Nella vita cristiana, è importantissimo avere una dottrina corretta. Infatti, qualsiasi dottrina sbagliata porterà a problemi nella vita. Per quanto un credente può essere zelante, per quanto può essere sincero, se ha delle dottrine spogliate, porteranno a dei problemi spirituale nella sua vita. Se una chiesa non ha una dottrina corretta, sarà molto meno utile a Dio che una chiesa con una dottrina corretta che è fedele all’insegnamento biblico.

Quindi, dobbiamo impegnarci a studiare attentamente affinché tutto quello che crediamo sia veramente conforme all’insegnamento biblico.

Però, oggi non voglio parlare di una dottrina corretta, per quanto sia importante. Voglio parlare di qualcosa ancora più importante. Senza la qualità di cui voglio parlare oggi, non possiamo avere la vita benedetta in Cristo che vorremmo. Senza queste qualità, non possiamo avere la gioia in Cristo che Dio ci offre. Non possiamo essere strumenti utili al servizio del Signore. Senza queste qualità, anche se abbiamo una dottrina perfetta, saremo lontani dal Signore.

Quale queste qualità così importante? Oggi, voglio parlare dell’importanza di avere un cuore che desidera Dio, un cuore che vuole avvicinarsi a Dio sempre di più, e godere comunione con Dio. Questo tipo di cuore non è soddisfatto con nulla meno che Dio stesso.

In realtà, una dottrina corretta è una parte di quello che serve per poter avvicinarsi sempre di più a Dio. Però, il traguardo non è la dottrina, è la comunione con Dio stesso.

Per aiutarci a considerare questo argomento così importante, oggi vogliamo considerare insieme Salmo 63.

il contesto
Studiando attentamente questo Salmo, sembra molto probabile che fu scritta da Davide mentire egli stava fuggendo da suo figlio Absalon. Se ricordate la storia di Davide, come risultato del suo peccato con Batsceba, Dio gli aveva dichiarato che la spada non avrebbe lasciato la sua casa. In seguito, uno dei figli di Davide stuprò la sorellastra, e poi quel figlio fu ucciso da un altro figlio di Davide, Absalon. Dopo aver ucciso il fratello, Absalon fuggì dal suo padre Davide. Dopo molto tempo, fu permesso di ritornare a Gerusalemme. Là, man mano, con furbizia conquistò il cuore del popolo. Ad un certo punto, con l’esercito da parte sua, si proclamò re, e Davide doveva fuggire per la sua vita.

Quando Davide scrisse questo Salmo, si trovò nel deserto, in grande pericolo, lontano dal palazzo e lontano dal tempio di Dio. La nazione sulla quale aveva regnato da tanti anni lo aveva abbandonato, e insieme al figlio Abaslon, cercava di ucciderlo.

Teniamo questo contesto in mente mentre leggiamo e consideriamo questo Salmo.

la divisione del Salmo
Questo Salmo si presta ad essere diviso in due parti. Nella prima parte, dal versetto 1-8, Davide parla del suo desiderio per Dio. È importante notare che non cerca una soluzione per i suoi problemi. La seconda parte, dal v.9-11, è una profezia della distruzione dei nemici di Davide.

Davide cerca Dio
Iniziamo, leggendo Salmo 63:1-8.

“1 Salmo di Davide, quand’era nel deserto di Giuda. O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba; di te è assetata l’anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua. 2 Così ti ho contemplato nel santuario, per veder la tua forza e la tua gloria. 3 Poiché la tua bontà vale più della vita, le mie labbra ti loderanno. 4 Così ti benedirò finché io viva, e alzerò la mani invocando il tuo nome. 5 L’anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso, e la mia bocca ti loderà con labbra gioiose. 6 Di te mi ricordo nel mio letto, a te penso nelle veglie notturne. 7 Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali. 8 L’anima mia si lega a te per seguirti; la tua destra mi sostiene.” (Sal 63:1-8 NRV)

Nel deserto
Davide si trovava nel deserto di Giuda. Come abbiamo detto, il figlio di Davide si era proclamato re, e Davide stava fuggendo per la sua vita con pochi seguaci. Davide descrive il deserto in cui si trovava come un’arida terra. Era un luogo molto inospitale. Probabilmente, questo era il periodo più terribile e più triste della vita di Davide.

Anche nella nostra vita, abbiamo periodi in cui ci troviamo in un deserto, in un luogo arido. Dio permette questi periodi. Grazie a Dio, ci sono tanti periodi molto belli nella vita, pieni di benedizioni e di gioia. Però, ogni credente avrà qualche periodo arido, in cui le difficoltà sono tanti. Davide si trovava in un periodo così, il peggio della sua vita.

