidentale da sola spazzerà via un terzo della popolazione terrestre (Apocalisse 9:15-18).

Egli predice anche che intere isole e montagne saranno cancellate dalle carte geografiche. Ciò sembra indicare un attacco totale di missili balistici sulle grandi aree metropolitane del mondo.

La profezia mostra che il rappresentante degli Stati Uniti, John Rhodes, aveva ragione quando affermava riguardo il pericolo della Cina comunista e delle armi nucleari: «… chiunque si attende moderazione dalla Cina comunista ignora la storia e mette in pericolo le future generazioni di Americani ».

Isaia, riguardo a questo periodo, predice nel capitolo 24:

« Ecco l’Eterno vuota la terra, e la rende deserta; ne sconvolge la faccia e ne disperde gli abitanti…
La terra è profanata dai suoi abitanti. … Perciò una maledizione ha divorato la terra, e i suoi abitanti ne portano la pena; perciò gli abitanti della terra sono consumati (bruciati), e poca è la gente che n’è rimasta » (versetti 1, 5, 6).

Nello stesso capitolo Isaia dice: « La terra si schianterà tutta; la terra si screpolerà interamente, la terra tremerà, traballerà. La terra barcollerà come un ebbro, vacillerà come una capanna… » (versetti 19, 20).

Sembra che tutti questi versetti si riferiscano all’uso di terribili armi sul mondo.

Un punto luminoso nelle tenebre

All’inizio d’Armagheddon con l’invasione d’Israele da parte degli Arabi e della confederazione russa e con la loro conseguente rapida distruzione, incomincerà il più grande periodo della conversione degli Ebrei al loro vero Messia. Ezechiele predice che la distruzione della grande forza d’invasione russa conterrà un elemento soprannaturale che porterà un gran numero di Ebrei a vedervi la mano dell’Eterno. Mediante il segno miracoloso della distruzione di questo nemico, che mirava ad annientare tutti gli Ebrei, essi giungono a vedere il nome del loro vero Dio e Messia, Gesù Cristo.

Ezechiele dice da parte di Dio: « E manderò il fuoco su Magog (la Russia) e su quelli che abitano sicuri nelle isole; e conosceranno che io sono l’Eterno. E farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo d’Israele, e non lascerò più profanare il mio nome santo; e le nazioni conosceranno che io sono l’Eterno, il Santo in Israele. Ecco, la cosa sta per avvenire, si effettuerà, dice il Signore, l’Eterno; questo è il giorno di cui ho parlato (cioè nelle profezie) » (Ezechiele 39:6-8).

Zaccaria predice che un terzo degli Ebrei viventi in quel periodo si convertiranno a Cristo e saranno miracolosamente salvati.

« E metterò quel terzo nel fuoco, e lo affinerò come si affina l’argento, lo proverò come si prova l’oro; essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò; io dirò: E’ il mio popolo! ed esso dirà: L’Eterno è il mio Dio! » (Zaccaria 13:8-9).

Il momento più grande

Mentre la storia cammina verso il momento del glorioso ritorno di Cristo, hai paura o guardi con speranza per la liberazione? La risposta dovrebbe svelarti la tua situazione spirituale.

In un modo o nell’altro la storia procede rapidamente verso il ritorno di Cristo. Sei pronto?

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