Quello che vogliamo notare è il cuore di Davide in questo momento. Come reagiva, trovandosi in una situazione tale? Che Dio ci aiuti ad imparare dall’esempio di Davide.

Tu sei il mio Dio
Davide inizia questo Salmo con una dichiarazione profonda, che è vero solamente per un vero credente. Vi leggo

“O Dio, tu sei il mio Dio….” (Sal 63:1 NRV)

“O Dio, tu sei il mio Dio!!”

Nel mondo, tante religioni e persone dicono che Dio è il loro Dio, ma non è vero. Invece, Davide, essendo un vero credente, stava dichiarando la più meravigliosa verità possibile. In mezzo ai suoi problemi terribili, in mezzo ad una sofferenza tremenda, Davide meditava sul fatto che DIO era il SUO Dio.

È vero che Dio ha salvato un popolo, fatto di tante persone. Cristo è morto per tutti i salvati. Per esempio, leggiamo le parole di Gesù, descrivendo la sua missione, dal Matteo 20.

“…il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».” (Mt 20:28 NRV)

Gesù è venuto per morire per molti, ovvero, per tutti coloro che avrebbe salvato. Però, l’apostolo Paolo sapeva che come vero credente, poteva parlare del fato che Cristo Gesù si è dato personalmente per LUI. Vi leggo le parole di Paolo in Galati 2:20

“Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.” (Ga 2:20 NRV)

Ogni vero credente può dire la stessa cosa: Gesù Cristo si è dato per me, Egli MI ha amato e mi ama. L’amore di Dio è per ogni singolo credente.

Non c’è dichiarazione più meravigliosa che poter dire, secondo la verità, Dio MIO Dio.

Quindi, in mezzo a questa prova terribile, Davide meditava sulla verità che Dio è il SUO Dio. Nessuna prova o sofferenza o difficoltà può togliere la realtà di un rapporto personale con Dio per mezzo di Gesù Cristo. O che anche noi possiamo meditare sulla meraviglia di questa realtà, e come Davide, trovarne molta gioia, qualsiasi siano le nostre circostanze.

Ti cerco all’alba
Andiamo avanti, perché non basta sapere che Dio il nostro Dio. Vi rileggo il versetto.

“O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba; di te è assetata l’anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua.” (Sal 63:1 NRV)

Davide sapeva di già appartenere a Dio. Davide già aveva Dio. Però, Davide continuava a cercare Dio.

Per capire questo, consideriamo il matrimonio. Mia moglie è già mia moglie. Posso dirle, in verità, tu sei mia moglie. Però, per godere la comunione con lei, devo cercarla. Devo impegnarmi a prendere tempo con lei. Il fatto che è già veramente mia moglie, pur essendo una cosa meravgliosa in sé, non toglie il fatto che per godere la comunione con lei, devo cercarla.

Nello stesso modo, per godere le benedizioni di Dio, dobbiamo cercarLo. Davide sapeva questo, e cercava Dio.

Notiamo quando Davide cercava Dio. “Io ti cerco dall’alba.” Prima di qualsiasi cosa, Davide cercava Dio.

Dio era così prezioso a Davide che Davide non poteva aspettare per cercare Dio. Lo cercava già dall’alba. Però, c’è anche da dire che Dio era così speciale per Davide proprio perché Davide Lo cercava, già dall’alba. In realtà, quello che cerchiamo con più impegno diventerà la cosa più preziosa a noi. Perciò, se noi cerchiamo Dio prima di ogni altra cosa, prima in importanza, prima in tempo, con il primo posto nostro cuore, Dio sarà veramente la cosa più preziosa per noi, non solo con le parole, ma con i fatti.

Consideriamo anche il fatto che Davide cercava il Signore. Nella Bibbia, più volte Dio comanda di uomini di cercarLo, dicendo che chi Lo cerca con tutto suo cuore Lo troverà. Però, non solo bisogna cercare Dio per ottenere la salvezza. Ogni vero credente deve continuare a cercare Dio, per approfondire il rapporto con Lui, proprio come un marito deve cercare la moglie per approfondire il rapporto con lei.

Ricordiamo che cercare è un vero impegno. Non è qualcosa che succede automaticamente. Veramente cercare richiede concentrazione, richiede impegno, richiede tutto del tuo essere. Chi cerca un tesoro terreno, deve cercare con tutto il suo cuore per trovarlo. Eppure, anche se lo trova, non durerà. Chi cerca Dio deve cercarLo con tutto il suo cuore, solo che chi cerca Dio Lo troverà, e Lo goderà per tutta l’eternità.

Tu, cerchi Dio con tutto il tuo cuore? Lo cerchi con un vero impegno, che supera l’impegno che hai per ogni altra cosa? Solo così poi veramente godere la benedizione della comunione con Dio.

l’anima assetata
Andiamo avanti nel brano, vi leggo la prossima parte.

“Di te è assetata l’anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua.”

L’anima di Davide era assetata per Dio. Che cosa vuol dire essere assetata? Quando qualcuno è assetato per acqua, nessun’altra cosa può soddisfarlo. Se è veramente assetato, anche se uno dovesse offrirgli una grande quantità di soldi, o grandi privilegi, o dei ottimi cibi, egli rifiuterebbe tutto per ottenere l’acqua. Solo l’acqua può soddisfare la gola assetata. Né Cibi, né ricchezze, né piaceri possono soddisfare la gola assetata.

Similmente, solo Dio può veramente soddisfare l’anima di un vero credente. Un vero credente può cercare qua e là nel mondo, può cercare nel piacere, può cercare nelle cose materiale, ma l’anima sua non sarà mai soddisfatta tranne in Dio solo.

Davide sapeva che solo Dio poteva soddisfare l’anima sua. Perfino il corpo di Davide languiva pensando a Dio, tanto grande era il suo desiderio per Dio. Davide si trovava in un deserto, in arida terra, senz’acqua. La sua situazione fisica rispecchiava la situazione della sua anima, e Davide voleva esse rinfrescato alla presenza di Dio.

C’è una verità molto importante da notare a questo punto. Davide si trovava in pericolo di vita, si trovava in un arido deserto, si trovava in fuga, dove era difficile riposarsi. Però, in questo Salmo, avete notato che Davide non cercava la salvezza fisica, non cercava riposo fisico, non cercava una soluzione per i suoi problemi? Ciò che Davide cercava era più comunione con Dio.

Il credente più benedetto è il credente che vuole Dio più di qualsiasi altra cosa. Quando quello che vogliamo di più è la soluzione dei nostri problemi, perdiamo la benedizione più grande. Impariamo dall’esempio di Davide. Fissiamo i nostri cuori sul Dio.

contemplare Dio
Forse, state pensando che per quanto vorreste avere il cuore di Davide, per essere onesto, non avete quel fortissimo desiderio per Dio sopra ogni altra cosa. In tanti credenti, questo è vero. Non arriva naturalmente. Però, notiamo la prossima dichiarazione di Davide, che ci aiuta a capire perché Davide aveva questo cuore, e come possiamo averlo anche noi.

“Così ti ho contemplato nel santuario, per veder la tua forza e la tua gloria.”

Finché Davide era a Gerusalemme, andava sempre al Tempio, cioè nel santuario, dove si adorava Dio. Là, Davide poteva contemplare Dio.

L’andare nel santuario di allora, rispecchia l’adorazione di Dio insieme alla Chiesa di oggi. Quando frequentiamo gli incontri di chiesa, dove Dio viene adorato e innalzato, ci aiuta a poter contemplare Dio e meditare su di Lui. Poi, c’è anche la meditazione e contemplazione di Dio personale, giorno per giorno. Entrambi, sia quella con la chiesa, sia quella personale, è essenziale.

Nella vita cristiana, è estremamente importante meditare su Dio. Per meditare, intendo di fissare i nostri pensieri su quel oggetto. Potremmo anche dire riempire i pensieri di qualcuno o qualcosa.

Allora, vi domando, su che cosa riempite i vostri pensieri? Su che cosa meditate?

Meditate suoi problemi della vita, passate i problemi volta dopo volta nella vostra mente? Oppure, riempite i vostri pensieri con i vostri progetti, quello che volete compiere e che avete da fare? Oppure, pensate molto a qualcosa che volete ottenere o comprare? Tutte queste cose sono cose terrene. Cambia poco se pensate ad una cosa terrena o ada un altra. In tutti i casi, state pensando a qualcosa terrena.

Oppure, riempite i vostri pensieri di Dio? Meditate su di lui, e come diceva Davide, sulla forza e sulla gloria di Dio?

Vediamo la forza di Dio quando ci umiliamo, e allora, vediamo la potenza di Dio che opera in noi. Vediamo più della forza di Dio quando conosciamo sempre di più la parola di Dio, e anche quando passiamo più tempo con altri credenti che parlano dell’opera di Dio nelle loro vite.

O cari amici, uno dei motivi per cui non abbiamo un cuore assetato di Dio è perché non meritiamo abbastanza sul Dio. Riempiamo la nostra mente con tutt’altro che il Signore. Allora, cambiamo i nostri pensieri, e il nostro cuore cambierà.

la bontà di Dio vale più della vita
Ora leggiamo il v. 3, per capire di più del cuore di Davide.

“Poiché la tua bontà vale più della vita, le mie labbra ti loderanno.” (Sal 63:3 NRV)

Ricordiamo che Davide si trovava in pericolo di vita. Nonostante questo, egli preferiva la bontà di Dio che la vita stessa. Davide sapeva che il meglio che la vita può offrirci dal mondo non è minimamente paragonabile alla bontà di Dio, che troviamo pienamente, non nelle cose che Dio ci dà, ma nella comunione con Dio stesso.

Visto che Davide meditava sul Dio, e contemplava la forza e la gloria di Dio, egli capiva il grande valore della bontà di Dio.

E perciò, Davide poteva dire: le mie labbra ti loderanno. Se ci pensiamo, è impossibile amare qualcosa o qualcuno senza voler parlare di quel persona o quella cosa. È naturale voler elencare le qualità di quello che ci è più prezioso. Allora Davide voleva lodare Dio.

Teniamo in mente anche che non c’è spazio nel nostro cuore sia per lodare Dio sia per mormorare, brontolare, criticare, ed essere negativi. Se mormoriamo e siamo negativi non ci sarà spazio nostro cuore per veramente lodare Dio. Al contrario, se meditiamo sul Dio e poi Lo lodiamo di cuore, non avremmo spazio per lamentarci e per essere negativi.

Davide ha scelto la via di lodare Dio. Si trovava in una situazione terribile, pericolosa, e dolorosa. Ma non si lamentava, invece, lodava Dio. E tu, cosa fai?

Questo ci porta al v.4:

“Così ti benedirò finché io viva, e alzerò la mani invocando il tuo nome.” (Sal 63:4 NRV)

Per Davide, lodare Dio non era qualcosa da fare saltuariamente. Invece, Davide benediceva Dio con le sue lode finché viveva.

La vita di un vero credente dev’essere una vita di lode, non solo la domenica, ma giorno per giorno, finché siamo in questa terra. Poi, quando arriveremo nella presenza di Dio in cielo, avremo il privilegio di adorarlo e lodarlo per tutta l’eternità.

l’anima saziata
Finora abbiamo visto che Davide riempiva i suoi pensieri del Signore. Anziché meditare sui problemi, meditava sulla forza e sulla gloria di Dio. Con le sue labbra lodava Dio.

Qual è stato il risultato di tutto questo? Vi leggo il v.5

“L’anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso, e la mia bocca ti loderà con labbra gioiose.” (Sal 63:5 NRV)

Davide sapeva che scegliendo di meditare sul Dio, e di un lodarLo, che la sua anima sarebbe saziata come di midollo e di grasso, e che potrebbe lodare Dio con grande gioia.

Per un Giudei a quel tempo, come Davide, i cibi considerati i più ricchi e più prediletti erano il grasso e il midollo. Chi mangiava grasso e midollo era totalmente soddisfatto, sia di gusto, sia di sazietà. Allora, nello stesso modo, fissando i suoi occhi e del suo cuori sul Dio, Davide sapeva che l’anima sua sarebbe saziata totalmente da Dio. Prima, aveva parlato del fatto che l’anima sua era assetata di Dio. Ora, dichiara che l’anima sua sarà saziata.

Come Davide ha già dichiarato, è Dio stesso che sazia l’anima. Avendo tutta la Bibbia, noi sappiamo che è per mezzo di Gesù Cristo che siamo saziati di Dio. È in Gesù Cristo che vediamo il Padre. Siamo saziati in Cristo Gesù quando abbiamo strette comunione con lui.

Nella Bibbia, troviamo questo tema ripetutamente. Per esempio, leggiamo Apocalisse 3:20, in cui Gesù parla ai credenti:

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” (Apo 3:20 NRV)

Cenare con Gesù Cristo rappresenta avere strette comunione con lui. È così che l’anima sarà saziata. Troviamo questo stesso pensiero in Cantico dei cantici 2.4

“Egli mi ha condotta nella casa del convito, l’insegna che stende su di me è amore.” (So 2:4 NRV)

Quando Gesù Cristo è il nostro tesoro, egli ci porta nella casa del convito, ci porta al banchetto, dove mangiamo insieme a lui, ovvero dove abbiamo intima comunione con lui. E così, la nostra anima è saziata.

Quando Dio è il nostro tesoro, saremo saziati anche dello Spirito Santo, che Gesù dà senza misura. Vi leggo la dichiarazione di Gesù in Giovanni 7:38,39

“38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.” (Giov 7:38-39 NRV)

Quando uno vive per fede in Gesù Cristo, lo Spirito Santo riempia la sua vita, in modo abbondante. La sua anima è saziata in Dio.

Quello che Dio ci offre in Cristo Gesù è meraviglioso. Però, si siamo onesti, riconosciamo subito che non sempre ci sentiamo saziati. Non sempre abbiamo l’anima soddisfatta. Delle volte, viviamo con molto meno della gioia di quanto potremo avere.

Che cosa deve fare se ti senti vuoto anziché saziata? Semplice, devi cercare Dio. Devi scegliere di meditare e contemplare su Dio anziché sui tuoi problemi, anziché su tutto quello che il mondo offre. Poi, vedendo la forza e la gloria di Dio, devi prorompere in lode a lui. E allora, anche la tua anima sarà saziata.

O amici, quante volte non siamo saziati perché non cerchiamo Dio giorno per giorno. O che possiamo imparare dall’esempio di Davide.

ricordando di Dio
Delle volte, vogliamo cercare Dio di più, ma con tutti i nostri impegni, ci è difficile concentrare per poter contemplare Dio abbastanza. Posso immaginare che in questo momento della vita di Davide c’era grande confusione. Egli doveva dirigere quelle persone che erano venute con lui. Dovevano essere pronti in ogni momento a fuggire. Là nel deserto dovevano pensare alla sopravvivenza. Durante il giorno, non era facile per Davide di meditare tranquillamente sul Dio. Però, per Davide, non era concepibile di non meditare sul Dio. Perciò, notiamo quello che Davide dichiara nel v.6

“Di te mi ricordo nel mio letto, a te penso nelle veglie notturne.” (Sal 63:6 NRV)

Per quanto la giornata può portare confusione e interruzione, a letto, ognuno sta nel suo piccolo mondo privato. A letto, uno può scegliere a che cosa pensare. Davide ricordava di Dio mentre era a letto.

Amici, a che cosa pensate quando state a letto? A che cosa pensate nei momenti tranquilli della giornata, quando nessuno e nulla ti costringe a pensare ad altro? Se vuole un’anima saziata, pensa a Dio.

il pensiero che fortifica la nostra fede
Quando ricordiamo di Dio, ci sono certi pensieri che possono aiutarci più di altri. Leggiamo quello che Davide dichiara nel v. 7

“Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali.” (Sal 63:7 NRV)

Prima, Davide aveva parlato di meditare sulla gloria e sulla forza di Dio. Ora, Davide parla di ricordare l’aiuto passato di Dio nella sua vita. Davide dice: di te mi ricordo, poiché tu sei stato il mio aiuto. Davide meditava sull’aiuto passato di Dio nella sua vita.

Questa è una chiave della vita cristiana. Quando ci troviamo in mezzo ad una prova difficile, anziché meditare sulla prova, ricordiamo l’aiuto di Dio nel passato. È buono pensare alle grandi opere di Dio per altri, ma è importante arrivare a ricordare dell’opera di Dio per noi personalmente. Ricordando come Dio c’è stato un aiuto nel passato, ci permetterà di avere la fede nel suo intervento perfetto anche nella prova attuale.

esultare in Dio
Quando riempiamo i nostri pensieri con ricordi di come Dio ci ha aiutato nel passato, quale sarà il risultato? Il risultato in noi sarà lo stesso di quello che era per Davide. Vi leggo di nuovo il v.7.

“Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali.” (Sal 63:7 NRV)

Quando ricordiamo l’aiuto passato di Dio, esulteremo in Dio. Questo è il senso di esultare all’ombra delle ali di Dio. Quando meritiamo sul Dio, e ricordiamo il suo aiuto passato per noi, la nostra anima sarà saziata, esulteremo in lui. Esultare in Dio vuol dire trovare grande gioia in Dio. Quando riempiamo i nostri pensieri di Dio, il nostro cuore sarà riempito di gioia in Lui.

legarsi a Dio
Vi leggo il v.8

“L’anima mia si lega a te per seguirti; la tua destra mi sostiene.” (Sal 63:8 NRV)

Nonostante i suoi problemi, Davide aveva scelto di meditare su Dio, e di ricordare il suo aiuto passato. Perciò, l’anima di Davide era saziata, nonostante che si trovava in grande pericolo. Allora Davide parla del fatto che la sua anima si legava a Dio per seguirlo in tutto.

Legarsi vuol dire avere un fortissimo attaccamento. Ci leghiamo a ciò che ci è più preziosa. Seguiamo quello che ci è più prezioso. Seguire rappresenta avere la vera fede. Gesù chiamava gli uomini a seguirlo.

Davide era pronto ad abbandonare tutto per seguir il Signore, perché sapeva che solamente Dio poteva soddisfare la sua anima.

Caro amico, cara amica, ti rendi conto veramente che solamente Dio può soddisfare la tua anima? Se cerchi altrove, vuol dire che stai cercando in quello che non può soddisfarti, e stai mancando la vera benedizione che solo Dio può darti.

Davide continuava con la dichiarazione: “la tua destra mi sostiene.” Davide sapeva che per quanto doveva impegnarsi, la sua forza veniva da Dio. Davide sapeva che la potente mano di Dio lo sosteneva. Beato l’uomo che confida nel Signore, e non confida in sé stesso.

Quale la tua difficoltà oggi? Qual è la tua paura? Qual’è la prova in cui ti trovi?

Confida nel Signore, riconosce che è lui che ti sostiene con la sua destra, cioè con la sua potenza infinita.

profezia di giudizio
Per capire i versetti che rimangono in questo Salmo, dobbiamo ricordare che Davide era un profeta. In varie occasioni, come questa, Dio parlò tramite lui. In questi versetti, Davide profetizza quello che succederà ai suoi nemici. Leggiamo.

“9 Ma quanti cercano la rovina dell’anima mia, sprofonderanno nelle parti più basse della terra. 10 Saranno dati in balìa della spada, saranno preda di sciacalli. 11 Ma il re si rallegrerà in Dio; chiunque giura per lui si glorierà, perché ai bugiardi verrà chiusa la bocca.” (Sal 63:9-11 NRV)

Qua, Davide prevedeva il giudizio finale. Ogni tanto, soprattutto nell’Antico Testamento, Dio giudicava i suoi nemici. Però, quel giudizio era sempre un giudizio temporale, limitato. Invece, al giorno stabilito da Dio, ci sarà il giudizio finale. Sarà un giorno terribile per coloro che non hanno accolto Gesù Cristo per fede.

Per quanto ci possono essere ingiustizia in questo mondo, Dio sta tenendo conto di tutto. Quando Gesù Cristo verrà, verrà per eseguire il suo giudizio sul mondo. Non ci sarà scampo per chi non ha primo accolto Gesù Cristo come Salvatore e Signore della propria vita.

Il giudizio per chi non ha Cristo sarà terribile più di quanto possiamo concepire. Ma allo stesso tempo, per chi e in Cristo, per chi e salvato per fede, essere accolto da Gesù sarà oltre modo meraviglioso.

Il giorno di giudizio, coloro che appartengono a Dio per mezzo della fede si rallegreranno. Chiunque giura per lui, ovvero, chi vive per fede in Dio, si glorierà. Ai malvagi, qua descritti come ai bugiardi, verrà chiusa la bocca. In altre parole, saranno condannati eternamente.

conclusione
Questo Salmo è molto importante, perché ci aiuta a capire la vita che possiamo vivere in Cristo. Davide si trovava in una situazione disperata, in grande pericolo, in grande difficoltà. Eppure, trovava grande gioia nel Signore. Nonostante tutti i suoi problemi, Davide cercava Dio già dall’alba. Davide riempiva i suoi pensieri contemplando la gloria e la forza di Dio. Ricordava l’aiuto passato di Dio.

Come risultato di questo impegno e modo di pensare, Davide era pieno di lode per Dio. Non solo, ma Davide era pieno di grande gioia, nonostante la sua situazione.

Amici, se non avete la gioia di Davide, se non avete il cuore pieno di lode per Dio che aveva Davide, probabilmente è perché non state seguendo l’esempio di Davide.

Che Dio ci aiuti ad essere persone che ci impegniamo a meditare su Dio, nella persona di Gesù Cristo. Che possiamo riempire i nostri pensieri con l’aiuto passato di Dio, per avere per fede per il presente. Che possiamo traboccare di lode per Dio, finché viviamo.

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